Già presente nel 2023, nel Parco Nazionale della Sila Piccola Centro Natura, Taverna (Catanzaro), con “ Il filo che lega e S-lega. Le trame e gli intrecci “ di Rosa Spina, con una mostra curata dall’artista stessa contro la violenza di genere – in memoria di Maria Chindamo di Limbadi vittima nel maggio 2016 di un atroce delitto di ‘ndrangheta, la pioniera della Fiber Art in Italia, a distanza di qualche anno, è tornata negli stessi luoghi. Per tutto il mese di agosto 2026 infatti, il Parco Stellaria , situato in Località Ruggiolino nel comune di Taverna, immerso nella cornice naturalistica alle pendici della Sila Piccola, ospita la mostra-installazione “ Panni Amprati “ di Rosa Spina a cura del Collettivo Pamuk, presidente Gabriele Ruggiu. Un perfetto connubio, questo, tra natura, arte e cultura, in una località divenuta tra le più importanti mete turistiche della Calabria. “Panni amprati” è un’espressione derivante dal dialetto calabrese e dalla cultura popolare di questa regione che sta a significare: panni appesi o stesi ad asciugare al sole e all’aperto. Nel contesto antropologico, questa specie di “rituale” dell’appendere i panni al sole, è stato oggetto di studi ed approfondimenti anche da parte di noti scrittori e studiosi come l’antropologo calabrese Vito Teti, che ha evidenziato come questa azione quotidiana sia carica di significati simbolici – addirittura magici con radici arcaiche legate al culto dei defunti. Nella cultura contadina di fatto, era usanza ritirare i panni stesi prima del buio o anche durante le notti di feste particolari, come ad esempio alla vigilia di Natale o l’Epifania. Si credeva infatti che in mancanza di questo rituale, questi panni stesi potessero attirare “presenze invisibili” come le anime inquiete di certi defunti in cerca di contatto col mondo terreno o afflitte dalla nostalgia della vita. Oggi invece, nella poetica quotidiana, i panni stesi vengono interpretati in modo totalmente diverso, e diventano retaggio di una lontana memoria domestica, di una bellezza fatta di gesti lenti e piacevoli legati allo scandire lento del tempo in antitesi ai ritmi veloci e frenetici del presente, all’ansia e alla fretta della vita moderna. L’Artista Rosa Spina, siciliana di Giarre dove si è formata artisticamente grazie agli Studi presso l’Istituto d’Arte della sua città nella sezione dedicata all’arte del tessuto, attualmente vive a lavora in Calabria. Allieva del celebre artista Mimmo Rotella, sin dagli anni Sessanta, si è inserita nel flusso della Fiber Art, importando e sviluppando in Italia i linguaggi di quella corrente artistica nata negli Stati Uniti d’America. Pioniera in Italia della Fiber Art, Rosa Spina utilizza con maestria fili, reti, fibre tessili e materiali riciclati per creare opere a parete e installazioni grazie al Défilage, una tecnica di sfilacciamento e manipolazione della materia derivata idealmente dal décollage. Con grande abilità utilizza il filo e i materiali tessili come elementi vivi per raccontare la memoria e la mediterraneità. Ha esposto in prestigiosi Palazzi e Gallerie e sedi museali in occasione di diverse rassegne d’arte contemporanea, sia collettive che personali, in tutta Italia. Attualmente è presente con una sua opera – all’Isola di San Servolo col Padiglione della Repubblica della Guinea, alla 61.Esposizione Internazionale d’Arte – la Biennale di Venezia “Le Son del l’Art: l’Echo de la Matière”. Di recente pubblicazione, nel mese di febbraio 2026, anche il primo volume di un Catalogo Generale delle sue opere a cura di Antonio Falbo e Salvatore Falbo, Editoriale Giorgio Mondadori ( ISBN 978-88-374-2458-9). Come scrive Antonio Falbo nella sua prefazione: «Il catalogo generale di Rosa Spina rappresenta un viaggio immersivo nell’universo creativo di un’artista che ha saputo trasformare la materia in linguaggio poetico. La sua opera si sviluppa lungo un arco temporale che va dagli anni ’60 fino ai giorni nostri, attraversando decenni di sperimentazioni, contaminazioni e trasformazioni, In questo volume, si offre una panoramica completa del suo percorso artistico, articolato in sezioni che ne evidenziano l’evoluzione stilistica, tecnica e concettuale».
di Daniela Paties Montagner , Socia Effettiva Club per l’UNESCO di Udine
per info: www.collettivopamuk.it
immagine in evidenza: Installazione “Panni amprati” di Rosa Spina al Parco Stellaria, foto credit Rosa Spina













