Teramo, 27 aprile 2025 – Tra le pietre millenarie della città e le voci che ancora riecheggiano nei vicoli, Teramo ha rinnovato il suo legame con la tradizione celebrando la Festa della Pace, un evento che intreccia memoria e partecipazione, in un abbraccio tra storia e futuro.
“Un gesto di pace”: premiato il contest che racconta la speranza
All’alba di questa giornata significativa, il Parco Fluviale “Davide De Carolis” ha ospitato la cerimonia di premiazione del contest “Un gesto di pace”, promosso con dedizione dall’Associazione Interamnia UNVS Valter Di Mattia, sostenuto da Sport e Salute e arricchito dalla preziosa collaborazione di FAT – Fiera Agricoltura Teramo, il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga e l’Associazione Alto Tordino.
Una realtà, quella del Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga, che continua a raccontare la bellezza autentica dei territori, tessendo legami che vanno oltre il semplice richiamo storico, ma che si fanno custodi di identità e valori. Nadia Ragonici, con il suo instancabile impegno, ha saputo trasformare questa iniziativa in un punto di riferimento per la comunità, sostenendo la cultura e la memoria locale con un’energia che si fa sentimento collettivo.
L’evento, ha visto la premiazione delle opere che, attraverso immagini e parole, hanno saputo esprimere il significato profondo della pace. Una pace che non è solo assenza di conflitto, ma consapevolezza, scelta, impegno. La partecipazione dei cittadini e la diffusione social con l’hashtag #gestodipaceteramo2025 hanno reso questa edizione ancora più coinvolgente, amplificando un messaggio che va ben oltre i confini della città.
La rievocazione storica: Teramo Nostra e il ritorno alle radici
Nel pomeriggio, il cuore di Teramo ha pulsato al ritmo della storia, con la rievocazione della Festa della Pace del 1559, curata con passione dall’Associazione Teramo Nostra.
I Quattro Quartieri Storici hanno ridato vita al gesto coraggioso delle nobildonne teramane, protagoniste di un passato che ancora oggi è esempio di determinazione e saggezza. Nonostante i cantieri che stanno ridisegnando la città, il corteo ha attraversato le strade con un’energia palpabile, testimoniando come la memoria sia più forte di ogni trasformazione urbana.
Il percorso è culminato al Santuario della Madonna delle Grazie, dove si è rinnovato l’omaggio del Cero della Pace, un simbolo che trascende il tempo e riconferma il valore della riconciliazione.
A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva, l’esibizione degli Sbandieratori della Quintana di Ascoli Piceno, che con i loro colori e movimenti scenografici hanno infuso al corteo uno slancio vibrante e solenne.
La pace come scelta, oggi più che mai
In un mondo segnato da divisioni e conflitti, Teramo ha voluto ribadire con forza che la pace non è solo un’utopia, ma un impegno quotidiano. Nel suo intervento, il Sindaco Gianguido D’Alberto ha evidenziato:
“Oggi è il tempo di riscoprire la pace come dimensione individuale che si apre a una dimensione collettiva, in relazione alla comunità e tra le comunità. Giornate come questa ci ricordano la nostra storia e ci invitano a guardare al futuro con speranza.”
Grazie al lavoro instancabile di realtà come Teramo Nostra, il Festival Culturale dei Borghi Rurali della Laga e personalità come Nadia Ragonici, la Festa della Pace continua a essere un appuntamento che unisce, rinnova e ispira, trasmettendo di generazione in generazione la bellezza del ricordo e la forza del futuro.
Teramo ha celebrato la pace. Lo ha fatto con il cuore.



















