Linda Gambino esce con un nuovo singolo, “A perfect match” per Filibusta Records (distribuzione Altafonte Italia). Il testo parla dell’amore e di come le relazioni possano essere perfette anche se non
sono quelle tradizionali o standard …purché funzionino per le persone coinvolte.
Nell’intervista che segue, Linda Gambino ci racconta tutto nei dettagli.
“A perfect Match” è il titolo del tuo singolo. Di cosa parla?
Questo brano parla in sintesi di desiderio e di passione e del ruolo che hanno la distanza e l’immaginazione nell’amplificare le emozioni e quindi nel rendere un incontro “perfetto” e mai scontato.
A volte le traduzioni in inglese, nella loro semplicità, risultano essere più esplicative di quelle in italiano. Match significa partita e ad oggi viene utilizzato tantissimo soprattutto quando due persone “si trovano”. Pensi che le relazioni siano in effetti un po’ come una partita?
“Match” vuol dire incontro, partita, ma anche il congiungersi come tra i pezzi di un puzzle che si trovano a combaciare perfettamente. E poi sì, spesso le relazioni sono come una partita, la competizione in una coppia è presente a volte, i “power games”, soprattutto tra due persone che si stanno iniziando a conoscere dove né l’uno né l’altro vogliono scoprirsi completamente.
Quando parli di relazioni tradizionali e relazioni standard, a cosa fai riferimento?
Per relazioni standard intendo quelle stabili, quelle in cui ci si impegna a stare insieme e la cosa più importante è mantenere quel senso di sicurezza che nutre e conforta ma che forse dopo un po’ manca di entusiasmo. Mentre vedo che in giro adesso ci sono amori intermittenti, amori a distanza, amori che nascono e crescono solo online, coppie dove non ci sono molte certezze e dove quindi è l’ immaginazione a riempire i vuoti, a creare dubbi e a far salire la tensione amorosa tra due persone.
Come sono nate le collaborazioni con gli artisti che hanno registrato le loro parti nel brano?
Ho scritto il brano lo scorso anno ma non riuscivo a trovare un arrangiamento che mi piacesse. Mi sono ispirata ascoltando tanta musica e alla fine mi è venuta l’idea giusta. Ho chiamato Fabrizio Mocata al piano perché l’ho ascoltato una sera in un locale suonare alcuni dei suoi brani e mi ha conquistata. L’ho conosciuto in quell’occasione perché dopo il concerto c’è stata una jam session e sono salita sul palco a cantare. Da lì poi gli ho proposto di suonare sul mio brano e ne sono contentissima. E’ stato lui poi a propormi gli altri musicisti cioè Aldo Viti alla batteria e Bruno Scantamburlo al basso. Per quanto riguarda Nico Gori, che ha suonato quel bellissimo assolo di clarinetto, l’ho conosciuto un anno fa circa ma gli stavo dietro da un po’ perché è bravissimo e gli piace molto lo swing e avrei voluto cantare con lui, cosa che poi è successa più volte e ormai siamo amici!
Hai viaggiato moltissimo nella vita, soprattutto hai vissuto per molti anni negli Stati Uniti. Cosa ti ha dato artisticamente in più tutto questo?
Innanzitutto la padronanza dell’inglese che mi permette di cantare con un’ottima pronuncia – che non è poco – e poi l’essere cresciuta con il jazz nelle orecchie che negli USA è un genere abbastanza popolare e non di nicchia come qui in Italia. Poi senz’altro la capacità di scrivere in inglese, una lingua che è perfetta per dare ritmo a un brano, dato che ha tante parole brevi che si possono incastrare l’una con l’altra. E poi direi l’apertura mentale sia nella musica che personale e la voglia di andare a scoprire di persona cosa c’è oltre i confini, anche mentali appunto, che a volte sembrano rigidi ma se vai a vedere da vicino scompaiono.
Qual è il posto dove senti di poterti e volerti fermare? (Almeno per un po’)
Non so dove mi fermerò ma adesso sicuramente in Italia perché non c’è un posto migliore di questo per me. Lo stile di vita, la bellezza che c’è qui è ineguagliabile anche se musicalmente le opportunità sono ridotte ma si può sempre viaggiare e poi tornare.
Stai scrivendo un album? Che progetti hai?
Vorrei realizzare un album entro l’anno e vorrei includere anche qualche brano scritto in precedenza ma arrangiato in chiave jazz. Ne ho scritti tre che si presterebbero perfettamente! Tutto cio’ con l’obiettivo di esibirmi su palchi sempre piu’ importanti perche’ quello che mi piace di piu’ e’ emozionare le persone con la mia voce dal vivo.




















