“Vite ribelli. Madame Claude e il business del piacere“, in uscita il 28 novembre 2025, non è solo un romanzo, ma un affascinante ritratto del Novecento attraverso gli occhi di due donne anticonformiste. Al centro della narrazione c’è Fernande Grudet, universalmente nota come Madame Claude (nata nel 1923), la donna che trasformò la prostituzione d’élite in un’attività di lusso raffinato.
L’autrice, Gwendolyn Simpson Chabrier, ha utilizzato testimonianze dirette per descrivere l’ascesa e la caduta di Claude. La sua intelligenza imprenditoriale le permise di creare un impero, fornendo “claudettes” selezionate e meticolosamente formate a politici, reali e jet-set internazionale. Il romanzo esplora la complessità di questa figura: astuta e ambiziosa, ma profondamente sola, e mette in luce l’ipocrisia di una società che condannava in pubblico ciò che desiderava in privato.
Il testo di Chabrier non si ferma alla sola figura di Claude. Attraverso il destino della cugina, Alexandra, erede americana di origini aristocratiche, il romanzo espande il concetto di “ribellione”. Alexandra, con la sua vita di eccessi tra America, India ed Europa, usa la sua bellezza e il suo fascino per sovvertire le rigide convenzioni borghesi.
Le due cugine, benché divise dall’Atlantico, sono unite nella loro lotta contro i ruoli femminili imposti. Il loro anticonformismo le porta a pagare un prezzo elevato, fatto di isolamento e solitudine. Questa narrazione bifocale offre una riflessione profonda sul prezzo della libertà femminile.
Ciò che rende “Vite ribelli” un’uscita letteraria intrigante è la sua profondità analitica. Il libro va oltre il mero sensazionalismo e approfondisce l’evoluzione storica della prostituzione, distinguendo tra la figura comune e la cortigiana influente. L’autrice traccia un filo rosso che collega le figure delle “claudettes” a icone storiche come Veronica Franco e Madame de Pompadour.
Chabrier analizza l’uso del corpo come arma di potere in contesti sociali patriarcali, interrogandosi se l’ascesa di queste donne sia una vera emancipazione o una sconfitta. L’autrice stessa definisce il libro “divertente e culturalmente serio”, un’analisi dei meccanismi psicologici dietro il successo del “business del piacere”.
“Vite ribelli” si impone così come uno dei libri più potenti e controversi del 2025, destinato a far parlare lettori, studiosi e appassionati di storia sociale.
Eleonora Francescucci

















