Dal Barocco leccese alla pietra viva, viaggiare nel Salento è come viaggiare nella storia, legata a tradizioni locali, a feste popolari come quella della Madonna dei Cavamonti, e ad antiche professioni. Quello dei cavamonti o zoccatori ad esempio, concentrati prevalentemente a Cursi è un mestiere antico e faticoso, diffuso nel Salento sino agli anni ’50, praticato dai lavoratori delle cave di “carparo” (pietra locale) specializzati nell’estrarre – spesso con strumenti rudimentali, il materiale lapideo del monte ( da qui anche cava-monti). Oggi la tecnica è cambiata e aziende leader nel territorio proseguono questa attività così importante per l’economia del luogo. Tra queste per menzionarne alcune: Bianco Cave che è l’unica del territorio a possedere una cava a Ostuni da cui estrae la tipica pietra bianca, molto richiesta soprattutto negli Emirati Arabi, dove è molto apprezzato il contrasto tra il candore della pietra di Ostuni e il color sabbia tipico della pietra leccese. L’azienda opera su sette bacini di estrazione e dispone di due impianti altamente tecnologici per la lavorazione e trasformazione di vari tipi di pietra, tra queste: la pietra leccese, la pietra leccese grigia, la pietra bianca di Ostuni, Carparo, pietra di Poggiardo. Bianco Cave (Melpignano in provincia di lecce) con un fatturato di quasi 600.000 euro circa nel 2022 ( fonte www.fatturatoitalia.it) opera nel settore dell’estrazione di pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra di gesso, creta e ardesia. Da oltre 80 anni Bianco Cave (www.biancocave.com) rappresenta un punto di riferimento nella filiera dell’estrazione e lavorazione della pietra leccese. Una storia che ebbe inizio negli anni ’30, quando Adele Santoro, rimasta vedova giovanissima e con cinque figli, invece di vendere le cave avute in eredità, si rimboccò le maniche e fece del lavoro di cavamonti il suo mestiere con cui crebbe i suoi cinque figli. Tra questi Antonio Bianco, padre di Alba, Valerio e Gianni che, insieme, hanno fondato l’attuale Bianco Cave.
Una storia che attraversa 4 generazioni. Oggi l’azienda opera in tutto il mondo, ed è richiesta dai più grandi architetti che amano la pietra leccese per la sua grande duttilità , ma anche resistenza. Come spiegato dall’Ing. Luigi Marrocco, già sindaco di Cursi: «Nel Salento c’è una grande escursione termica. Passiamo dai 40 gradi di giorno ai 20 gradi di notte. Quindi la pietra leccese è adatta sia alle temperature del deserto come negli Emirati Arabi che al freddo tagliente della Russia». Bianco Cave realizza opere firmate da noti architetti come: Mario Cucinella, Tobia Scarpa, presente con le sue opere al Louvre e a Moma e designer come Raffaello Galiotto, Duccio Maria Gambi, John Pawson, architetto e designer britannico noto per il suo stile minimalista». Espressione dei molteplici usi della pietra leccese è l’hotel Corte dei Granai a Maglie in provincia di Lecce (www.cortedeigranai.com), che Bianco Cave ha realizzato ristrutturando diverse casette del centro storico a due passi dalla piazza principale. Si tratta di un vero e proprio progetto di rigenerazione urbana che ha dato nuova vita a un pezzo di centro storico finito nel degrado, trasformandolo in un hotel di charme con camere dotate di tutti i confort e realizzate utilizzando la pietra leccese per decorare le pareti, i rosoni, lavandini, vasche da bagno, scale. Simbolo per eccellenza dell’hotel è la spiga di grano perché nella zona sono stati trovati molti granai. Dalle prime sei case si è passati alle attuali 16 affacciate sulla piscina e le antiche corti. Ambienti intimi ma al contempo confortevoli arricchiti da vere e proprie opere d’arte in pietra leccese.
di Daniela Paties Montagner
immagine in evidenza: Interno azienda Bianco Cave a Melpignano ( Lecce) , foto di Daniela Paties Montagner















