Ci sono sere in cui Roma si trasforma. Quando il caldo estivo inizia a cedere il passo ai primi aliti freschi di fine stagione, gli angoli più suggestivi del centro storico diventano il teatro perfetto per fermarsi, ascoltare e lasciarsi sorprendere. Venerdì 18 settembre 2026, alle ore 20.30, una di queste serate prenderà forma all’interno del Chiostro di Campitelli, nello splendido complesso del Teatro di Marcello. Sul palco, per una serata interamente incentrata sulle note di Erik Satie, ci sarà la pianista Daniela Reboldi. L’evento si inserisce nello storico cartellone dei “Concerti del Tempietto – Festival Musicale delle Nazioni“, uno degli appuntamenti più amati da chi vive la musica come un’esperienza viva e intima, lontana dai soliti schemi.
Parlare di Erik Satie significa tuffarsi nella Parigi a cavallo tra Ottocento e Novecento, tra caffè letterari, cabaret e una ricerca artistica del tutto fuori dal comune. Satie non cercava l’applauso facile o la complessità fine a se stessa: la sua forza stava nella purezza della melodia, nella pausa, nell’ironia e in una profondità quasi contemplativa. Ascoltare le sue opere dal vivo è un modo per staccare dal rumore di fondo della quotidianità. E l’interpretazione di Daniela Reboldi nasce proprio per valorizzare questo aspetto: un percorso essenziale ed emozionante, dove ogni nota trova il suo spazio naturale.
Daniela Reboldi proporrà un percorso attraverso alcune delle composizioni più rappresentative di Satie. La serata si aprirà con le Gymnopédies, nelle versioni Lent et douloureux, Lent et triste e Lent et grave. Sono probabilmente tra le pagine più immediatamente riconoscibili del compositore francese, caratterizzate da una scrittura rarefatta e da un andamento lento che sembra sospendere il tempo. Il programma proseguirà con le Gnossiennes, tra cui Lent e Avec étonnement, e con le quattro Ogives. Spazio anche a Je te veux, una delle composizioni più popolari di Satie, prima dell’arrivo delle Vexations, scelte per concludere il concerto. Un programma che attraversa quindi diverse sfaccettature della personalità musicale di Satie, dalla dimensione più meditativa a quella più ironica e originale.
La forza di questo concerto risiede nell’unione tra brani senza tempo e una location unica. Il Chiostro di Campitelli, incastonato nella storia millenaria del Teatro di Marcello, non è un semplice sfondo, ma un vero e proprio co-protagonista della serata. Qui la musica classica ritrova la sua dimensione ideale: non un ascolto passivo, ma un momento di condivisione profonda tra la pianista, la bellezza dello spazio e il pubblico presenti.
Eleonora Francescucci















