Urla Gastronomy Film Festival a Izmir (Turchia)
Ne parla il direttore artistico Ferdinando Maddaloni
In Turchia il nuovo direttore artistico della seconda edizione dell’International Urla Gastronomy Film Festival 2026 sarà un italiano, l’attore e regista Ferdinando Maddaloni. Approfittiamo della sua disponibilità per approfondire il discorso dell’arte e cultura italiana all’estero. Da circa sette anni, infatti, Ferdinando si divide fra Roma, Istanbul, Napoli ed ora anche Izmir (Smirne).
Ferdinando, da pochi mesi sei stato nominato direttore artistico dell’International Urla Gastronomy Film Festival 2026. Come nasce questo progetto?
Cinema e il cibo sono quotidiani argomenti di conversazione tra me e la mia compagna, Yesim. Io di origini partenopee, cresciuto a pane e friarielli, e lei turca, con un passato da chef. Poi, l’incontro decisivo con Gülper Şahin Ergün che ci ha conquistati con il suo entusiasmo e la sua professionalità. Credimi, assieme a Yesim che riveste il ruolo di organizzatrice generale, loro sono una vera forza della natura!
Un ruolo così delicato nell’ambito di un festival è una bella responsabilità.
Ne sono cosciente, ma io adoro mettermi in gioco continuamente. Sono stato membro di giuria per anni in diversi festival e come produttore, regista, autore e protagonista dei miei lavori, ho girato i festival di mezzo mondo, vincendo molti premi e accumulando anche tante esperienze. Tra i ricordi più belli ci sono sicuramente le vittorie a Rio de Janeiro, Montreal, Porto, senza, però, dimenticare la delusione per non essere riuscito a ritirare il premio all’Hollywood Independent International Documentary Award 2016 con la mia docufiction “Non cercare la logica dove non l’hai messa tu”.
Perché non sei andato?
La prima volta, nel dicembre 2016 la consegna del premio (che devi rigorosamente ritirare di persona ad Hollywood) coincideva con una replica di “Natale in casa Cupiello” di Luigi de Filippo. Gli organizzatori americani, in via del tutto eccezionale, mi proposero di ritirarlo nella sezione successiva, ma anche in quella occasione, marzo 2017, ero impegnato in teatro, questa volta in “Mariti e mogli” con Monica Guerritore.
Torniamo al festival. Quando si terrà?
Il festival si svolgerà dal 5 al 7 giugno 2026 nella magnifica location di Urladam ad Izmir (Smirne). Saranno tre giorni intensi con tanti eventi in programma. Ci saranno le proiezioni e le premiazioni dei cortometraggi alla presenza degli artisti. Poi, avremo incontri con i membri della giuria internazionale e vari chef internazionali tra cui il nostro Claudio Chinali, Executive Chef di Eataly Istanbul. Con lui sogno di mettere in scena una lezione spettacolo su sua maestà la Regina Margherita, la pizza più famosa della storia.
Come è noto, il cibo italiano è appena diventato patrimonio dell’Unesco. Come questo fatto si ripercuoterà sulla tua direzione del festival enogastronomico internazionale?
È un riconoscimento importantissimo, ma anche una grande responsabilità. Il fatto che il cibo italiano sia entrato nel patrimonio UNESCO sarà un punto di partenza per un viaggio internazionale ispirato da una urgenza e curiosità. Con il mio team composto da due preziosi collaboratori, Yağmur Yağcı e Seda Kanburoğlu, avvertiamo l’urgenza di raccontare il cibo non solo come piacere o consumo, ma come linguaggio culturale, politico e umano; e la curiosità di far dialogare mondi che apparentemente non si parlano abbastanza: il cinema, la gastronomia, i territori. L’International Urla Gastronomy Film Festival vuole essere proprio questo: uno spazio di incontro dove le storie passano attraverso i sapori, le mani, le tradizioni e anche le contraddizioni del nostro tempo. Quando mi è stato proposto il ruolo di direttore artistico, ho sentito che c’era la possibilità di costruire un progetto che non fosse solo una vetrina di film, ma un’esperienza viva, capace di interrogare il presente e immaginare il futuro partendo da ciò che ci unisce tutti: il cibo e i racconti che porta con sé. Proprio come nel mio cortometraggio “Vedi Napoli e poi (non) muori” nel quale due terroristi rinunciano a compiere un attentato grazie all’amore sbocciato per le tradizionali prelibatezze partenopee (pizza e frittata di maccheroni) e novità come il nostro kepurp antagonista del Kebab. A tavola, il buon cibo unisce, non divide!
Come si fa a partecipare a Urla Gastronomy Film Festival 2026?
Basta collegarsi sulla piattaforma di Filmfreeway ed iscriversi al festival seguendo questo link:
https://filmfreeway.com/UGFF2026
Sono previste tre sezioni internazionali per cortometraggi e documentari fino a 20 minuti, un premio per una sceneggiatura, mentre per i giovani studenti e non professionisti turchi (fino a 35 anni) è prevista una sezione nazionale “Momentum” , per dei lavori dalla durata massima di 5 minuti girati col telefonino sul tema “Il luogo in cui sono cresciuto…”
Quali premi si vincono?
Sono orgoglioso di poter sottolineare che i premi saranno in denaro, con importi che vanno dagli 850 euro per il Premio internazionale Klazomeinai 2026 al miglior cortometraggio, ai 400 euro per i documentari fino a 250 euro per le sceneggiature. So benissimo che ogni premio, a prescindere dall’importo, ha un valore simbolico e artistico enorme. Ma credo anche che un riconoscimento economico concreto possa rappresentare un vero incentivo per credere ancora di più nel proprio lavoro. Il mio augurio è che questi premi non siano solo un traguardo, ma un punto di partenza, magari per tornare a Urla anche nell’edizione 2027, con nuove storie, nuove visioni e lo stesso desiderio di raccontare il mondo attraverso il cinema e il cibo.
Oltre al Festival , che progetti hai per il 2026 sia in teatro che sul grande schermo?
Sto scrivendo il testo del mio nuovo spettacolo che debutterà in prima nazionale sabato 29 marzo al Teatro Teder di Napoli diretto da Veronica Mazza dal titolo “Ai nostri primi sessant’anni assieme” Si tratta del mio diario autobiografico e aneddocomico in veste di attore tifoso del Napoli in occasione dei 100 anni della mia squadra del cuore, il Napoli, e del mio sessantesimo compleanno a dicembre. Poi ci saranno tante novità …e non solo lavorative. Magari ne riparliamo al prossimo incontro!
Ringraziamo Ferdinando Maddaloni delle esaustive risposte e gli auguriamo buon lavoro!
Olga Matsyna




















