Fonte: AGI
Il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran è ufficialmente entrato in vigore dopo la firma elettronica dei rappresentanti dei due Paesi. A confermarlo è stato il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, secondo cui il documento è stato sottoscritto digitalmente dal presidente statunitense Donald Trump e dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Anche fonti internazionali hanno riferito che l’intesa è ormai operativa e rappresenta un importante passo verso la distensione dei rapporti tra Washington e Teheran.
L’accordo, raggiunto dopo mesi di negoziati e tensioni regionali, punta soprattutto a impedire all’Iran di sviluppare armi nucleari. Durante il vertice del G7 di Evian, Trump ha definito il memorandum un’intesa “molto solida”, sostenendo che garantirà con elevata probabilità che Teheran non possa mai dotarsi di un arsenale atomico.
Secondo il presidente americano, il nuovo accordo rappresenta una netta discontinuità rispetto al patto nucleare siglato durante l’amministrazione Obama. Trump ha infatti sostenuto che il precedente accordo avrebbe lasciato aperta una strada verso il nucleare militare, mentre l’attuale intesa costituirebbe una barriera invalicabile contro tale eventualità.
Il leader della Casa Bianca ha inoltre rivendicato il ruolo svolto dalla sua amministrazione negli ultimi anni, collegando il raggiungimento dell’intesa all’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani nel 2020. A suo giudizio, quell’operazione avrebbe indebolito significativamente l’apparato strategico iraniano, creando le condizioni che oggi hanno portato alla firma del memorandum.
Nel corso delle sue dichiarazioni, Trump ha anche parlato di un possibile cambiamento politico in Iran, lasciando intendere che la nuova leadership potrebbe adottare un approccio diverso nei confronti della comunità internazionale. Il presidente statunitense ha inoltre ringraziato il presidente cinese Xi Jinping e il presidente russo Vladimir Putin per il ruolo definito “neutrale” mantenuto durante le trattative.
Tra i temi affrontati vi è anche quello delle risorse finanziarie iraniane congelate all’estero. Trump ha riconosciuto che tali fondi appartengono a Teheran e ha lasciato intendere che, nell’ambito del processo di normalizzazione dei rapporti, potrebbero essere progressivamente sbloccati.
Dall’altra parte, tuttavia, permane una forte diffidenza nei confronti degli Stati Uniti. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha dichiarato che il livello di sfiducia verso Washington resta molto elevato, sottolineando come l’Iran continui a mantenere alta la propria vigilanza sul piano diplomatico e militare.
Nonostante le dichiarazioni contrapposte e il clima ancora segnato da profonde divergenze, la firma del memorandum rappresenta il primo passo concreto verso una nuova fase di dialogo tra i due Paesi. Le prossime settimane saranno decisive per verificare se l’intesa riuscirà a tradursi in un accordo definitivo sul programma nucleare iraniano e sulla progressiva riduzione delle tensioni in Medio Oriente.



















