Da circa 15 anni il touchscreen è la tecnologia con cui vengono controllati tutti gli smartphone. I suoi vantaggi sono relativi alla semplicità d’uso, alla buona risposta al tocco e alla versatilità: con lo strumento in questione, infatti, è possibile svolgere funzioni di ogni tipo, dalla navigazione su internet al gaming con i casinò live. Vista la continua evoluzione digitale, il touchscreen inizia ad essere affiancato da altri tipi di interazione, che ne minacciano la permanenza sui telefoni
Interfaccia Zero UI
Si tratta di un modello in cui l’interazione non avviene più tramite lo sfioramento di uno schermo, ma ricorrendo ai gesti e alla voce. L’obiettivo dei prossimi anni non è quello di costringere l’utente a imparare il linguaggio della macchina, bensì è l’opposto: saranno le interfacce a dover comprendere il contesto umano e a svolgere le funzioni richieste. Le interfacce in via di sviluppo, di conseguenza, diventeranno sempre più adattive e predittive: invece di sprecare tempo a navigare tra app e pagine web, l’intelligenza artificiale generativa, che presto sbarcherà sugli smartphone, sarà in grado di gestire le funzioni in base alle necessità dell’utente. L’interfaccia, quindi, apparirà solo quando serve, scomparendo una volta portato a termine il compito.
Gesti e voce sempre più protagonisti
Le Interfacce Vocali Avanzate stanno sostituendo i vecchi e poco interattivi sistemi, che impedivano di imbastire una vera e propria comunicazione tra utente e interfaccia. Grazie ai processi effettuati di recente dal Natural Language Processing (NLP), l’interazione sta raggiungendo nuovi livelli, rendendo la richiesta dei comandi più immediata, intuitiva e funzionale. Un altro settore che sta compiendo passi da gigante è quello della realtà aumentata: i visori e gli occhiali sempre più tecnologici possono dare vita ad azioni impensabili fino a qualche tempo fa, come lo scorrimento tra pagine di documenti con una semplice mossa delle mani, così da rendere l’interazione fisica con il display meno necessaria. Se il touchscreen riuscirà a resistere ancora qualche anno, si evolverà secondo i canoni del massimalismo tattile: lo schermo simulerà la sensazione di avere dei materiali reali sotto le dita, migliorando le esperienze dell’utente in diverse situazioni, come per esempio nell’acquisto di un capo di abbigliamento e nel gaming con giochi in cui è possibile provare delle sensazioni fisiche, come passare le mani sul tavolo di un casinò.
Le interfacce del domani
Il futuro è orientato sull’adozione di interfacce che mettono direttamente in comunicazione il cervello con il computer, rappresentando la soluzione più estrema per sostituire il touchscreen, la voce e i gesti. Tramite questo sistema di comunicazione, ancora agli albori e limitato al campo medico e dell’accessibilità, sarà il pensiero ad abbattere le barriere fisiche tra interazione e azione digitale, per una velocità di esecuzione e una precisione attualmente impensabili. In conclusione, il tramonto del touchscreen è scontato ma potrebbe non segnare una vera e propria estinzione, mettendo un punto al suo dominio assoluto: il prossimo decennio sarà caratterizzato da un ecosistema in cui si fondono voci, gesti e feedback tattile.




















