Roma – Sala della Lupa, Palazzo Montecitorio
Sessant’anni di musica, poesia e ricerca interiore: la carriera di Amedeo Minghi attraversa la storia della canzone italiana come un filo continuo di eleganza e profondità. Cantautore, compositore e interprete tra i più raffinati del panorama nazionale, Minghi ha saputo unire melodia, spiritualità e introspezione, lasciando un segno indelebile nella cultura musicale del Paese.
Nella prestigiosa cornice della Sala della Lupa di Palazzo Montecitorio, nell’ambito dell’evento “Cultura, Istituzioni e Futuro” promosso dalla XVII Commissione Arte, al maestro è stato conferito il Premio alla Carriera per 60 anni di attività artistica.
Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni, esponenti del mondo politico e culturale, testimoniando il valore trasversale dell’opera di Minghi nel tessuto sociale e artistico italiano.
A margine dell’evento, Lelio Antonio Deganutti, responsabile dell’Ufficio Stampa della XVII Commissione Arte, ha intervistato il cantautore per raccogliere le sue impressioni e riflessioni sul significato di questo importante riconoscimento.
Intervista ad Amedeo Minghi
Lelio Antonio Deganutti:
Buonasera, ci troviamo nella suggestiva Sala della Lupa, a Palazzo Montecitorio, con il maestro Amedeo Minghi, insignito del Premio alla Carriera per i suoi sessant’anni di attività artistica. Maestro, buonasera e congratulazioni per questo importante riconoscimento.
Amedeo Minghi:
Buonasera, buonasera.
Lelio Antonio Deganutti:
Sessant’anni di carriera celebrati in una delle sedi istituzionali più simboliche del Paese. Qual è la sua impressione sull’evento che si è svolto oggi?
Amedeo Minghi:
È stato un evento davvero molto bello, e per certi versi anche profondamente emozionante. Sono state pronunciate parole di grande generosità, parole che fanno piacere ascoltare. Sentirle tutte insieme, dette da così tante personalità, restituisce il senso del presente, ma anche l’idea di un futuro che continua ad aprirsi davanti a noi.
Lelio Antonio Deganutti:
Un traguardo così significativo rappresenta un’intera vita dedicata all’arte. Guardando a questo percorso, che sentimento prevale in un momento come questo?
Amedeo Minghi:
È un sentimento di gratitudine, direi. Quando si ascoltano tante parole di apprezzamento, si ha la percezione del cammino compiuto, ma anche della responsabilità di continuare a fare, a pensare, a immaginare. È come se il passato e il futuro si incontrassero nello stesso istante, in una sorta di dialogo silenzioso con il tempo.
Lelio Antonio Deganutti:
Sessant’anni di attività sono anche una lunga storia di incontri, esperienze, palcoscenici. In questo momento sente più il peso della memoria o la spinta verso ciò che verrà?
Amedeo Minghi:
Direi entrambe le cose. La memoria è una ricchezza, perché contiene tutto ciò che è stato fatto, ma il futuro resta sempre una promessa, un orizzonte verso cui guardare. Credo che la cosa più bella sia proprio questa continuità, questo filo che non si interrompe.
Lelio Antonio Deganutti:
Sono previsti altri momenti o iniziative legati a questo anniversario?
Amedeo Minghi:
Sì, insieme al mio manager stiamo preparando una serie di eventi che prenderanno avvio a partire dall’autunno. Quando si guarda a una carriera così lunga, iniziata in giovane età nel mondo della musica e della formazione, è naturale sentire il desiderio di continuare a condividere questo percorso e di proiettarsi verso nuove occasioni di incontro e di racconto.
Lelio Antonio Deganutti:
Siamo nel cuore delle istituzioni italiane, in quella che viene spesso chiamata la “tana della lupa”. Da romano, è un po’ come trovarsi a casa.
Amedeo Minghi:
Esattamente, è un piacere. Essere qui ha un valore simbolico particolare, perché questo luogo rappresenta la storia, la cultura e le radici profonde del nostro Paese.
Lelio Antonio Deganutti:
Grazie, maestro, e ancora congratulazioni per questo prestigioso riconoscimento.
Amedeo Minghi:
Grazie, grazie a voi.
L’intervista si conclude con un sorriso discreto, mentre la Sala della Lupa, con i suoi simboli millenari e il suo silenzio solenne, sembra accogliere le parole del cantautore come parte di una memoria più ampia e collettiva.
Amedeo Minghi, con la sobrietà di chi ha attraversato il tempo senza perdere la propria voce, si congeda così, lasciando l’impressione che sessant’anni di musica non siano un punto d’arrivo, ma una lunga frase ancora sospesa, pronta a continuare.
Scheda biografica essenziale
Amedeo Minghi è un cantautore, compositore e interprete italiano tra i più rappresentativi della canzone d’autore. Attivo da oltre sessant’anni, ha attraversato diverse stagioni della musica italiana, distinguendosi per uno stile raffinato, poetico e spirituale. La sua produzione artistica ha contribuito in modo significativo alla cultura musicale nazionale, ottenendo riconoscimenti di pubblico e critica.




















