Fonte: Adnkronos
La Russia non ha intenzione di attaccare l’Europa. Vladimir Putin torna a dirlo apertamente, cercando di allontanare i timori di un possibile allargamento della guerra oltre i confini dell’Ucraina. Da Mosca, però, insieme alle rassicurazioni arriva anche un avvertimento.
A pronunciarlo è il ministro degli Esteri Sergei Lavrov. Il capo della diplomazia russa respinge l’idea che il Cremlino stia preparando un’aggressione contro i paesi europei e mette in discussione la stessa lettura occidentale della minaccia russa.
Il ragionamento di Lavrov parte da quella che Mosca considera una contraddizione, da una parte la Russia viene descritta come un Paese in difficoltà sul fronte ucraino, dall’altra come una potenza pronta ad affrontare militarmente l’Europa.
Il tono cambia quando il ministro affronta l’ipotesi opposta, quella di un attacco europeo contro la Federazione Russa. In quel caso, avverte Lavrov, non si assisterebbe a una guerra con le stesse caratteristiche di quella combattuta in Ucraina. Il conflitto, secondo il ministro, avrebbe tempi molto più brevi.
Parole destinate inevitabilmente ad alimentare un confronto già acceso tra Mosca e le capitali europee.
Nel frattempo, sul terreno, l’attenzione degli alleati resta concentrata soprattutto sulla capacità dell’Ucraina di difendersi dagli attacchi aerei.
Il Regno Unito ha deciso di destinare altri 100 milioni di sterline al rafforzamento della difesa ucraina. Londra continua così il proprio sostegno a Kiev, mentre resta centrale la necessità di disporre di un numero sufficiente di intercettori e munizioni.
Anche Berlino si muove. La Germania è pronta a fornire ulteriori intercettori per i sistemi Patriot prelevandoli dalle proprie scorte. Il ministro della Difesa Boris Pistorius ha inoltre sollecitato gli altri Paesi alleati a verificare la possibilità di mettere a disposizione altre munizioni.
Sul dossier Patriot interviene anche l’Unione europea. I 27 hanno raggiunto un accordo che permetterà all’Ucraina di utilizzare risorse europee per acquistare componenti fondamentali destinati ai sistemi di difesa aerea.
Lo scenario resta dunque sospeso tra dichiarazioni diplomatiche e preparazione militare. Putin assicura che Mosca non vuole una guerra con l’Europa, Lavrov avverte sulle conseguenze di un eventuale attacco alla Russia e, contemporaneamente, i Paesi occidentali continuano a rafforzare le capacità difensive di Kiev.
La distanza tra le parti, almeno per ora, resta profonda.
Alberto Acampora


















