Roma accoglie una nuova voce poetica capace di trasformare il dolore, il silenzio e l’ombra in materia viva di scrittura. Si intitola Sorda iride il nuovo libro di Rocco Casillo, pubblicato da Infinito Edizioni, un’opera che si presenta come un viaggio intimo e tumultuoso dentro la percezione, le fragilità e la possibilità di restituire colore anche a ciò che sembra spento.
Casillo, nato nel 2000, vive a Roma, città nella quale si esprime come poeta e psicologo. La sua ricerca si colloca lungo il confine sottile tra la profondità della vita e la forza rivelatrice della parola poetica, concepita come strumento di indagine e di cura dell’animo umano. Sorda iride è inoltre indicata come la sua seconda silloge inedita, dopo Mi ho pensato.
Il cuore del libro è racchiuso nella sua stessa presentazione editoriale: Sorda iride viene definito come un’esplorazione poetica che si addentra nella variabilità dei colori o, meglio, nella loro assenza, in un mondo filtrato attraverso mai monotone o piatte sfumature di grigi. Un’immagine potente, che suggerisce fin da subito come la scrittura di Casillo non insegua l’effetto, ma una verità più profonda: quella di una vita attraversata da ferite, smarrimenti e improvvise accensioni interiori.
Eppure il messaggio dell’opera non si ferma al buio. Nella descrizione del volume emerge infatti un nucleo universale e fortemente umano: siamo tutti protagonisti della nostra vita e occorre trovare il coraggio di raccogliere il filo e colorare ciò che vi è celato all’interno. È qui che la poesia diventa gesto di resistenza, atto di consapevolezza e possibilità di rinascita.
Non è secondario, per una testata come Paese Roma, il legame che il libro stabilisce con il territorio e con il mondo della solidarietà. Sorda iride gode infatti del patrocinio di A.G.O.P. La Casa a Colori, realtà che a Roma sostiene le famiglie dei bambini in cura al Policlinico Gemelli per malattie oncologiche, offrendo ospitalità gratuita, assistenza e supporto psicologico. La Casa a Colori rappresenta così un presidio concreto di accoglienza e vicinanza.
In questa connessione tra poesia e impegno civile si coglie uno degli aspetti più interessanti del libro. La parola poetica non resta chiusa nella pagina, ma incontra la realtà, il dolore delle famiglie, la necessità di cura e il bisogno di trovare un senso anche nei passaggi più difficili dell’esistenza. Per questo Sorda iride può essere letto non solo come una raccolta di testi, ma come un invito a guardare diversamente ciò che ci attraversa.
Anche la copertina restituisce con efficacia la natura del volume: su fondo nero emerge una grande iride in toni grigi e bianchi, immagine visivamente coerente con l’idea di una percezione sospesa tra assenza di colore e tensione verso la luce. Il titolo Sorda iride, firmato da Rocco Casillo con postfazione di Daniela Di Fiore, si impone così già dallo sguardo come promessa di un attraversamento interiore.



















