Sabato 7 marzo, nella Sala Tosi della Casa Internazionale delle Donne, l’Associazione La Voce dell’Essere – ETS Motivazionale ha dato vita a un appuntamento che ha unito arte, testimonianza e impegno civile: “Donne come Noi!”.
Un pomeriggio costruito attorno all’idea di esempio, inteso non come modello irraggiungibile, ma come gesto quotidiano, come presenza che ispira.
Un’apertura che dà il tono
La serata si è aperta con Nessun Dorma, interpretata dal Soprano Monica Federico e accompagnata al pianoforte da Giovanna Santoro.
Un inizio solenne, scelto come Inno Ufficiale del Primo Giubileo delle Donne promosso dagli Stati Generali delle Donne, che hanno patrocinato l’evento.
La musica ha creato un clima di ascolto profondo, quasi rituale.
Un susseguirsi di voci e prospettive
A seguire, si sono alternate testimonianze, riflessioni e contributi artistici che hanno composto un quadro ricco e plurale.
Sono intervenute:
Silvia Coletti
Magda Feleppa
Ilaria Paccini
Michelle Castiello
Edran
Eleonora Brugnone
Iryna Zyza
Elena Ma Jung
Stella Maria Cofano
Emanuela Fancelli
Tehseen Nisar Hussain
Ognuna ha portato un frammento di esperienza: arte, ricerca, musica, vita vissuta, impegno sociale.
Un intreccio di sguardi che ha restituito la complessità e la ricchezza dell’universo femminile contemporaneo.
I momenti che hanno segnato la sala
Tra i passaggi più intensi, la testimonianza di Iryna Zyza ha toccato profondamente il pubblico.
Parlando delle sue paure legate al conflitto russo‑ucraino, ha trasformato la sala in uno spazio di empatia e silenzio condiviso.
Un momento che ha ricordato quanto la vulnerabilità possa diventare un ponte tra le persone.
La presenza di Sophia, giovane artista già parte del settore musicale dell’associazione, ha portato invece una nota di freschezza e speranza, come un’apertura verso ciò che ancora deve venire.
La Mimosa che non sfiorisce
Durante l’evento è stata donata la Mimosa che non sfiorisce, simbolo dell’augurio che La Voce dell’Essere ETS rivolge a tutte e tutti:
che ciascuno possa essere esempio vivo di pace, accoglienza e responsabilità.
Un gesto semplice, ma capace di lasciare un segno.




























