• PaeseRoma.it
  • ADV
  • Privacy
  • Disabilità
  • Collaborazioni
  • Contatti
lunedì 20 Luglio 2026
No Result
View All Result
PaeseRoma
  • Politica
  • Cronaca
  • Attualità
  • Economia
  • Esteri
  • Intrattenimento
    • All
    • cinema
    • Cultura
    • Eventi
    • musica
    • Spettacoli
    • Sport

    Music Fest Perugia: al via la XX edizione tra grandi maestri e giovani promesse della musica classica

    Made in Italy, istituzioni e creator insieme per valorizzare le eccellenze italiane: domani il grande appuntamento al Salotto Tevere

    Made in Italy, istituzioni e creator insieme per valorizzare le eccellenze italiane: domani il grande appuntamento al Salotto Tevere

    Le leggende dell’alpinismo conquistano Auronzo: torna “AlTre Storie… sotto le Cime”

    Lassù dove l’arte tocca il cielo: CortinAteatro 2026 accende l’estate delle Dolomiti

    Annalisa De Feo: «”Life” nasce dal bisogno di mostrare la mia essenza»

    Annalisa De Feo: «”Life” nasce dal bisogno di mostrare la mia essenza»

    Il graffio dell’imperfezione: la rivoluzione pop di Simona Carella

    Il graffio dell’imperfezione: la rivoluzione pop di Simona Carella

    CONFERENZA PUBBLICA PROTEGGIAMO LA FAMIGLIA E I BAMBINI

    Villa de Claricini Dornpacher e la magia del “Giardino incantato”

    Villa de Claricini Dornpacher e la magia del “Giardino incantato”

    Le Targhe Tenco a Caparezza per il miglior album e Avincola miglior interprete

    Le Targhe Tenco a Caparezza per il miglior album e Avincola miglior interprete

  • Lifestyle
    • All
    • Arte
    • Enogastronomia
    • Libri
    • Mondo Hi-tech
    • Motori
    • Personaggi
    • Salute
    • Tendenze
    • Turismo
    Made in Italy, istituzioni e creator insieme per valorizzare le eccellenze italiane: domani il grande appuntamento al Salotto Tevere

    Made in Italy, istituzioni e creator insieme per valorizzare le eccellenze italiane: domani il grande appuntamento al Salotto Tevere

    Geely festeggia un anno in Italia: oltre 3.000 contratti e un progetto sociale a Napoli

    Geely festeggia un anno in Italia: oltre 3.000 contratti e un progetto sociale a Napoli

    Il 10 Giugno 2026 ore 9:13 è nata ANNA CHIARA!

    Gemona del Friuli, 3° Vespa Raduno Nazionale nel 50° Anniversario del terremoto

    Gemona del Friuli, 3° Vespa Raduno Nazionale nel 50° Anniversario del terremoto

    Niky Marcelli sorprende con “Le ragazze sono in giro”: il nuovo romanzo tra adolescenza, ironia e misteri

    Al Santuario del Divino Amore una mattinata dedicata alla cultura del rispetto

    Al Santuario del Divino Amore una mattinata dedicata alla cultura del rispetto

    Trending Tags

    • Moto Guzzi
    • Nissan
PaeseRoma
No Result
View All Result

«La musica è il mio sacro»: Salvo Lazzara racconta “Le umane preghiere”

Dalla dark wave degli esordi al jazz-rock delle contaminazioni, il fondatore di Pensiero Nomade ripercorre il proprio percorso artistico e presenta un album che riflette sul bisogno di spiritualità nell'epoca della distrazione permanente.

Laura Nasoni by Laura Nasoni
22 Giugno 2026
in Interviste
0
«La musica è il mio sacro»: Salvo Lazzara racconta “Le umane preghiere”
35
VIEWS
CondividiCondividiCondividi

 

Le umane preghiere è l’ultima tappa del viaggio del progetto Pensiero Nomade, il progetto portato avanti dal musicista siciliano Salvo Lazzara, inizialmente dedito alla new wave e alla dark wave elettronica. Alla fine degli anni ’90 Salvo si è avvicinato al progressive rock, con la storica band dei Germinale, con cui ha proseguito dagli anni 2000 sperimentando con Pensiero Nomade in ambito jazzrock, trovando una miscela originale e personale tra vari generi.

