Ci sono canzoni che non invecchiano mai. Bastano le prime tre o quattro note per far scattare qualcosa nei ricordi, un pizzico di nostalgia e un sorriso immediato. “Pinocchio, perché no?” è esattamente una di quelle tracce: un 45 giri che negli anni ’80 ha superato il milione di copie vendute ed è entrato di diritto nell’immaginario collettivo di intere generazioni. A firmarla e cantarla era il Maestro Luigi Lopez, scomparso il 6 maggio 2025. Un artista raffinato, autore di successi indimenticabili per i grandi della musica italiana e internazionale, che aveva scelto proprio la Tuscia viterbese come sua terra del cuore. Per rendergli omaggio a un anno dalla scomparsa — e per celebrare il profondo legame tra la Tuscia e la favola di Carlo Collodi — la Sala Nobile del Palazzo Comunale di Nepi si appresta ad accogliere una mostra evento davvero speciale.
Dopo il successo del primo appuntamento a Civita Castellana, la mostra itinerante intitolata “Omaggio a Pinocchio: il burattino di Carlo Collodi, il film di Luigi Comencini e la musica di Luigi Lopez in un viaggio da favola in terra di Tuscia” sbarca a Nepi (VT). L’appuntamento è fissato da lunedì 24 a mercoledì 26 agosto 2026, proprio nei giorni in cui la cittadina festeggia le sue tradizionali ricorrenze patronali.
La mostra nasce con l’obiettivo di riportare al centro dell’attenzione non soltanto la sua lunga carriera, ma anche il rapporto profondo che il compositore aveva costruito con la Tuscia. Civita Castellana, Capodimonte, Castel Sant’Elia, Farnese, Marta e Nepi erano per Lopez molto più che semplici luoghi. Erano territori ai quali era particolarmente legato, affascinato dalla loro storia, dai paesaggi e soprattutto dalle rive del lago di Bolsena, che considerava una fonte di ispirazione. A voler fortemente questa iniziativa sono stati il figlio Riccardo Lopez, fotografo e musicista, e la compagna del maestro, la giornalista e autrice Maria Rita Parroccini, insieme all’associazione “Il Borgo di Pinocchio Farnese“, all’associazione “Portale d’Arte APS” di Civita Castellana e alla Pro Loco di Nepi. L’iniziativa gode del patrocinio del Comune di Nepi e dei Comuni di Civita Castellana, Capodimonte, Castel Sant’Elia, Farnese e Marta.
Raccontare Luigi Lopez significa ripercorrere una parte importante della musica italiana e internazionale. Nel corso della sua carriera ha firmato e composto centinaia di canzoni per artisti italiani e stranieri, da Mina a Ornella Vanoni, da Patty Pravo a Mia Martini, passando per Domenico Modugno, Amanda Lear, Sylvie Vartan, Alice, Riccardo Fogli, Michele Zarrillo e numerosi altri interpreti. La sua attività lo portò anche negli Stati Uniti, dove collaborò con importanti musicisti e professionisti della West Coast americana, tra cui Steve Lukather e Jeff Porcaro dei Toto, oltre a Nat Kipner, Jimmie Haskell, Bobby Hart, Abraham Laboriel, Tim Pierce e altri nomi di primo piano. Ma c’è un brano che, più di altri, continua a parlare direttamente alla memoria di chi era bambino negli anni Ottanta: “Pinocchio, perché no?”. Firmata e interpretata dallo stesso Lopez, con Vistarini e Argante, la canzone fu la sigla televisiva de “Le nuove avventure di Pinocchio“, trasmesso in Italia nel 1980. Il 45 giri superò il milione di copie vendute, trasformando quella melodia in una delle sigle più riconoscibili e amate da più generazioni. Tra i suoi lavori figura anche “G.O.A.L.”, sigla ufficiale dei Campionati Europei di calcio del 1980, interpretata dagli Eurokids e ascoltata in 27 Paesi, oltre a essere utilizzata come sigla della serie animata Arrivano i Superboys.
Il cuore dell’esposizione è però un incontro particolare: quello tra Carlo Collodi, Luigi Comencini e Luigi Lopez, tre figure differenti accomunate, ciascuna a modo proprio, dall’universo di Pinocchio. La mostra propone materiali d’epoca, fotografie di scena, documenti, memorabilia e testimonianze legate alla realizzazione dello sceneggiato televisivo Rai “Le avventure di Pinocchio” diretto da Luigi Comencini nel 1972. Una parte dell’esposizione arriva dall’attività dell’associazione “Il Borgo di Pinocchio Farnese“, che da tempo porta questo patrimonio in diverse sedi. Farnese occupa un posto speciale nella storia dello sceneggiato: il borgo della Tuscia fu scelto come principale location delle riprese, diventando lo scenario perfetto per la storia del burattino più famoso della letteratura italiana. Nel cast c’erano Nino Manfredi, Gina Lollobrigida, il giovanissimo Andrea Balestra e Franco Franchi e Ciccio Ingrassia nei ruoli del Gatto e della Volpe. Le musiche erano invece firmate da Fiorenzo Carpi. L’esposizione vuole inoltre ricordare il bicentenario della nascita di Carlo Collodi, pseudonimo di Carlo Lorenzini, nato il 24 novembre 1826, e rendere omaggio agli autori che hanno contribuito a mantenere vivo l’universo di Pinocchio. Un ricordo particolare sarà dedicato anche allo scrittore e autore Riccardo Pazzaglia.
La seconda tappa della mostra dedicata a Luigi Lopez si presenta così come qualcosa di più di una semplice esposizione. È un viaggio nella memoria, tra canzoni che continuano a essere cantate, immagini televisive rimaste nell’immaginario collettivo e i paesaggi della Tuscia che hanno fatto da sfondo a una delle più celebri riletture televisive di Pinocchio.
Eleonora Francescucci















