Una serata intensa ed emozionante si è svolta il 1° dicembre al Teatro Brancaccio di Roma, dove è andata in scena la kermesse “Pasolini, un caso mai chiuso”, liberamente tratta dal libro dell’avvocato Maccioni, con adattamento e regia di Enzo De Camillis. Sul palco si sono alternati Irma Ciaramella, lo stesso Maccioni e Tonino Tosto, regalando al pubblico un racconto coinvolgente e profondo.
L’evento, promosso da Cittadinanzattiva Lazio APS con il patrocinio dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, ha riportato sotto i riflettori uno dei casi più controversi della storia italiana: l’omicidio di Pier Paolo Pasolini, avvenuto ormai 50 anni fa e mai del tutto chiarito.
Il delitto Pasolini resta infatti un enigma irrisolto, segnato da contraddizioni, depistaggi e zone d’ombra che vanno ben oltre la tesi dell’omicidio passionale. Un caso che intreccia politica, potere e verità scomode.
La morte di Pasolini ha segnato la fine di una delle voci più libere, lucide e anticonformiste del Novecento. Intellettuale scomodo per molti, soprattutto per le correnti politiche degli anni Settanta, Pasolini operava in un periodo storico oscuro per l’Italia, segnato dalla Loggia P2, dal terrorismo e da profonde tensioni sociali. La sua figura continua ancora oggi a interrogare le coscienze, rendendo il suo omicidio non solo un fatto di cronaca, ma un nodo irrisolto della memoria collettiva.
L’avvocato Maccioni, che da oltre vent’anni indaga sul delitto Pasolini, ha sottolineato come lo spettacolo andato in scena al Teatro Brancaccio rappresenti un’occasione fondamentale per riaccendere l’attenzione pubblica e politica su un caso che necessita con urgenza di una riapertura delle indagini.
Le dinamiche dell’omicidio, ha evidenziato Maccioni, potrebbero essere di natura politica o privata, ma richiedono finalmente un’indagine chiara, approfondita e definitiva.
La serata ha visto la partecipazione di oltre 900 spettatori, attenti e coinvolti, segno di come il tema sia ancora vivo e sentito. “Pasolini, un caso mai chiuso” non è stato solo uno spettacolo teatrale, ma un atto di memoria civile, un invito a non dimenticare e a continuare a cercare la verità. Una serata importante, capace di unire cultura, impegno e riflessione, nel nome di un uomo che ha fatto della libertà di pensiero la sua più grande eredità.
Eleonora Francescucci



















