“Who are you?” è il nuovo album di Chiara Orlando per Filibusta Records (distribuzione fisica I.R.D., distribuzione digitale Altafonte Italia), che vede la partecipazione – nella formazione – di Greg Burk, Pietro Ciancaglini, Lorenzo Tucci e, come special guest, Fabio Zeppetella.
Nell’intervista che segue, Chiara Orlando parla del suo percorso artistico e del suo progetto.
- “Who are you?” è il titolo del disco ma anche una domanda che poni a chi?
È una domanda che pongo in primo luogo a me stessa e poi in generale al “prossimo”, affinché possa prendersi del tempo per indagare su sé stesso e sul proprio percorso di vita, dato che ormai tutto corre e si consuma troppo velocemente senza che ce ne rendiamo conto, ritengo che approfondire la conoscenza di sé stessi sia molto più importante di molte altre futili cose per cui utilizziamo tanto tempo prezioso.

- Molte riflessioni e gran parte del repertorio prendono ispirazione dalla poetica di Emily Dickinson. Quali sono gli aspetti maggiori che ti hanno colpito di questa autrice?
Quello che più mi colpisce della sua poetica, a parte le tematiche trattate, è il modo essenziale, diretto (sebbene a volte di non facile interpretazione) e senza peli sulla lingua che utilizza, a mio avviso si contraddistingue per la sua purezza e intensità. Sento di avere un grande feeling con lei poiché quando leggo le sue poesie inizio a pormi tante domande, mi induce appunto a riflettere sulla mia vita e su quello che mi circonda.
- Nasci come cantante jazz, ma ti sei avvicinata anche al mondo dei fiati, laureandoti in tromba jazz. Considerando anche che la voce è uno strumento, a quale di questi ti senti più vicina?
Per me sono due mondi vicini ma che viaggiano in binari diversi, entrambi ti mettono a nudo e alla prova sotto diversi punti di vista e ti regalano emozioni bellissime. Sicuramente il mio essere cantante lo sento più naturale avendo iniziato a studiare canto da piccola, con la tromba è iniziato tutto da adulta quindi sicuramente è stato un percorso più faticoso, fatto di alti e bassi, amore e odio, ma fa appieno parte di me!
- A livello globale siamo sul filo del rasoio rispetto allo scoppio di una terza guerra mondiale (come abbiamo ampiamente sentito e visto sui media), probabilmente sotto altri termini ci stiamo già dentro con tutte le scarpe. In quanto artista, in quanto portatrice di un messaggio anche abbastanza forte che tocca tematiche esistenzialiste, che responsabilità e che ruolo senti di avere in un momento così delicato?
Ritengo che ormai si sia toccato davvero il fondo e certamente bisognerà fare un importante lavoro educativo sulle generazioni future, lavorando sul recupero dei valori e dei concetti di amore, pace, fratellanza, empatia etc. Più che responsabilità, come tutte le persone che producono arte in generale, sento di avere la fortuna e il privilegio di poter esprimere e comunicare i suddetti valori con il linguaggio universale più puro e bello che possa esistere. Sta poi ai potenti della terra il compito di fare un passo indietro ed indagare su sé stessi, per l’appunto chiedendosi “Who are you?” per riconoscersi essenzialmente identici a tutti gli esseri umani a cui stanno causando estrema sofferenza.
- Quali sono i tuoi prossimi progetti e live?
Ci sono già delle cose in cantiere anche con formazioni e organici nuovi, servirà un po’ di tempo per scrivere gli arrangiamenti e naturalmente anche nuove composizioni originali, nel frattempo cercherò di portare in giro il più possibile il progetto “WHO ARE YOU?” poiché sono anche sostenuta da musicisti straordinari ed è un vero piacere condividere la mia musica con loro.




















