1. Da fotografo di moda a barbiere itinerante: come nasce Il Barbificio?
In realtà, per me fotografia e barberia non sono mai stati due mondi così lontani. La fotografia di moda mi ha insegnato a raccontare storie attraverso la luce, i dettagli, lo stile. Quando ho iniziato a tagliare barbe, ho portato con me quel bagaglio: l’attenzione per l’estetica, la cura dell’immagine, l’importanza dell’ascolto.
Il Barbificio è nato così: come un laboratorio di bellezza autentica. Un’idea prima ancora che un luogo. Una coccola lenta in un mondo che corre troppo.
Non ho mai detto: “Voglio fare il barbiere”. È stato il contrario. È la barberia che ha scelto me.
Tornato a Roma dopo tre anni a Londra, con una barba degna di un romanzo fantasy e un paio di forbici da carta, ho iniziato a giocare davanti allo specchio. Poi sono arrivati i complimenti degli amici, le prime barbe improvvisate dopo una bottiglia di vino, e infine la chiamata epica: un amico DJ mi invita a radere gli ospiti durante una serata alla storica Bibliotechina, all’Eur.
Pensavo fosse una follia. Invece… c’era la fila. Ed è iniziato tutto.
2. Qual è stata la reazione più bella che hai ricevuto durante un taglio?
A Fidenza, un signore elegante, sui cinquant’anni, con accento napoletano e aria un po’ scettica, si è affidato alle mie mani per un trattamento con panno caldo. Alla fine, con gli occhi lucidi, mi stringe la mano e dice:
“È stata proprio ‘na coccola.”
Ecco, lì ho capito che non stavo semplicemente facendo una rasatura: stavo creando un momento di benessere profondo. Non si trattava solo di barba, ma di connessione, presenza, cura.
3. Fotografia, viaggi, barberia: oggi chi sei davvero?
Oggi mi sento un barbiere, sì, ma non nel senso tradizionale. Per me barberia è relazione, artigianato,ascolto.Ogni cliente è un viaggio. Ogni taglio è una piccola storia. E in fondo la fotografia è ancora con me, nello sguardo, nei contrasti, nella voglia di raccontare attraverso l’estetica.
Le passioni non si abbandonano: si trasformano. E Il Barbificio è il mio modo per farle convivere.
4. Cosa bolle nel pentolino del Barbificio?
Oggi Il Barbificio è un vero e proprio laboratorio artigianale.
Usiamo solo ingredienti naturali, sviluppiamo formule fatte a mano, facciamo consulenze su misura. Non si entra solo per un taglio: si entra per vivere un’esperienza.
E i progetti non mancano!
Presto organizzerò eventi dove mostrerò al pubblico come creare un dopobarba naturale partendo da ingredienti semplici, che chiunque può trovare in casa.
E poi… ho un sogno nel cassetto: Il Barbificio itinerante, una bottega su ruote che viaggia, incontra persone, ascolta storie e le racconta a colpi di forbici e panno caldo.
5. Una frase che riassume tutto questo?
“Una barba può cambiare un volto. Ma un buon taglio… può cambiare una giornata.”

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📍 Roma, ma anche ovunque ci sia una storia da tagliare.
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