Fonte: Adnkronos
«L’Italia non è al riparo». Antonio Tajani lo dice da Wicklow, in Irlanda, dove si è riunito con gli altri ministri degli Esteri dell’Unione europea. Il riferimento è alla guerra ibrida e alle attività che diversi governi europei attribuiscono alla Russia. Il ministro invita a non sottovalutare il rischio. Gli attacchi informatici riconducibili ad hacker russi, ricorda, hanno già interessato anche l’Italia e continuano a verificarsi. Ma a preoccupare non è soltanto la sicurezza delle reti, c’è anche il voto. Tajani: possibili tentativi di condizionare le elezioni L’Italia sarà tra i Paesi europei chiamati alle urne il prossimo anno. Secondo Tajani non si possono escludere tentativi di condizionare le elezioni nei Paesi in cui si voterà. Il ministro si dice convinto che gli italiani non si faranno influenzare. Questo, però, non basta a escludere che qualcuno possa provarci.
«Quando c’è un pericolo bisogna alzare la guardia per evitare che diventi concreto», ha spiegato parlando con i giornalisti.
Il terreno non è soltanto quello degli attacchi informatici. C’è la disinformazione, ci sono le campagne costruite per alimentare divisioni e sfiducia. E poi c’è un problema molto concreto: distinguere un’informazione verificata da un contenuto manipolato, soprattutto quando sui social tutto viaggia in pochi minuti. Tajani non sostiene che sia già in corso un’operazione per condizionare le elezioni italiane. Il suo è un richiamo alla prevenzione, se il rischio esiste, bisogna prepararsi prima.
Lipsia, il caso del visto italiano.
A rendere la questione più concreta c’è quanto accaduto all’aeroporto di Lipsia-Halle, in Germania. Berlino ha attribuito alla Russia il fallito attacco avvenuto all’inizio di agosto. Le indagini hanno portato all’individuazione di due sospettati e uno di loro, cittadino bielorusso che avrebbe anche un passaporto russo, è finito al centro di una vicenda che riguarda direttamente l’Italia. Secondo quanto riportato dai media tedeschi, l’uomo sarebbe entrato nello spazio Schengen con un visto turistico rilasciato alla fine di aprile da un’ambasciata italiana a Minsk. Tajani ha annunciato accertamenti. Il ministro ha ricordato che per ottenere un visto esiste una procedura precisa, se il richiedente possiede i requisiti necessari e non risultano segnalazioni a suo carico, il documento viene concesso. Ora bisognerà ricostruire quanto accaduto in questo caso. Nelle ore successive è arrivata però una precisazione importante. Secondo qualificate fonti della sicurezza, gli accertamenti svolti finora non indicano che il sospettato sia mai transitato dall’Italia. Sono ancora in corso ulteriori verifiche. Avere ottenuto un visto italiano, quindi, non significa essere passato dal nostro Paese.
Ue e Nato aumentano la pressione su Mosca.
Il caso Lipsia ha provocato una reazione immediata in Europa. Ursula von der Leyen e il segretario generale della Nato Mark Rutte hanno ribadito la volontà di aumentare la pressione sulla Russia. Anche Kaja Kallas, Alta rappresentante dell’Unione europea per la Politica estera, ha chiesto agli Stati membri di coordinare le prossime mosse. Il timore è che quanto accaduto in Germania non sia un episodio isolato. Negli ultimi mesi diversi Paesi europei hanno denunciato cyberattacchi, sabotaggi e altre attività ostili attribuite a Mosca. Rutte ha ricordato anche gli incendi che hanno interessato fabbriche impegnate nella produzione di equipaggiamenti destinati all’Ucraina. La difficoltà, per i governi europei, è anche questa: rispondere ad azioni ostili che possono colpire un Paese senza assumere la forma di un attacco militare tradizionale.
Asset russi, Roma chiede garanzie.
A Wicklow si è discusso anche della possibilità di utilizzare gli asset russi congelati per finanziare l’Ucraina. Su questo dossier l’Italia non chiude la porta, ma chiede prudenza. Tajani ha spiegato che Roma non è contraria in linea di principio. Prima di procedere, però, vuole avere garanzie sulla solidità giuridica dell’operazione. Senza una valutazione certa, ha avvertito il ministro, il rischio è che la scelta possa trasformarsi in un «boomerang». Saranno quindi importanti anche le valutazioni dei giuristi della Commissione europea e della Banca centrale europea. Sul sostegno all’Ucraina, invece, la linea italiana resta confermata. La Farnesina aveva ribadito alla vigilia del Gymnich l’appoggio a Kyiv, la condanna degli attacchi russi contro la popolazione civile e le infrastrutture e la necessità di continuare a lavorare per una pace giusta e duratura. Un rischio che riguarda anche l’Italia Da Wicklow non arriva l’annuncio di una minaccia imminente contro l’Italia. Il messaggio di Tajani è diverso: non considerarsi immuni. Cyberattacchi e disinformazione sono già strumenti del confronto tra Russia e Occidente. Il caso tedesco aggiunge il tema dei sabotaggi e riporta l’attenzione sulla capacità dei Paesi europei di riconoscere e prevenire questo tipo di operazioni. Con le prossime elezioni all’orizzonte, per il ministro degli Esteri la priorità è quindi anticipare il rischio.
Tenere alta la guardia, prima che un pericolo possibile diventi concreto.
Alberto Acampora



