Nell’intervista che segue entriamo nel vivo del progetto.

  • Le umane preghiere viene definito come una sorta di “viaggio di ritorno” che riscopre le strutture e gli strumenti della tradizione occidentale, mantenendo però l’approccio etnico delle percussioni del lavoro precedente. Inoltre, hai menzionato un’intenzione volutamente cinematica per questi arrangiamenti. Quale “paesaggio” o “immaginario visivo” speri si stampi nella mente dell’ascoltatore durante questo specifico ritorno? 

 

Diciamo che più che un paesaggio sonoro o visivo particolare, vorrei che l’ascoltatore si sentisse più predisposto al viaggio di per sé, al mettersi in gioco, a oltrepassare i confini, non necessariamente territoriali ma anche del gusto musicale. Siamo continuamente invitati a “rientrare nei ranghi”, nelle etichette, negli steccati, per poter essere meglio compresi (o catalogati). Io invece vorrei spingere chi mi ascolta a spostarsi verso i bordi della mappa che gli altri hanno disegnato per noi, sia nella musica che nella vita. 

 

  • Nelle tue parole, descrivi le umane preghiere come “bugie raccontate per appartenenza, simulacri di benedizioni sperate e mai meritate”. È un’immagine forte, che evoca un profondo disincanto. Questo album nasce dall’esigenza di denunciare questa illusione o, al contrario, vuole essere un modo per trovare conforto e accettazione di fronte a un “dio assente o distratto”? 

 

In realtà è la presa di coscienza del fatto che è sempre più difficile far entrare nella nostra vita una dimensione di spiritualità, sia pure vagamente intesa. Ad essere realmente distratto forse non è un dio qualunque (ognuno se vuole ha il suo) ma chi lo cerca, chi lo invoca per ottenere qualcosa, perdendo di vista lo scopo reale della preghiera che è il mettersi in contatto con la nostra dimensione del sacro, non esterna ma personale, legata alla propria esperienza. Per me, ad esempio, è nella musica che il sacro si manifesta. In questo senso, infatti, la preghiera che richiamo nel testo è legata a una qualche forma di ricompensa cercata, o alla paura della riprovazione.

 

  • Il tuo progetto si chiama Pensiero Nomade e si basa sull’idea di sviluppare una costante ricerca musicale in movimento. Con questo nono capitolo discografico, senti di aver trovato una terra in cui fermarsi o il “nomadismo” resta per te l’unica vera condizione possibile per continuare a creare? 

 

Il nomadismo è l’unica condizione possibile per capire il mondo, e quindi per compiere un gesto creativo. Non è possibile, almeno non lo è per me, creare a partire da un posizionamento preciso, stabile e immutabile (in termini di cultura di riferimento, di gusti musicali, di approcci alla composizione). Non si può fare qualcosa di nuovo rimanendo dentro a vecchi confini. 

 

  • La tua storia musicale è incredibilmente ricca: sei partito dalla new wave e dalla dark wave elettronica, sei passato per il progressive rock con i Germinale, fino ad approdare al jazz-rock e alle contaminazioni ECM. In che modo l’oscurità degli esordi e la complessità del progressive risuonano ancora oggi, in modo sotterraneo, nelle tracce di questo nuovo album? 

 

Partirei dal progressive, che se vogliamo rimane come sottotraccia dal punto di vista compositivo; l’amore per i poliritmi, l’uso di certa strumentazione (penso alla touch guitar) per me sono la manifestazione di qualcosa che è rimasto di quell’esperienza. Le atmosfere dark sono invece un’ispirazione sotterranea, se vuoi meno visibile, una suggestione letteraria, che emerge nell’uso dell’elettronica, dei campionamenti. Mentre ci sono pochi gruppi progressive che ho ancora voglia di ascoltare, non smetto mai di accostarmi alla new wave e alla dark wave; sarà perché hanno segnato la mia adolescenza e la prima giovinezza.

 

  • In una società contemporanea dominata dalla velocità e dalla distrazione costante, tu chiedi all’ascoltatore un’esperienza di totale “abbandono al flusso sonoro e all’immaginazione”. Non trovi che questa richiesta sia, a tuo modo, un atto di ribellione politica e culturale? Come si educa oggi un pubblico a ritrovare il tempo per l’ascolto serale e l’attesa? 

