Dopo la proiezione del film “Invisibile filo rosso” al Cinema Adriano di Roma, incontriamo un suo produttore, Silvestro Marino, per curiosare sul suo percorso arristicoesulle sorti dell’opera cinematografica da lui prodotta.
Silvestro, parliamo degli albori del Suo percorso artistico. Come e dove tutto ha inizio?
Tutto è iniziato in maniera spontanea, senza una strategia precisa, ma con una forte attrazione verso il racconto e il linguaggio del cinema. I primi passi sono stati fatti osservando, imparando sul campo, vivendo il set come un luogo di scoperta. Più che un punto di partenza definito, è stato un processo fatto di incontri e intuizioni che mi hanno portato gradualmente a comprendere quale fosse la mia direzione.
Ci avviciniamo ad un momento di stasi nelle Sue attività artistiche. Ciò che, forse, capita a molti. Condivida con noi la Sua esperienza della crisi artistica e di come l’ha superata tornando al cinema.
La crisi è stata un passaggio inevitabile, quasi necessario. Mi sono trovato a mettere in discussione il senso del mio lavoro, a chiedermi cosa volessi davvero raccontare. È stato un momento complesso, ma anche molto fertile. Ne sono uscito tornando all’essenza del cinema: la forza delle storie. Ho scelto di dedicarmi a progetti che avessero un’urgenza vera, come “L’invisibile filo rosso”, capace di unire memoria storica e coinvolgimento emotivo.
Il Suo percorso da attore e da produttore: come e dove sono connessi e/o disgiunti?
Sono due percorsi che si intrecciano profondamente, anche se hanno nature diverse. L’attore vive il set in modo più istintivo, immerso nel personaggio e nelle emozioni, mentre il produttore ha una visione complessiva e strategica. Nel mio caso, queste due dimensioni dialogano continuamente: l’esperienza da attore mi aiuta a proteggere il lavoro artistico, mentre quella da produttore mi consente di costruire le condizioni concrete perché quel lavoro possa esistere.
Quali altre competenze, oltre recitazione e produzione, è riuscito nel tempo ad acquisire sui set?
Nel tempo ho sviluppato una visione più ampia del processo cinematografico. Ho imparato a leggere e sviluppare una sceneggiatura, a gestire le dinamiche di un set, a comprendere il montaggio e il ritmo narrativo. Ma soprattutto ho acquisito la capacità di dialogare con tutte le figure coinvolte, dai tecnici ai distributori, perché oggi fare cinema significa tenere insieme creatività e organizzazione.
Che distribuzione avrà “L’invisibile filo rosso”?
Abbiamo scelto una distribuzione che potesse valorizzare il film e accompagnarlo nel tempo. L’uscita prevede circa 80 sale su tutto il territorio nazionale, con un lancio significativo in Campania ed in Trentino un percorso che continuerà anche attraverso festival e incontri culturali. L’obiettivo è fare in modo che il film non sia solo visto, ma anche discusso, perché il suo valore risiede proprio nella capacità di generare riflessione .
Che cosa è per Lei il cinema indipendente? Ha intenzione di continuare a produrlo/realizzarlo come attore e regista?
Il cinema indipendente rappresenta uno spazio di libertà espressiva fondamentale. È il luogo in cui si possono raccontare storie necessarie, spesso lontane dalle logiche più commerciali. Per me è anche una responsabilità, perché significa scegliere contenuti che abbiano un valore culturale e umano. Intendo assolutamente continuare su questa strada, sia come produttore sia come artista, perché credo in un cinema che sappia interrogare il presente.
Cosa può svelare dei Suoi programmi artistici futuri?
Posso dire che il futuro sarà in continuità con il percorso intrapreso finora. Sto lavorando a nuovi progetti che affrontano temi legati alla memoria, all’identità e alle trasformazioni sociali. Non posso entrare nei dettagli, ma l’intenzione è quella di costruire un cinema coerente, in cui ogni opera contribuisca a un discorso più ampio, mantenendo sempre un forte legame con la realtà e con il pubblico.
Restiamo in attesa di novità sui prossimi film prodotti da Silvestro Marino e invitiamo i nostri lettori alle pprpssime roiezioni de “L’invisibile filo rosso”.
In foto: la presentazione del film “L’invisibile filo rosso” di Andrea Bencivenga al Cinema Adriano di Roma
Olga Matsyna




















