A volte accade e non sappiamo dare una spiegazione; sappiamo solo che è lì questo malessere, pronto ad appesantirci le idee, le giornate, il lavoro, i momenti di svago, le nostre relazioni. Da dove arriva allora questo malessere irriconoscibile, forse è quel Male archetipico? Quella sensazione di sporco, di graffio nell’anima? Ma, cosa è il Male?

Il Diavolo secondo Alexander Cabanel
Interrogarsi sulla genesi del Male è stata tra le prime essenziali riflessioni espresse da tutte le culture. Filosofi e teologi ma anche letterati e artisti, nel corso del tempo hanno cercato di dare risposta a questo imprescindibile interrogativo, affrontato e descritto nella Bibbia, per esempio Isaia 14:3-20, e Apocalisse 12:3-4. Nel Nuovo Testamento Lucifero è identificato con Satana, Luca 10:18, II Corinti XI, 14 e nel Targum o Bibbia Ebraica con Samuele in Targ e Giobbe XXVIII, 7.
L’uomo ha descritto il male così come lo ha percepito nelle diverse dimensioni in cui lo ha sperimentato, ricco di illazioni e sarcasmo.
Ma per capire cos’è e perché esiste il male, occorre comprendere come i suoi semi nascono e si trasmettono sui vari piani dell’esistenza.
Marino Bile in alcuni suoi libri, mette subito le cose in chiaro Personalmente, non ho mai creduto all’esistenza di un Male spirituale diverso da un male psicofisico. Non credo a due o più Mali. Il Male è uno. Non è un concetto astratto, né la proiezione di qualcosa che non accettiamo all’interno di noi stessi e nemmeno una allegoria.

Satana nell’immaginazione popolare
Il male esiste, si muove attorno e dentro di noi e segue un piano preciso, quello di distruggere la pedina predefinita poiché questa lo ha scoperto, ha svelato la sua vera identità, è riuscito a togliere la maschera di perbenismo al Maligno.
Analizzando l’etimologia del termine, la parola diavolo deriva dal tardo latino diabŏlus, calunniatore, che a sua volta prende dal verbo greco διαβάλλω diàbalo che significa separare, porre frattura, parlare alle spalle, calunniare, adoperato nel greco cristiano per tradurre l’ebraico śāṭān contraddittore, oppositore. Ecco che emerge il significato originale del termine: diavolo è colui che crea separazione mediante la menzogna. Attraverso l’inganno Satana è colui che crea una frattura a tutti i livelli, anche nell’anima del singolo individuo. Satana, re assoluto degli inferi e avversario per eccellenza del bene.

Tra noi è il maligno
C’erano dubbi? L’Avversario mente, confonde, manipola, fraintende. Regge il suo regno sulla menzogna ma anche sulla capacità di dividere, di impedire alle ignare vittime, chiamate dal Maligno pedine, di comprendere il disegno e unirsi contro un unico nemico, non trovando alleati che gli diano manforte. Allora forse l’ostacolo principale sta nell’incapacità, appositamente costruita da una sapiente regia, di riconoscere il filo sottile che lega tra loro tutti i tipi di sofferenze che l’uomo prova sia a livello fisico, psichico e spirituale sia perché essi sono il risultato dell’azione di un unico nemico che agisce su vari piani.
Una delle armi usate dal Maligno per disorientare l’uomo è proprio la separazione derivata dall’illusione di avere nemici diversi: noi combattiamo lo stesso avversario su più livelli di rappresentazione. Ti chiama fratello ma fratello non sei per lui e neanche amico. Ma crediamo all’esistenza di più nemici in ragione della diversità degli ambiti in cui il nemico si manifesta e agisce.
Sul piano spirituale, in quello della psiche e nella malattia fisica.
La distinzione tra mali diversi è importante per identificare lo specifico ambito di intervento a scopi terapeutici ma è ingannevole se riferita alla causa. La distinzione, come quella tra spirito, mente e corpo, serve esclusivamente a cercare lo specialista più adatto a curare il proprio male. Perché è vero che nella società attuale, a livello terapeutico, i mali vanno presi in carico da figure diverse. Tuttavia tale distinzione non è corretta dal punto di vista della definizione e comprensione del fenomeno. Noi infatti curiamo il male soprannaturale con l’aiuto di una guida spirituale, quello psichico con uno psicoterapeuta, quello fisico con l’aiuto di un medico. Ma ai tre specialisti manca l’anello di congiunzione che permette di riconoscere l’origine comune del problema e non si può dargli torto, dal momento che la malattia dipende, su ogni piano, da cause scatenanti diverse, per cui è difficile scorgervi un’unica regia.

