Per tutto il mese di dicembre e per i primi di gennaio Matera ospita il presepe vivente più grande e più bello d’Italia e forse del mondo intero. Abbiamo intervistato per voi Luca Prisco, persona che è responsabile dell’organizzazione di questo presepe.
Luca, come vengono preparati i presepi viventi di Matera?
Quando si organizzano eventi come questo, bisogna sempre capire che cosa si vuole realizzare. Il Presepe di Matera è giunto alla sua quindicesima edizione. Quest’anno il titolo è “E pace sia”, il presepe della pace e del dialogo”. Matera oggi ha realizzato un presepe multidisciplinare perché abbiamo attori professionisti, con la compagnia “Lo stormo” di Roma e la compagnia “Teatro in Attico” di Gravina in Puglia, rievicatori storici e i classici figuranti. Abbiamo quasi duecento persone che fanno parte dei gruppi che si uniscono e danno vita a otto scene teatrali e a quasi venti ricostruzioni incluso anche il muro di Gerusalemme.
Come vengono scelti i luoghi che poi diventano, più che una splendida cornice scenografica, protagonisti dello spettacolo itinerante?
Il Presepe vivente di Matera è lungo quasi un chilometro e mezzo. È ubicato nel cuore del Sasso Caveoso, nei quartieri storici tanto amati da Pasolini e anche da Mel Gibson perché sono quartieri veri: piazza San Pietro Caveoso, Rione Casalnuovo, Rione Malve e Vico Solitario, – sono questi i quartieri proprio storici.
Lo spettacolo del presepe cambia di anni in anno? Chi scrive la drammaturgia di ciò che accade sotto gli occhi degli spettatori?
Per quanto riguarda la selezione dei figuranti e dei partecipanti, ogni due-tre anni noi accogliamo nuove richieste. Quest’anno è stato il caso della compagnia teatrale “Lo stormo”. Ci siamo conosciuti in altre circostanze. Gli artisti hanno presentato la loro candidatura perché avevano già fatto alcuni lavori simili in precedenza che si potevano adattare. Hanno creato una sceneggiatura molto particolare e hanno impiegato un mese per fare le prove. E a fine dicembre avevo assistito al debutto del loro presepe a Roma, è stato molto toccante. La cosa bella di quest’anno è che dodici ragazzi dello Stormo di Roma vengono da tutta l’Italia (Liguria, Sardegna, Marche, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Sicilia). Arrivano un po’ dappertutto, e questo ci fa molto onore perché rende il Presepe di Matera nazionale e anche internazionale, cosa che ci inorgoglisce. Per quanto riguarda i rievicatori storici, abbiamo un gruppo della Calabria e un gruppo della Puglia. I
Se parliamo dei cambi della struttura narrativa, quando si vuole dare una sterzata, lo si fa. In questi quindici anni. l’allestimento ha cambiato già quattro volte la sua struttura, e non è poco: in Italia c’è gente che da cinquant’anni fa lo stesso presepe.
Quest’anno in una Matera che diventa Betlemme è molto sentito il tema di guerra e pace. Come viene diffuso e recepito il messaggio di speranza?
Il tema di quest’anno, “pace e dialogo” è un tema molto semplice. Accompagniamo la gente dall’inizio alla fine in questo percorso che invoca la pace, parola effimera in alcuni momenti, e blanda in altri, che, in quest’evento, si rende molto forte e carica di significati. C’è una nenia, una canzone, un ritornello – che viene ripetuto in quasi tutte le scene – scritto sempre dal gruppo dello Stormo e cantato dal vivo (ricordo che non c’è playback nel nostro presepe!). Sarà proprio quel dolce canto a portare lo spettatore verso la Natività. In collaborazione con la curia arcivescovile di Matera abbiamo dato vita, il giorno cinque, venerdì, ad una conferenza sulla pace. Sono stati presi i contributi da persone provenienti da tutte le parti d’Italia e anche da Gerusalemme, è venuto il vescovo di Pinerolo, il delegato CEI (Conferenza Episcopale italiana) per il dialogo della pace, è arrivato il videomesaggio dal vescovo di Gerusalemme. In corso della conferenza sono stati esaminati diversi punti di vista.
Come e da chi vengono selezionati attori, attrici e artisti vari per lo spettacolo itinerante?
Come vengono costruite le scene del Presepe? Come vengono ricreati i costumi storici dei personaggi della Natività?
Per quanto riguarda l’allestimento delle scene, ma, soprattutto, la creazione dei costumi, quattordici anni fa io ebbi un’idea folgorante. Mi ripresi tutte le immagini del film “The Passion” di Mel Gibson, le ricopiai pian piano, di sana pianta, meticolosamente, studiai come erano i vestiti. All’inizio prendevamo tutto il materiale da Cinecittà di Roma, mentre oggi molta della produzione è fatta in casa. Ho degli artigiani e delle sarte a cui dò delle immagini con la richiesta di riprodurre fedelmente ciò che ho in mente. Così vengono ricostruite tutte le scene. Nella scenografia vengono usati i materiali a basso impatto ambientale.
Come si fa a visitare il Presepe vivente di Matera? È obbligatoria la prenotazione? Fino a quale data sarà possibile per il pubblico ammirare le scene della Natività?
Il Presepe si svolge in dieci date: tutti i weekend, sabato e domenica di dicembre e i primi sabato e domenica di gennaio. Ci sono fasce orarie, si può prenotare il biglietto. Il sito ufficiale è
www.presepenatera.it
si può acquistare il biglietto online, sceglierei la data e e l’orario e chiedere tutte le informazioni su come girare per vedere l’allestimento.
Ringraziamo Luca Prisco per il suo prezioso racconto sul Presepe vivente di Matera e invitiamo i nostri lettori a venire a vedere questo meraviglioso spettacolo con i loro propri occhi.
Olga Matsyna




















