“Riflessa in uno specchio rotto” è un’opera letteraria di Erida Petriti, originale già nella sua forma. È, indubbiamente, narrativa, ma di una struttura che si distingue per il puzzle che spetta al lettore comporre. È un romanzo a episodi Oppure una collana, come nel caso della scrittura poetica. Ma, anziché una collana di liriche, l’autrice ci propone una raccolta di racconti. Brevi e concisi, essi narano le peripezie di anni, decenni o anche di intere vite dei rispettivi protagonisti.
L’autrice si mostra estremamente aperta e sincera nei confronti di sé stessa e del proprio lettore – ciò che può essere intuito già dal titolo. “Riflessa in uno specchio rotto” suggerisce l’idea di vivere le storie dei personaggi raccontati in prima persona, vederne vari risvolti della propria storia personale. Ed è un grado di interpretazione e personalizzazione che porta Erida a raccontare in prima persona perfino i ricordi della testa tagliata a un uomo in corso della guerra che sconvolge i Balcani negli anni novanta.
Erida Petriti viene dall’Albania, è figlia e nipote di persone che avevano osato opporsi al regime dittatoriale prima del suo crollo, e ne avevano pagato le conseguenze con carcerazioni e con le loro stesse vite. La liberazione non porta un cambiamento tanto sperato, e l’emigrazione diventa una nuova strada da percorrere.
Non è solo il destino dell’autrice del libro. È un po’ il destino della nazione albanese. È lei che resta riflessa in uno specchio rotto della realtà di cui tenta di capire i principi di funzionamento.
L’influenza della dittatura sulle percezioni e sull’autodeterminazione di una persona, la ricerca della libertà dentro e fuori di sé, l’immigrazione e il rientro in patria per ritrovare una parte di sé rimasta a lungo scollegata da un nuovo “Io” creato in un altrove – sono questi gli argomenti della narrazione frastagliata e ricca di particolari, ma, al contempo, precisa e priva di elementi superflui.
Amicizia e amore chiudono il cerchio perché si spingono oltre il confine fra la vita e la morte, valicano una frontiera che la realtà dello specchio rotto non è capace di riflettere, esplorano un campo che solo l’intuito – o l’anima – è oggi in grado di percepire.
Olga Matsyna




















