A conclusione del celebre Premio Moda Città dei Sassi, Matera ha ospitato un altro evento culturale importante per la città e per tutta l’Italia: il Premio ModArt. Abbiamo intervistato per voi Felicia Curci, organizzatrice della Mostra d’arte tenutasi nel Palazzo materano Malvini Malvezzi, ora che si riapre la selezione per le opere da esporre al Premio ModArt 2026.
Felicia, che cosa è il ModArt e cosa lo accomuna al Premio Moda Città dei Sassi?
Premio “Modart Exhibition” nasce come un evento correlato del Premio Moda Città di Sassi alla sua 14ª edizione. Nasce per condivisione di arte attraverso fotografie.
Come si sviluppa l’idea di quest’evento artistico e culturale?
Due anni fa conosco il direttore artistico, Enzo Centonze di Officina della cultura, che cura l’evento moda, e condivido con lui quest’idea di associare alla moda anche le altre forme di arte e, soprattutto, la possibilità di sviluppare “Donne in trasform-Azione”, un mio progetto artistico e culturale che vuole fare da ponte tra Milano, città in cui vivo, e Matera, città che mi ha dato i natali.
Qual è il tuo ruolo all’interno del Premio?
A partire dalla 7ª edizione del Premio Modart Exhibition, sono proprio Io a scegliere di persona ogni artista che intende portare la sua arte, artisti di cui condivido la storia personale e da cui intercetto la trasformazione interiore. Le mie mostre, sia personali che collettive, hanno sempre questo filo rosso che unisce la storia di chi partecipa.
Qual è la tua formazione da artista e da curatrice d’arte?
Come artista, ho una formazione da autodidatta, sempre amante dell’arte e del disegno. Ho una formazione in lettere classiche e archeologiche e amo tutto ciò che è bello. A volte, la vita ci porta a fare altre scelte lavorative, e l’arte viene messa da parte, ma il talento nascosto, ad un certo punto, bussa, e ti senti pronta a condividere la tua creatività. Così nel 2020 riprendo i pennelli e le tele e mi approccio alla fluid art.
Perché preferisci proprio questa tecnica?
La fluid art mi permette di creare magie. Il colore si espande in libertà sulla tela dando vita ad emozioni. Mi hanno definita “l’artista dell’Anima”.
Che cos’è per te la pittura?
Riproducendo le mie emozioni sulla tela ho il potere di curare prima me stessa e, guarendo me stessa, cerco di portare un messaggio di benessere agli altri.
È, per te, strettamente collegata all’arte-terapia?
Indubbiamente. Ma non solo. Riesco a curare me stessa e gli altri grazie agli studi di Naturopatia ad indirizzo psicosomatico e a master di specializzazione relativi all’arteterapia e cromoterapia utilizzando tecniche immaginali. E così nasce questo interesse a curare altri tipi di eventi.
Lavori più in Basilicata o a Milano? Riesci a conciliare le attività da artista con quelle da curatrice d’arte?
I miei progetti li sviluppo più spesso su Milano curando alcune mie mostre personali e collettive con altri artisti, ma quello che mi ha fatto pensare a sviluppare progetti piu grandi è stato l’allestimento del Bryan e Barry building in piazza San Babila a Milano. Qui ho esposto circa quarantacinque opere personali allestendo i primi tre piani e soprattutto il piano di gioielleria artigianale con marchi molto conosciuti.
È da quell’esperienza che ti viene la curiosità di legare l’arte alla moda?
Si. Nasce il filone di connettere moda, gioielli, pittura, scultura, fotografie, ma dare anche spazio alla letteratura, quindi, a libri compresi quelli di poesia.
Com’è andata l’edzione del Premio ModArt tenutasi nel 2025?
Quest’anno nel Premio Modart ho pensato di portare luce anche all’artigianato locale che ci ha raccontato, oltreché le storie personali lavorative, soprattutto le storie di famiglia. Modart EXHIBITION 2025 è stato per me un grande successo perché ha portato luce sia agli artisti presenti che alle loro storie personali e familiari, ma soprattutto perché rimanendo in connessione tutta la settimana, si sono sviluppati i nuovi progetti tra artisti sia di collaborazione ma soprattutto si sono sviluppate amicizie. L’arte è proprio questo: un ponte che mette in connessione sia le persone, sia le loro emozioni, sia le loro sensazioni, l’arte per me non deve avere nessun colore, ma dev’essere piena di colori, di tutti i colori dell’arcobaleno, in piena libertà!
Cosa ha dato più colore all’edizione del Premio ModArt Exhibition 2025?
Il Premio si è arricchito della presenza del quadro “Salvator Mundi”, opera appartenuta al Guercino e ottenuta in anteprima nazionale come tappa a Matera grazie alla 17a commissione parlamentare dell’arte e grazie al Professore Antonello Di Pinto che cura le relazioni per lo sviluppo del Sud e delle isole. Sono stata, quindi, la curatrice che ha portato per prima a Matera un’opera “dormiente “.
Quali sono i nuovi progetti artistici – tuoi e dei collaboratori di cui ti avvali?
Uno dei prossimi eventi si terrà ad ottobre in una galleria sui Navigli a Milano. I miei progetti portano sempre attenzione all’essenza di ognuno di noi, questa essenza protagonista della bellezza esteriore, ma soprattutto interiore.
Che cosa prevedi per il ModArt 2026? Che cosa consigli agli artisti che vogliono parteciparci?
Il prossimo anno ci sarà la 15ª edizione del Premio Moda anche in connessione con il premio Modart Exhibition. Invito gli artisti a candidare le loro opere per la selezione ai fini dell’esposizione al premio Mod’Art, le adesioni si possono inviare già adesso. Agli artisti che si vorranno approcciare a questo tipo di evento consiglio di condividere nelle proprie opere l’essenza di loro stessi, solo così accadranno magie! E concludo ricordando una frase di Eraclito a me molto cara: “Nulla è permanente tranne che il cambiamento”
Olga Matsyna



















