Il prossimo 20 giugno 2025 alle ore 17.00, nella suggestiva cornice del Palazzo di Giustizia di Roma in Piazza Cavour, prenderà vita l’evento inaugurale di “Le Eretiche, Sante e Profetesse”, il nuovo progetto monumentale dell’artista visuale e transmediale Nora Lux. Un appuntamento che si preannuncia tra gli eventi culturali più significativi della stagione romana, capace di intrecciare arte contemporanea, filosofia, spiritualità e riflessione sociale.
La prima tappa del ciclo, intitolata “Le Eretiche”, sarà realizzata davanti al Palazzo di Giustizia nel rione Prati, in concomitanza con il Solstizio d’Estate, momento simbolico che rappresenta il massimo della luce e della trasformazione. L’opera si configura come una performance site-specific di forte impatto concettuale e visivo, pensata per interrogare il pubblico e le istituzioni sul significato più profondo del diritto alla scelta, della libertà di pensiero e dell’autodeterminazione individuale. Attraverso un linguaggio che unisce corpo, rito, installazione e simbolismo, Nora Lux trasforma uno dei luoghi più rappresentativi della giustizia italiana in uno spazio di dialogo tra memoria storica, coscienza collettiva e ricerca spirituale.
Al centro del progetto si trova una rilettura del termine greco hairetikos, che significa letteralmente “colui che sceglie”. Da questa definizione nasce la riflessione artistica di Nora Lux, che restituisce all’eresia il suo significato originario, liberandola dalle interpretazioni punitive della storia. In questa prospettiva, l’eretica non è più una figura marginale o condannata, ma diventa simbolo di libertà, consapevolezza e coraggio intellettuale. Il progetto “Le Eretiche, Sante e Profetesse” propone così una nuova narrazione del femminile, dando voce a donne che hanno sfidato il dogma e rivendicato il diritto di scegliere il proprio percorso spirituale e umano.
La performance inaugurale porterà in scena tre donne che hanno segnato la storia europea con il loro pensiero e la loro indipendenza. Le protagoniste saranno: Margherita Porete, Giovanna d’Arco e Guglielma di Milano. A interpretarle saranno le attrici Stefania Morra, Alberta Perini e Ottavia Dominici, che daranno corpo e voce a queste figure storiche trasformandole in presenze vive e contemporanee. Attraverso la loro rappresentazione, Nora Lux costruisce un racconto che non celebra la vittima, ma la forza rivoluzionaria del pensiero non conforme.
La scelta del Palazzo di Giustizia di Roma non è casuale. L’imponente edificio diventa parte integrante dell’opera, assumendo il ruolo di scenario metafisico nel quale si confrontano il potere istituzionale e la libertà individuale. I giardini di Piazza Cavour si trasformeranno in un luogo rituale dove il concetto di giustizia verrà reinterpretato come equilibrio cosmico e armonia tra essere umano e natura. L’evento si inserisce così nel filone delle grandi performance contemporanee che utilizzano lo spazio urbano come elemento narrativo e strumento di riflessione collettiva.
Uno degli aspetti più originali della ricerca di Nora Lux è la capacità di fondere studi accademici, simbolismo e pratiche artistiche multidisciplinari. Il progetto attinge infatti alle teorie di Carl Gustav Jung sugli archetipi, agli studi di Marija Gimbutas sul matriarcato e alle riflessioni di Erich Neumann sul femminile sacro. La performance integra videoarte, installazioni, elementi rituali e sonorità ancestrali, dando vita a un’opera transmediale che coinvolge lo spettatore a livello emotivo, simbolico e percettivo.
Elemento centrale dell’opera saranno i simboli inediti creati da Nora Lux, ispirati alle miniature cosmologiche di Ildegarda di Bingen e alla tradizione esoterica medievale. Questi “segni di trasformazione” rappresentano ponti simbolici tra il microcosmo umano e il macrocosmo universale, guidando il pubblico attraverso un percorso ispirato alle cinque fasi della trasmutazione alchemica: nero, verde, bianco, oro e rosso. Un viaggio che non riguarda soltanto l’artista, ma coinvolge direttamente lo spettatore, invitandolo a vivere un’esperienza di metamorfosi interiore.
Con “Le Eretiche”, Nora Lux conferma la propria posizione tra le voci più innovative dell’arte contemporanea italiana, proponendo una riflessione profonda sul rapporto tra spiritualità, identità e libertà. L’evento del 20 giugno a Roma rappresenta non solo l’inizio di un nuovo ciclo artistico, ma anche un invito a ripensare il significato della scelta come atto fondativo dell’esistenza umana. Tra performance, simbolismo e ricerca filosofica, “Le Eretiche” si presenta come un’opera destinata a lasciare un segno nel panorama culturale contemporaneo, trasformando l’arte in uno strumento di conoscenza, dialogo e trasformazione collettiva.
Eleonora Francescucci
















