Gorizia, città di confine con una forte identità mitteleuropea e Capitale della Cultura 2025 in tandem con Nova Gorica, ospiterà dal 21 febbraio la mostra-installazione “ STATO DI CONFINE” presso The Circle, uno spazio espositivo di progettazione culturale nel cuore di Borgo Castello in via Rastello,91, gestito dall’Associazione Culturale QuiAltrove, un’area storica riqualificata grazie ai fondi del PNRR. Inaugurato nel 2024 “The Circle” si concentra sulla sperimentazione artistica e la produzione contemporanea, recuperando un locale storico e funge da hub multidisciplinare e punto d’incontro e di sperimentazione. “Stato di confine” rappresenta il momento di restituzione pubblica del progetto, inserendosi nel contesto transfrontaliero di Gorizia e Nova Gorica, città segnate dalla storia della divisione e oggi protagoniste di una rilettura del limite come spazio di relazione, dialogo e trasformazione nel quadro di GO!2025. In una terra in cui il confine è esperienza storica nasce – IN ASCOLTO. TRACCE LUNGO IL MARGINE, un progetto artistico partecipativo ideato da QuiAltrove Associazione ETS e sviluppato con l’artista Matteo Attruia. Un percorso che esplora il confine non come semplice linea di separazione, ma come stato di confine: una condizione emotiva, politica, linguistica e umana che attraversa individui, comunità e territori. Come sottolineato nel suo testo critico da Daniele Capra: «l’uso della parola è centrale nella ricerca di Matteo Attruia». Per l’artista, il linguaggio non è uno strumento descrittivo o poetico, ma un dispositivo critico capace di mettere in crisi le convenzioni: «Attruia tende a usare la parola per capovolgerla, per mostrare le possibilità di grammatiche alternative e di sintassi manifestamente contromano».
Nel lavoro di Capra, la parola diventa un mezzo per far emergere ciò che resta invisibile o implicito, rivelando l’ambiguità e le contraddizioni della realtà. «Lo sforzo dell’artista serve a evidenziare come la realtà sia intimamente contraddittoria e carica di insidie», scrive Capra, richiamando l’idea di Paul Klee secondo cui «l’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile». Il tema del confine attraversa l’intero progetto come questione politica, psicologica ed esistenziale. «Ogni confine rafforza il senso della propria identità e di quella dell’altro», osserva Capra, «ma allo stesso modo rafforza lo stereotipo della propria identità e di quella dell’altro». Nelle opere sviluppate a Gorizia, il confine emerge come una condizione instabile e sospesa, una predisposizione alla marginalità che rende fragile la possibilità di un “noi”.
Nelle opere sviluppate a Gorizia, il confine emerge come una condizione instabile e sospesa, una predisposizione alla marginalità che rende fragile la possibilità di un “noi”. Il progetto si articola in tre fasi: “Ascolto e coinvolgimento” (ottobre–dicembre 2025), con incontri nei Comuni di Gorizia, Monfalcone, Palmanova, San Vito al Tagliamento e Trieste; “Analisi e rielaborazione” (dicembre 2025–gennaio 2026), durante la quale i materiali raccolti vengono trasformati in opere e installazioni site-specific; e per concludere : “Restituzione” (febbraio 2026), con l’apertura della mostra-installazione STATO DI CONFINE. L’esposizione presenta un’installazione collettiva nello spazio espositivo. Al centro, un gioco linguistico e concettuale che trasforma l’espressione “confine di Stato” in “stato di confine”, ribaltando il limite da barriera a condizione esistenziale e terreno di possibilità. In linea con il pensiero di Wittgenstein : «i limiti del mio linguaggio significano i limiti del mio mondo» , l’opera di Attruia interroga il potere delle parole nel costruire realtà, identità e separazioni.
Il Progetto di QuiAltrove Associazione ETS, fruibile al pubblico sino al 22 marzo 2026 , è stato realizzato col contributo della Regione Friuli Venezia in collaborazione con I Comuni di : Gorizia, Palmanova, San Vito al Tagliamento,e l’Associazione BlueBird, Comunità di San Martino al Campo Onlus.
di Daniela Paties Montagner, Socia Effettiva del Club dell’UNESCO di Udine
per ulteriori informazioni: www.in-ascolto.com; QuiAltrove | +39 328 663 0311 | info@quialtrove.it;
www.quialtrove.it















