Il mondo della musica leggera italiana piange la scomparsa di Gianfranco Caliendo, un artista che ha saputo unire l’eleganza della melodia fiorentina al calore dell’anima napoletana. Cantante, chitarrista e compositore di rara sensibilità, Caliendo si è spento all’età di 70 anni, lasciando un vuoto incolmabile in quella generazione che ha sognato sulle note dei grandi complessi degli anni ’70.
Dagli Esordi al Successo Nazionale
Nato a Firenze nel 1956, ma adottato dal cuore pulsante di Napoli, Caliendo è stato per quasi quarant’anni (dal 1974 al 2012) il volto e l’anima de Il Giardino dei Semplici. Fondato insieme a Gianni Averardi, il gruppo mosse i primi passi nello storico Shaker Club di via Partenope, diventando in breve tempo un fenomeno nazionale.
Il loro biglietto da visita fu “M’innamorai”, un successo straordinario che nel 1975 scalò le classifiche e vendette oltre 400mila copie. Da lì, una scia di hit indimenticabili:
”Miele”: Portata sul palco del Festival di Sanremo nel 1977.
”Concerto in La Minore (dedicato a lei)”: Un classico del Festivalbar 1978.
Brani iconici come “Tu, ca nun chiagne” e “… E amiamoci”.
Un Mentore per le Nuove Generazioni
Oltre al successo come frontman, Gianfranco ha sempre coltivato la passione per l’insegnamento e lo scouting. Nel 1998 ha fondato l’Accademia Caliendo, un punto di riferimento per i giovani talenti campani, gestito con il supporto della sorella Rossella.
Il suo legame con la musica era anche un affare di famiglia: nel 2001, sua figlia Giada Caliendo calcò il palco di Sanremo con il brano “Turuturu”, scritto proprio dal padre insieme a Francesco Boccia.
Gli Ultimi Anni e la Miele Band
Dopo l’addio al gruppo storico nel 2012, Caliendo non ha mai smesso di creare. Nel 2016 ha dato vita alla Miele Band, un nuovo progetto artistico condiviso con la compagna e cantautrice Flora Contento. Con questa formazione aveva pubblicato nel 2021 l’album “Le canzoni del Giardino”, un ultimo, affettuoso omaggio al repertorio che lo aveva reso celebre.
Con la sua scomparsa, se ne va un pezzo di storia della musica italiana, un artista che ha saputo raccontare l’amore con la semplicità e la nobiltà che solo i grandi interpreti possiedono.
Anna Rita Santoro e Ubaldo Santoro



















