Il Paradiso sul Mare di Anzio appartiene a una stagione precisa della storia del litorale laziale. Progettato da Cesare Bazzani e costruito tra il 1919 e il 1924, nacque quando la città cercava di rafforzare il proprio ruolo di località di villeggiatura. Il progetto comprendeva anche una casa da gioco, in linea con un modello di intrattenimento diffuso in alcune località turistiche dell’epoca.
La vicenda dell’edificio prese però una direzione diversa da quella delle case da gioco di Venezia, Sanremo, Saint-Vincent e Campione d’Italia. Il rapporto con il gioco rimase legato soprattutto alla destinazione prevista in origine, mentre gli usi successivi raccontano una storia fatta di guerra, scuola, cinema, chiusure e oggi di un nuovo tentativo di recupero.
Un edificio nato nella Anzio della villeggiatura
Il Comune di Anzio descrive il Paradiso sul Mare come uno dei simboli della fase in cui la città era una località balneare alla moda. L’edificio liberty sulla Riviera Zanardelli rifletteva le ambizioni urbanistiche e turistiche dei primi decenni del Novecento.
Nei decenni successivi il palazzo non seguì una storia paragonabile a quella dei casinò italiani rimasti operativi. Durante la Seconda guerra mondiale ebbe già un uso completamente diverso: dopo lo sbarco di Anzio del gennaio 1944 fu occupato dalle forze alleate e utilizzato come sede di comando.
Una storia diversa dalle case da gioco rimaste attive
Il confronto con gli altri casinò italiani mette in evidenza la particolarità del caso laziale. Nelle strutture che continuarono effettivamente a funzionare come case da gioco, l’offerta delle sale cambiò nel corso del tempo: ai tradizionali giochi da tavolo si affiancarono anche le slot machine.
Venezia, Sanremo, Saint-Vincent e Campione d’Italia seguirono percorsi differenti. A Venezia una delle sedi si trova a Ca’ Vendramin Calergi, palazzo sul Canal Grande con una storia molto precedente alla funzione di casa da gioco. Sanremo dispone di un edificio dei primi del Novecento; Saint-Vincent aprì nel secondo dopoguerra; Campione d’Italia utilizza invece una struttura contemporanea realizzata per questa attività.
Ad Anzio, il Paradiso sul Mare rimase legato alla storia del gioco principalmente attraverso il progetto originario, mentre il suo utilizzo concreto cambiò più volte nel corso del secolo. Il gioco con vincite in denaro in Italia è oggi regolamentato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) e l’accesso è riservato ai maggiorenni.
Dal cinema alla scuola alberghiera
Alcuni ambienti del Paradiso sul Mare furono utilizzati come set per produzioni legate a Federico Fellini e Alberto Sordi, tra cui Amarcord e Polvere di stelle.
Nel 1968 la Provincia di Roma prese in gestione l’edificio e ne destinò una parte a scuola e convitto dell’Istituto professionale per i servizi alberghieri e della ristorazione. Il convitto chiuse nel 1978, quando erano rimasti circa trenta convittori, mentre l’attività scolastica proseguì per diversi decenni.
Una parte dell’edificio è stata utilizzata anche come deposito per reperti del Museo Civico Archeologico di Anzio. Questi usi documentano quanto il palazzo si fosse ormai allontanato dalla funzione immaginata al momento della costruzione.
Il degrado e il ritorno al Comune
Nel tempo le condizioni dell’immobile sono diventate un problema concreto. Nel gennaio 2015 il distacco di parte degli stucchi nella Sala degli Specchi portò alla chiusura di alcuni ambienti. Nello stesso anno le criticità strutturali portarono all’interdizione dell’uso scolastico e al trasferimento definitivo degli studenti.
Dal febbraio 2016 la gestione del Paradiso sul Mare è tornata al Comune di Anzio. L’edificio, chiuso al pubblico e bisognoso di interventi consistenti, è entrato in una fase concentrata sulla conservazione della struttura.
Dal finanziamento ai lavori del 2026
Nel novembre 2025 il Comune ha confermato un finanziamento di 2,4 milioni di euro del Ministero delle Infrastrutture per il Paradiso sul Mare. Il primo stralcio dei lavori riguarda interventi di recupero e valorizzazione per oltre 2,3 milioni di euro.
Il finanziamento è stato confermato dopo un sopralluogo del 20 novembre 2025 con Provveditorato alle opere pubbliche del Lazio, Soprintendenza, Città Metropolitana e uffici comunali. In quella sede era stato segnalato anche un cedimento sulla scala sinistra dell’edificio, entrando dal lato mare.
Nel 2026 il Comune ha affiancato al percorso di recupero una mostra dedicata a Cesare Bazzani e al Paradiso sul Mare, aperta fino al 4 ottobre. L’iniziativa documenta l’opera dell’architetto e la storia dell’edificio nel contesto urbano di Anzio.
Il 24 agosto è iniziato anche lo spostamento dei reperti archeologici custoditi nel Salone Pompeiano, necessario per liberare gli ambienti da cui deve partire il consolidamento. L’operazione, coordinata con la Soprintendenza, ha segnato l’avvio materiale di una fase attesa da anni.
A oltre un secolo dalla costruzione, il Paradiso sul Mare è tornato al centro dell’attualità locale non per la casa da gioco immaginata negli anni Venti, ma per un intervento che riguarda stabilità, conservazione e futuro dell’edificio.

















