Nel mondo scintillante dello spettacolo italiano indipendente, Marianna Fortuna – universalmente nota come la “Barbie Italiana” o Marianna Barbie Fortuna – è un’icona di glamour, energia e performance mozzafiato. Originaria di Nocera Inferiore (SA) e proveniente da una famiglia di circensi, questa ballerina, showgirl, presentatrice e performer specializzata in spettacoli dance, fuoco e cabaret ha conquistato il pubblico con il suo stile prorompente e la somiglianza iconica con la bambola Mattel.
Ha calcato i palchi di Mediaset e Rai, sfilato sul Red Carpet del Festival di Venezia e ora, da settembre 2025, è co-conduttrice insieme al giornalista Lino Gallo, gli opinionisti Sergio Curcio e Walter Vitale, lo chef Gaetano Zelante, il musicista Gianlorenzo Scotti e la regia di Gaetano Fiore. In onda ogni giovedì sera su PrimaTv, porta dance live, chiacchiere sul Napoli, gossip calcistico e ospiti a sorpresa, infondendo energia pura all’angolo entertainment.
Non solo: Marianna è la conduttrice principale di “Gossip 360°” su gossipleggotv.it, la piattaforma streaming leader in gossip, spettacolo e lifestyle, con talk leggeri, interviste e rubriche beauty. Come performer live, eccelle nei Barbie Show per eventi moda, wedding, showroom, feste aziendali e serate a tema, sempre con outfit rosa shocking, tutù e coreografie sensuali. Collabora ufficialmente con la Lino Management Berlin partnership per Calabria e Sicilia (W.I Agency), consolidando il suo brand internazionale.
Abbiamo incontrato Marianna Fortuna, insieme al Team Lino Management Berlin durante la trasmissione “Festival Italia in Musica“, andata in onda l’11 aprile negli studi di Gold Tv a Roma. Quale occasione migliore per conoscerla meglio?
Come è nata la tua indole artistica e quali esperienze dell’infanzia ti hanno influenzato in questo senso? La mia indole artistica è stata stimolata dal lavoro dei miei genitori, che erano circensi e giostrai. Giravo per tutta l’Italia, cambiando scuola settimana dopo settimana. Da piccola, non era una cosa piacevole, ma allo stesso tempo volevo diventare qualcuno. Ai miei tempi, i bambini della mia età non mi guardavano con gli stessi occhi: per loro, i circensi erano persone un po’ anomale. Io, invece, ho voluto dimostrare che ero una bambina caparbia, piena di idee nuove e di doti artistiche che sentivo dentro di me. Giocavo sia con le giostre che con le bambole.
Come hai iniziato il tuo percorso artistico e quali passioni infantili ti hanno influenzato nelle tue performance? Ho iniziato con i concorsi di bellezza, poi ho scoperto la mia indole per la dance e il ballo. Ero una ragazzina molto estrosa, ma allo stesso tempo avevo una mentalità curiosa e navigavo tanto: cercavo di immedesimarmi e di costruire spettacoli con coreografie e temi appropriati, in base a ciò che mi piaceva. La Barbie è stata una delle mie passioni, che mi ha ispirato tantissimo a diventare il personaggio che sono oggi. Mi piaceva molto com’era e ho voluto incarnarla nelle mie performance artistiche: una Barbie non solo bella, ma intelligente, che trasmette emozioni al pubblico attraverso spettacoli di fuoco, dance e intrattenimento.
In che modo le tue “anime artistiche” si fondono con il tuo impegno sociale, come quello con i ragazzi diversamente abili? Le mie anime artistiche si fondono nel desiderio di diventare un personaggio pubblico. Non sono solo un’artista: nella mia carriera ho aiutato ragazzi diversamente abili, grazie agli studi come infermiera e educatrice per disabilità motorie. Nei centri di riabilitazione, ho potuto esprimermi unendo educazione e rapporto con questi ragazzi speciali attraverso giochi, attività motorie e bricolage. Soprattutto, organizzavo per loro recite natalizie e spettacoli, creando copioni e coreografie che li coinvolgessero, per regalare sorrisi. L’emozione più bella che mi hanno dato sono stati proprio loro, lasciandomi un ricordo indimenticabile.
Come è nata l’idea di diventare la “Barbie italiana” e qual è stato il ruolo di tua madre in questo sogno? Ho capito che volevo diventare la Barbie italiana perché, da piccola, aiutavo mia madre nelle giostre e, come ricompensa, lei mi dava una paghetta. Con quei soldi compravo Barbie, ne facevo collezioni e immaginavo grandi spettacoli. Da allora, quel sogno mi accompagna fino a oggi.
Quanto è stato importante il sostegno di tua madre nel tuo percorso artistico e quali promesse le hai fatto? Il sostegno di mia madre è stato fondamentale: è stata l’unica a credere in me. Le ho promesso, prima che morisse, che le avrei dato grandi soddisfazioni e che un giorno, da qualche parte, avrebbero letto che sua figlia era diventata una grande artista.
Come vivi il paragone con Barbie e cosa rappresenta per te questo personaggio nel tuo modo di essere artista? Non vivo se mi paragonano alla Barbie: mi piace, mi suona bene, altrimenti non avrei mai potuto interpretare questo personaggio. Lo adoro soprattutto quando incontro le bambine e vedo il loro sorriso, che è la mia gioia più grande; ma anche gli adulti mi distinguono oggi come Marianna Fortuna, la Barbie. Per me è una cosa bellissima, perché mi rispecchia nel mio modo di essere diversa dalle altre – nei colori, nel rapportarmi, nell’esprimermi – ma sempre con i piedi per terra. Diciamo che mi considero una Barbie esclusiva, e questo è ciò che voglio dimostrare a chi mi segue.
Quali sono i tuoi prossimi progetti artistici, inclusi eventi ed eventuali programmi televisivi? Oggi ho altri progetti artistici, tra cui eventi importanti che presenzierò a breve. C’è anche un nuovo progetto che stiamo valutando: una conduzione televisiva con un mio programma sul gossip, in cui intervisterò artisti e ascolterò le problematiche di persone che hanno avuto problemi e vogliono aprirsi per raccontare la propria storia.
Come vorresti essere ricordata e qual è il consiglio che dai alle ragazze emergenti nel mondo artistico? Vorrei che le persone si ricordassero di me come di una persona umile, ma allo stesso tempo di una ragazza che ha sacrificato tanto per arrivare a ciò che è oggi. Valutando la mia professionalità artistica, vorrei che capissero da sole che artista non si nasce dalla sera alla mattina, ma si diventa con la gavetta e un lungo percorso. Il consiglio che do alle ragazze emergenti è questo: la bellezza non è tutto. Oggi bisogna essere colte, preparate, professionali e ineguagliabili, creando un proprio personaggio senza seguire i marchi altrui. Distinguersi non è solo apparire, ma dimostrare esperienza artistica, offrendo qualcosa di diverso – come ho fatto io – nella propria immagine e soprattutto nella professionalità, senza mai dimenticare ciò che si è realmente nella vita!
Foto in copertina di Vincenzo Camelia
Eleonora Francescucci



















