Fonte: ADNkronos
NEW YORK – Una stretta di mano, una maglia del Ghana e il richiamo a una delle frasi più celebri della carriera di Mario Balotelli. È il curioso incontro che ha visto protagonista l’ex attaccante della Nazionale italiana con il sindaco di New York, Zohran Mamdani, durante i giorni del Mondiale negli Stati Uniti.
Balotelli, in vacanza oltreoceano, ha fatto visita al primo cittadino della Grande Mela, con il quale avrebbe seguito anche una partita della Coppa del Mondo. Al termine dell’incontro, accompagnato dal fratello Enoch, ha consegnato a Mamdani una maglia della nazionale ghanese personalizzata con il nome del sindaco, un gesto simbolico che celebra le proprie radici familiari.
Nei giorni scorsi, infatti, l’ex attaccante di Inter, Manchester City e Milan aveva spiegato di sostenere il Ghana in questa edizione del Mondiale, vista l’assenza dell’Italia dalla competizione. “Non c’è l’Italia ai Mondiali, quindi tifo il Ghana. Sono del Ghana e ne sono orgoglioso”, aveva dichiarato, indicando anche Antoine Semenyo tra i suoi giocatori preferiti e ricordando con affetto la nazionale ghanese del 2010, definita “la migliore”.
L’incontro con Mamdani arriva al termine di un rapporto nato da un episodio che aveva attirato l’attenzione dei media. Poco prima dell’inizio del torneo, il sindaco di New York aveva infatti citato una delle dichiarazioni più iconiche di Balotelli durante un discorso dedicato all’organizzazione del Mondiale. Riprendendo la celebre frase dell’attaccante – “Quando faccio gol non festeggio perché sto semplicemente facendo il mio lavoro. Un postino festeggia quando consegna una lettera?” – Mamdani aveva promesso che la città avrebbe affrontato l’evento con lo stesso spirito: “Quando New York organizzerà un Mondiale sicuro, ben organizzato e senza intoppi, non festeggeremo. Avremo semplicemente fatto il nostro lavoro”.
Un omaggio che Balotelli ha voluto ricambiare di persona, suggellando l’incontro con un regalo dal forte valore simbolico e confermando, ancora una volta, il legame con il Paese d’origine della sua famiglia.



