 

È assolutamente un atto di insurrezione sonora. Essere consapevoli che c’è un “mercato” musicale che spinge verso ascolti veloci, distratti, verso produzioni buone per le playlist, insomma verso il junkfood musicale mi sconforta. Ma allo stesso tempo mi dà la certezza di dover stare “da un’altra parte”. Del resto, come diceva uno famoso, “vendere o no non passa fra i mie rischi”.

 

  • Sebbene tu sia il compositore principale, il produttore artistico e l’anima polistrumentista del progetto, nell’album figurano musicisti importanti come Giorgio Finetti, Davide Guidoni e Marc Papeghin. Come si concilia la dimensione introspettiva e solitaria della tua scrittura con il momento in cui questi “pensieri” vengono condivisi e rimodellati insieme agli altri membri della band? 

 

Forse è la parte più interessante del processo: c’è un momento in cui abbandoni la dimensione solitaria della composizione e ti esponi alla contaminazione degli altri. È un rischio, puoi essere frainteso, oppure puoi venire condotto in luoghi musicali che non volevi frequentare. A volte invece puoi scoprire paesaggi sonori che non sapevi esistessero. E questa è la situazione più felice. Finora devo dire di essere stato molto fortunato negli incontri!

 

  • Dove si muove adesso il tuo pensiero? Quali sono i tuoi progetti a breve e lungo termine?

 

Difficile dirlo. Sono una persona molto curiosa e irrequieta in musica. Nel breve periodo vorrei far conoscere Le umane preghiere a più gente possibile. A lungo è più complicato da decifrare: di recente ho scoperto la bellezza della musica francese contemporanea, non escludo un passaggio…

Tags: albumle umane preghieresalvo lazzara
Laura Nasoni

Laura Nasoni

Related Posts

Il nuovo album di Pippo Pollina è una vera e propria dichiarazione politica

Il nuovo album di Pippo Pollina è una vera e propria dichiarazione politica

8 Aprile 2026
Chiara Orlando: «Tutto corre e si consuma troppo velocemente senza che ce ne rendiamo conto»

Chiara Orlando: «Tutto corre e si consuma troppo velocemente senza che ce ne rendiamo conto»

14 Luglio 2025
“Su la testa!” è il primo album di Ané feat. Takkarate Boys

“Su la testa!” è il primo album di Ané feat. Takkarate Boys

3 Giugno 2025
Boxe, l’album d’esordio di Giargo tra bossa nova e canzone italiana

Boxe, l’album d’esordio di Giargo tra bossa nova e canzone italiana

29 Novembre 2024
Next Post

FinTech Awards Italia 2026: a Milano gli Oscar del FinTech tra innovazione, istituzioni e trasformazione digitale

Articoli recenti

  • Pietro Serbassi (FAST Confsal): “Il Governo intervenga a sostegno delle famiglie per l’aumento dei costi legato al consumo di energia elettrica”
  • Terakraft: dall’acqua al calcolo, la nuova frontiera sostenibile dell’intelligenza artificiale
  • Summer edition 2026, torneo Padel Grandi Firme al circolo Aspresso di Roma
  • La grazia, i coccodrilli e il buco nero
  • Pioggia di cartelle dall’Agenzia delle Entrate, ma è falso: stop delle notifiche ad agosto
  • La misura che salva
Facebook Twitter LinkedIn Youtube Telegram RSS

PAESEROMA.IT

Giornale partecipativo fondato e diretto da Michelangelo Letizia
(C)GRUPPO PUBBLIESSE/ FEDER-MESTIERI
redazione@paeseroma.it - +3906-98358157

PAESEROMA.IT - Iscrizione n. 48/2010 del 09/11/2010, presso il Tribunale di Tivoli (RM)

No Result
View All Result
  • Politica
  • Cronaca
  • Attualità
  • Economia
  • Esteri
  • Intrattenimento
  • Lifestyle
  • Login

PAESEROMA.IT - Iscrizione n. 48/2010 del 09/11/2010, presso il Tribunale di Tivoli (RM)

Login to your account below

Forgotten Password?

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, per fornirti servizi e pubblicità in linea con le tue preferenze. Se chiudi questo banner o prosegui con la navigazione cliccando un elemento della pagina ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni su come modificare il consenso e le impostazioni dei browser supportati leggi l'informativa sulla privacy.