Un saluto dopo tredici anni di lontananza
Il maestro apre il suo incontro rivolgendo un saluto collettivo ad amici e maestri presenti in sala. È la prima volta che torna in Cina dopo tredici anni: ringrazia il pubblico per l’accoglienza ricevuta e definisce la giornata «speciale», perché non intende presentare soltanto la propria arte marziale, ma anche quella di sua moglie e dei suoi amici — Cinzia, Alessandro, Cecilia, Giulia, Ana e Federico.
Dal segreto personale alla scuola condivisa
Quando ha iniziato a studiare e insegnare le arti marziali, racconta, voleva tenere per sé il Kung Fu Kunlun, custodirlo come un segreto, praticarlo con cura e proteggerne la tradizione. Negli anni successivi ha però allargato la propria formazione ad altre discipline — arti marziali filippine, difesa tattica, wrestling americano e arti marziali indonesiane — diventando a propria volta istruttore in questi ambiti.
Pur riconoscendo il valore di quelle esperienze, confessa di aver sentito a lungo la mancanza di qualcosa: condividere ciò che più ama, cioè il Kung Fu cinese e la cultura cinese. Ha iniziato dalla moglie Cinzia, poi ha coinvolto Alessandro, Giulia, Federico e altri amici, allenando, studiando e crescendo insieme a loro.
L’incontro con Nikita e la scoperta del Kunlun come metodo
In una fase successiva ha invitato l’amica Nikita a tornare in Cina per riprendere lo studio nella sua città natale, Lund. Più insegnava, più si rendeva conto di un dato centrale: il Kung Fu Kunlun non è soltanto un’arte che perfeziona se stessi, ma anche una chiave per comprendere e migliorare le altre arti marziali. La consapevolezza più importante, aggiunge, è che le arti marziali non servono soltanto a vincere un avversario: possono aiutare a cambiare e a conoscere meglio se stessi.
Il riconoscimento internazionale
Gli anni di studio e di pratica — conclude in questo passaggio — gli hanno permesso di essere inserito per due volte nella Hall of Fame delle arti marziali.
Il programma per il futuro: quattro parole d’ordine
Alla domanda «cosa faremo in futuro?», la risposta è netta: quattro azioni semplici.
– Più allenamento (更多训练)
– Più studio (更多研究)
– Progresso continuo (不断进步)
– Crescere insieme (一起发展)
Un’ambizione culturale, non solo sportiva
L’obiettivo dichiarato, guardando oltre il tatami, è duplice: far conoscere questa arte marziale a un numero crescente di europei e, parallelamente, avvicinare un pubblico sempre più vasto al Kung Fu cinese e alla cultura cinese. Un’ambizione che intreccia la trasmissione tecnica — il sigillo 武传承, «Trasmissione delle Arti Marziali», chiude idealmente il documento — con quella più ampia di un patrimonio culturale da condividere fra continenti.
Il maestro chiude il proprio intervento con un secondo, caloroso ringraziamento al pubblico: «谢谢大家 — Grazie a tutti.»


















