Nel panorama professionale contemporaneo, emergere come esperto nel proprio settore è fondamentale. Francesca Padovese, esperta di comunicazione e marketing, nel suo libro “Perché ogni professionista dovrebbe scrivere un libro“, edito da Mind Edizioni, offre una guida pratica e strategica per trasformare la propria esperienza in un’opera che non solo valorizza la propria professionalità, ma diventa anche uno strumento di marketing potente e duraturo.
Prima di immergerci in un’intervista esclusiva con Francesca Padovese, segnaliamo un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di scrittura: l’autrice sarà presente il 27 aprile alle ore 15, al “Festival Lucca Città di Carta“. Questo affascinante evento culturale trasforma la storica città toscana, in un vivace salotto letterario a cielo aperto nella prestigiosa cornice del Real Collegio di Lucca. Il festival offre un ricco programma di incontri, laboratori e mostre interamente dedicati al magico mondo del libro e della carta. La partecipazione di Francesca Padovese al “Festival Lucca Città di Carta” rappresenta un’occasione unica per i professionisti desiderosi di confrontarsi direttamente con un’esperta del settore.
Ciao Francesca, benvenuta! Il titolo del tuo libro è molto diretto: “Perché ogni professionista dovrebbe scrivere un libro”. Ci spieghi da dove nasce questa idea? Ciao Eleonora, è un piacere essere qui con te e rispondere alle tue bellissime domande. Dunque, l’idea del libro e dell’argomento nasce dagli studi che ho fatto all’interno di un Master in Coaching, dove ho anche insegnato per 4 anni, dove una delle tante prove era scrivere un libro. Ho trovato nell’utilizzo di un libro come strumento di autorevolezza un’idea fantastica, da sviluppare, in quanto non basta scrivere ma bisogna fare una serie di altre azioni. Quindi ho iniziato a studiare e strutturare un protocollo che potesse aiutare i professionisti a scrivere un libro che li posizionasse come autorità nel proprio settore, e mi sono resa sempre più conto che ogni professionista dovrebbe scrivere un libro. Dalla progettazione, alla pubblicazione e fino alla promozione del libro, utilizzandolo come biglietto da visita, ho aiutato oltre 100 autori a scrivere il proprio libro per il posizionamento, riassumendo tutte le motivazioni, gli utilizzi e le strategie principali all’interno del mio libro “Perché ogni professionista dovrebbe scrivere un libro”.
Scrivere un libro può sembrare un’impresa titanica. Cosa diresti a chi si sente sopraffatto solo all’idea? Scrivere un libro non è facile, e non è per tutti. Ma come per ogni cosa della vita, non sapremo mai quanto sarà difficile per noi finché non ci mettiamo a farla. Per dirla con una frase di Seneca: “Non è perché le cose sono difficili che non osiamo, è perché non osiamo che le cose sono difficili.” Anche se, al solo pensiero, scrivere un libro dovesse sembrarci complesso, dobbiamo tenere a mente che siamo progettati per uscire dalla nostra zona di confort, e non per restare sempre in tutto ciò che sappiamo fare. Non lo dico io, lo dice la scienza, la biologia e l’evoluzione. E, in ogni caso, il mio ruolo è proprio quello di aiutare ogni professionista a creare la mappa del proprio libro, quella che lo porterà all’obiettivo.
Molti professionisti si chiedono se valga davvero la pena investire tempo ed energie nella scrittura di un libro. Quali sono i principali vantaggi concreti che un professionista può ottenere scrivendo un libro nel suo settore? Chiedersi se valga la pena di investire tempo ed energie nella scrittura di un libro è una eccellente domanda da porsi. È più che giusto pensare prima di agire, e ponderare adeguatamente l’impiego delle nostre energie, soprattutto per noi professionisti, il cui carico operativo dipende unicamente da noi. Il professionista giusto per scrivere un libro per il posizionamento è colui che vuole: posizionarsi come massimo esperto nel proprio settore. Di conseguenza, un professionista ben posizionato sarà riconosciuto, cercato dai clienti giusti e potrà avere un’agenda piena di appuntamenti nei giusti orari, con clienti in target che non chiedono lo sconto, che non bisogna rincorrere e che hanno un miglior equilibrio vita-lavoro.