Cimitero di Pisa – affresco del Buffalmacco
Nell’eterna lotta tra male e bene ecco allora emergere verità nascoste attorno alle teorie dei fondatori della psicoanalisi sulle origini della malattia psichica e relativi casi Masson negli Stati Uniti sulla manipolazione delle informazioni e Alice Miller in Europa sulla repressione dei sentimenti infantili. Emergono anche tante informazioni su rispettabilissimi ambiti della nostra società, ma a guardare meglio non è proprio così emerita la realtà che salta agli occhi.
Nell’analizzare questi temi, si rileva una certa tendenza a minimizzare la possibilità che esista una realtà oggettiva. Tutto viene ridotto ad astrazione, a punto di vista, a critica distruttiva.
Sul piano spirituale, il Male non è più una presenza ma un concetto.
In ambito psicologico, la realtà infantile è diventata una fantasia, senza badare all’importanza di socializzazione degli adolescenti.
Vengono a galla domande basilari sulla natura dell’essere umano e della società, riflessioni sul Male che ci invitano a individuare come si insinua nella vita quotidiana: tipico di chi dà un senso diverso alle cose portando gli uomini a modificare pensieri e teorie per non vedere la verità, per non prendere coscienza di quello che in realtà si è. Ed è in questa strategia malefica che impera la calunnia e la maldicenza.
La realtà oggettiva è attribuita a una nostra percezione errata, oppure ai nostri pensieri sbagliati che attirano energie negative e ci rendono falliti in una società di lavoratori seri. Ciò da un lato colpevolizza l’individuo e mantiene intatto e inerme lo stato delle cose, in una Società sempre più compromessa e volta al raggiungimento del successo e del Potere ad ogni costo anche a discapito degli affetti, dall’altro impedisce sia l’elaborazione psicologica delle proprie ferite sia un’autentica crescita spirituale.
E rende un favore a quelle forze malefiche che si oppongono alla consapevolezza.
Ognuno di noi, prima o poi, incontra il suo Demone. La battaglia avviene sui piani sottili e ha un riflesso negativo su quelli materiali. Non sempre, tuttavia, comprendiamo che la storia negativa che viviamo sul piano materiale è la ripercussione di uno scontro che si verifica al livello subliminale. E se non lo capiamo, rischiamo di non analizzare questa storia o di farlo in modo inadeguato, attribuendole una minore importanza.

Il male, percepito anche come diavolo interiore, è un concetto che si riferisce alla presenza di tendenze negative, impulsi distruttivi equiparati a conflitti interiori che possono portare a comportamenti dannosi o peccaminosi per la morale sociale di appartenenza.
È spesso associato alla figura del diavolo nella tradizione religiosa, spirituale e filosofica ma può anche essere interpretato in chiave psicologica come l’ombra dell’individuo carico di questa negatività che cerca di proiettare verso persone familiari, fraterne e amiche.
Come al solito, il Diavolo divide e separa. E a ciascuno manca un pezzo. Ma la verità non sta da una parte sola perché, per definizione, essa è globale, o non sarebbe la verità!
Capire i processi mentali che descrivono la nostra incapacità di raggiungere stati di quiete e il percorso verso la liberazione dalle forze del Male in India avviene tramite lo Yoga Sūtra che è uno degli antichi trattati di filosofia orientale, considerato la base fondamentale della scuola classica della filosofia indiana dove il corpo e l’anima agiscono in sinergia.
Giuseppe Lorin



















