Si è conclusa con una serata di gala al Cinema Caravaggio di Roma la 43ª edizione di “Primo Piano sull’Autore – Festival Pianeta Donna 2025”, un evento imperdibile dedicato al cinema delle donne. Diretto da Franco Mariotti, il festival ha valorizzato lungometraggi, docufilm, cortometraggi e videoclip realizzati da autrici italiane e straniere, con un focus sul tema “Invisibile femminile. Il cinema delle donne (mai) visto e da vedere”.
Red carpet affollato di protagoniste, premiazioni emozionanti e un omaggio al talento femminile: questa kermesse si conferma punto di riferimento per il cinema d’autore al femminile, celebrando storie potenti e visioni innovative.
La cerimonia ha visto alternarsi sul palco tutte le vincitrici, con il direttore Mariotti che ha ripercorso la storia del festival – alla sua 7ª edizione romana dopo 36 a Assisi. Ecco i premi principali del Festival Pianeta Donna 2025:
Premio alla carriera: Ida Di Benedetto, madrina dell’edizione, per un percorso di oltre mezzo secolo in teatro, cinema e TV, “coniugando arte e umanità autentica”.
- Film dell’anno: Monica Guerritore per “Anna”.
- Miglior film: Michela Andreozzi per “Unicorni”.
- Miglior opera prima: Ekaterina Khudenkikh per “A sé stesso”.
- Miglior docufilm: Sonia Bergamasco per “Duse the Greatest”.
- Premio miglior regia docufilm: Lina Sastri per “La casa di Ninetta”.
- Miglior attrice: Iaia Forte per “Marko Polo”.
- Miglior autore: Peter Marcias per “Quasi Grazia”.
- Premio speciale della giuria: Giovanna Gagliardo per “Il mestiere di vivere”.
- Miglior cortometraggio: Miriam Rizzo per “La Campana”.
- Miglior videoclip: Eleonora Maggioni per “Bolla Occidentale”.
Questi riconoscimenti sottolineano l’eccezionale varietà di stili, dal dramma intimo ai ritratti storici, confermando il ruolo del festival nella promozione del cinema italiano al femminile.
Non solo registe in primo piano: il festival ha premiato anche i mestieri del cinema, evidenziando sinergie creative.
Premi tecnici:
- Miglior soggetto: Anna Piscopo per Mangia!.
- Miglior sceneggiatura: Ilaria Bernardini per Amata di Elisa Amoruso.
- Miglior fotografia: Sabrina Varani per L’ottavo giorno.
- Miglior scenografia: Chiara Terenzi per “A sé stesso” di Ekaterina Khudenkikh.
- Miglior montaggio: Geraldine Ottier per “Io non sono nessuno”.
- Miglior musica: Giovanni Nuti e Paolo Daniele per “Anna”.
- Migliori costumi: Francesca Ferraro per “Cuore di carta”.
- Miglior trucco: Giovanna Iacoponi per “L’isola degli idealisti” di Elisabetta Sgarbi.
- Miglior produzione: Bolero per “Rosso improvviso” di Patrizia Masi.
Menzioni speciali e premi tematici:
- Premio speciale: Dom (regia Massimiliano Battistella, psicodrammaturgia Lisa Pazzaglia, montaggio Desideria Rayer).
- Menzione per Corpi estranei di Maria Francesca Begossi.
- Premio Carlo Tagliabue (miglior esordio sociale): L’origine del mondo di Rossella Inglese.
- Divulgazione scientifica: Anna Carlucci per “La vita tra le mani”.
- Internazionalità: Yvonne Sciò per “Womeness”.
- Memoria western italiano: Caterina Taricano per “Vamos a matar”.
- Impegno sociale: Rosa Galantino e Luigi Ceccarelli per “Le farfalle della Giudecca”; Roberta Mucci per “Senza senso”.
La serata è iniziata con il Premio Domenico Meccoli “ScriverediCinema”, introdotto da Laura Delli Colli (presidente Sngci), per chi promuove il cinema italiano:
- Anna Lia Sabelli Fioretti (Corriere dell’Umbria).
- Sofia Coletti (La Nazione Perugia).
- Antonella Pallante (Tgr Lazio – Rai3).
- Elettra Ferrarù (Annuario del Cinema News).
- Maurizio Riccardi (fotografo).
- Caterina d’Amico e Francesco Piccolo (Suso Cecchi d’Amico. La fortuna di essere donna).
- Andrea Piersanti e Federica Gentile (Quelli che il cinema, Rai).
- Ex aequo emergenti: Damiano Panattoni (MoviePlayer.it), in memoria di Luca Svizzeretto.
Organizzato da Associazione Culturale AmaRcord con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo – MiC, il festival ha collaborato con Csc-Centro Studi Cinematografici, Cineteca Lucana, Mediterranea Productions, Chiara Film, Cinema Melies (Perugia) e Cinema Caravaggio.
In un’epoca in cui le voci femminili gridano per essere udite, il Festival Pianeta Donna non è solo un evento: è una rivoluzione luminosa. Dal red carpet del Cinema Caravaggio alle sale di tutto il mondo, queste autrici illuminano l’invisibile femminile, trasformandolo in eredità eterna. Pronti a rivedere il cinema? Il futuro è donna – e inizia ora.
Eleonora Francescucci
















