Mara L. Librizzi, artista visiva, fotografa, performer e autrice, siciliana di Caltanissetta, è presente con l’opera “Arco di confine” ( foto in PVC frontlit- cm 80×90), in occasione della collettiva di artisti contemporanei internazionali “ La Villa e la natura di confine” on air sino al 28 giugno 2026 ( salvo proroga) a Villa de Claricini Dornapcher, elegante dimora storica, edificata nel Seicento da Francesco Claricini, e situata nel piccolo borgo rurale di Bottenicco di Moimacco, alle porte di Cividale del Friuli. Finalità della mostra (anticipata da un simposio durante il quale si sono confrontati 26 artisti provenienti dall’Italia oltre che da vari Paesi dell’Europa centrale), quello di sviluppare un percorso di ricerca artistica ispirato al dialogo tra paesaggio, memoria, identità e relazioni culturali. La villa, circondata da un parco di circa 2 ettari con alberi secolari come: faggi, abeti, cedri, ed un giardino all’italiana su quattro aree verdi ornate da bosso, statue e fontane, vasi di limoni e fiori, avvolto da uno stupendo paesaggio agrario e collinare, elementi questi, che sono stato oggetto di studi e sono stati interpretati dai vari artisti – chiamati a partecipare, come “ elemento vivo, dinamico, capace di generare riflessioni sul rapporto tra uomo e ambiente, tra storia e contemporaneità, tra appartenenza e trasformazione”. L’opera “Arco di confine” sintetizza e centra efficacemente l’obiettivo di questa collettiva friulana.
Mara L.Librizzi, dopo gli studi al Liceo Artistico, l’Accademia di Belle Arti di Palermo e gli studi di architettura, grazie alla sua continua ricerca tra le varie discipline, ha sviluppato ed elaborato un linguaggio interdisciplinare che attraversa la fotografia, la poesia e le arti visive. Di fondamentale importanza per lei, l’esperienza accanto a Letizia Battaglia nel Laboratorio d’IF, oltre alla collaborazione con il Giornale di Sicilia e L’Ora. Da sempre molto attiva, la Librizzi ha concentrato la sua ricerca sui temi della memoria, dell’identità mediterranea, delle migrazioni e delle trasformazioni contemporanee. Con il suo ”Arco di confine” riesce magistralmente a sintetizzare questa sua visione realizzando una fusione fotografica tra due luoghi apparentemente lontani, ma in realtà molto più vicini e interconnesi di quanto si possa credere: la Villa de Claricini e il Ponte di Capodarso, uno dei simboli tra i più identificativi del paesaggio nisseno, ovvero tutto ciò che appartiene o è legato alla città di Caltanissetta ( città natale dell’artista anticamente chiamata Nissa) e al suo territorio in Sicilia. Nell’opera esposta “l’antica architettura friulana viene filtrata attraverso le arcate del ponte siciliano”. Le statue del giardino paiono invece abitare uno spazio sospeso tra Nord e Sud…e la Villa appare così osservata da una memoria che arriva da lontano, mentre il Ponte di Capodarso non rappresenta più un monumento identificativo della Sicilia, ma diventa un elemento simbolico. Non una semplice sovrapposizione di immagini quindi, ma un attraversamento di geografie e memorie. In questo contesto l’occhio dell’artista unisce le due culture : quella siciliana e quella friulana, senza pero’ confondere o cancellare le rispettive differenze. L’immagine del Ponte di Capodarso utilizzata dalla Librizzi a Bottenicco di Moimacco è la stessa fotografia premiata al concorso “Eris” – un’iniziativa a tema etico-sociale organizzata storicamente in Sicilia nel nisseno, rivolta al concetto di integrazione e bellezza del territorio -, che ne aveva evidenziato il valore estetico e documentario.
“Arco di confine” è un’opera quindi che, attraverso il linguaggio, ha saputo integrare : dimensione poetica e impegno civile, mettendo al centro di tutto l’esperienza umana, oltre alla fragilità del presente e il dialogo tra memoria individuale e collettiva! Un “vero ponte culturale “ che va oltre ogni confine geografico.
di Daniela Paties Montagner, Socia effettiva del Club per l’Unesco di Udine
immagine in evidenza: Arco di Confine – foto su PVC Frontlit . 80cm x 90 – anno 2026