Parli anche di autopubblicazione: è davvero una strada valida oggi? Grazie per la domanda, Eleonora, perché mi dai modo di rispondere al quesito più gettonato: è meglio l’editore o l’autopubblicazione? Per risponderti in modo esaustivo devo farti alcune precisazioni. Quando pubblichiamo con l’editore, un editore serio fornirà nel suo servizio: editing e correzione della bozza, creazione della copertina, impaginazione, concessione marchio editoriale, stampa, gestione dei diritti d’autore, distribuzione nazionale (pubblicare e distribuire un libro sono due fasi distinte del processo, e la distribuzione è il vero cuore dell’editoria, perché se un libro non è acquistabile, nessuno può leggerlo) e presenza nelle librerie, pubblicazione negli store online. Per autopubblicazione, invece, si intende per lo più quella fatta su Amazon. L’autopubblicazione su Amazon ha alcuni vantaggi interessanti: è gratuita, lascia agli autori il 70% di royalties, ha una distribuzione e un servizio di consegna pazzeschi e ha degli algoritmi che guidano gli utenti all’acquisto. Ma, e questo ma è grande come una casa, consentendo a chiunque di pubblicare qualunque cosa, senza che vi sia un controllo professionale in mezzo, il rischio di incorrere in errori come il plagio e la violazione dei diritti d’autore nei propri scritti può portare a conseguenze molto gravi. Anche la pubblicazione di libri sconclusionati, pieni di errori di ortografia e grammatica, senza discorsi logici è un rischio che si corre, se non ci si rivolge a un professionista. Oltre a questi aspetti, il libro non finisce in libreria in quanto Amazon rappresenta un loro grosso concorrente. Insomma, anche l’autopubblicazione è una scelta valida e non c’è una scelta migliore o peggiore tra pubblicazione con editore o autopubblicazione, perché la pubblicazione non è l’unica fase da considerare, ci sono anche la distribuzione e la vendita. Insomma, anche l’autopubblicazione è una scelta valida e non c’è una scelta migliore o peggiore tra pubblicazione con editore o autopubblicazione, perché la pubblicazione non è l’unica fase da considerare, ci sono anche la distribuzione e la vendita.
In che modo un libro può contribuire a posizionare un professionista come un’autorità indiscussa nel suo settore? Quali elementi rendono un contenuto davvero autorevole agli occhi del lettore? Un libro per il posizionamento contribuisce a posizionare il professionista come autorità nel proprio settore proprio grazie alla sua funzione di posizionamento. Il posizionamento è la percezione che il nostro cliente ha di noi, e assolve la sua funzione quando il cliente ci riconosce come soluzione a un problema o un desiderio che ha. Un libro per il posizionamento contribuisce a posizionare un professionista come autorità nel settore prima di tutto perché scrivere un libro è considerato un’attività difficile, esclusiva, quasi proibitiva, e quindi chi lo scrive ha avuto il coraggio di metterci la faccia, organizzare le proprie idee e presentarle agli altri, cosa che ci classifica immediatamente come “qualcuno che ne sa” ovvero sia autorevoli.
Quali sono gli errori più comuni che un professionista dovrebbe assolutamente evitare quando decide di scrivere un libro? Il primo errore da evitare assolutamente è quello di mettersi a scrivere senza progettare. Sai quante persone sono arrivate da me con una bozza del libro chiedendomi una revisione, e attraverso alcune domande mirate si sono rese conto che il libro che avevano scritto non li avrebbe mai portati all’obiettivo che desideravano? E quindi che si fa? Si pubblica un libro che non funziona? Direi proprio di no. Insomma, hanno buttato tutto e abbiamo riscritto, questa volta però iniziando dal progetto, che è il primo passaggio da fare. Un altro errore che può fare un professionista che vuole scrivere un libro è quello di parlare della soluzione…ma non del problema. Il terzo errore da evitare riguarda sempre il binomio problema-soluzione. Confonderli e scambiarli nella narrazione è un grosso, grossissimo errore. Molte volte gli autori esauriscono già nelle prime pagine gli argomenti da scrivere, soprattutto quando muovono i primi passi nella scrittura. L’ultimo errore da fare quando si pubblica un libro è scrivere senza avere una strategia per trasformare il lettore nel nostro prossimo cliente.
A chi consigli la lettura del tuo libro? Consiglio la lettura a tutti i professionisti che vendono servizi come: avvocati, dentisti, medici, consulenti, commercialisti, coach… che hanno un alto carico operativo e difficoltà nel posizionarsi in modo autorevole, e vogliono costruire un brand solido, un posizionamento chiaro e i giusti processi e automazioni che semplifichino le loro vendite.
Lo daresti anche un consiglio a chi sogna di diventare autore? È bellissimo sognare di diventare autori. Tuttavia, questo sogno deve essere concretizzato in una volontà strategica. Un progetto, come scrivere un libro, richiede un tot di tempo per essere portato a termine, qualche mese, diciamo. Un professionista che “sogna” di diventare autore funzionerà come la capocchia di un fiammifero: si accende subito e brucia fortissimo, ma per poco tempo; occorre il resto del fiammifero, che brucia più lentamente, per arrivare alla fine dell’obiettivo.
Per concludere, qual è il tuo motto nella vita? “Trasforma ciò che vivi in ciò che lasci.” Sono una persona che ama concretizzare le proprie idee e quelle degli altri, aiutando le persone a dare voce alla propria unicità e rendendo la loro esperienza qualcosa che ha un impatto vero, concreto.
Eleonora Francescucci



















