La Libreria dell’Auditorium Parco della Musica si è riempita il 24 settembre 2026 per ascoltare due voci che da prospettive diverse hanno scelto di interrogarsi sullo stesso problema.
Emanuela Fancelli, avvocato e conduttrice radiofonica tra le più riconoscibili della scena culturale romana, e Llorenç Lluell, imprenditore e saggista nato a Barcellona nel 1953, hanno presentato al pubblico romano il loro libro La verità non si vota. Dialoghi sul bene comune e sull’opinione pubblica, edito da Armando Editore con la prefazione di Vincenza Palmieri, direttore della collana “Politiche sociali e dintorni”. A condurre l’incontro è stato Frediano Finucci, capo redattore economia ed esteri del Tg La7.
Il titolo è già una tesi, e Fancelli lo ha spiegato con la chiarezza di chi conosce la materia.
La tradizione filosofica ha sempre distinto la verità epistemica dal consenso deliberativo, e il problema contemporaneo risiede nel collasso di questa distinzione.
I fatti sono diventati opinionabili, e le opinioni hanno assunto lo statuto di fatti.
Da questa premessa discendono conseguenze giuridiche precise: una norma approvata su presupposti falsi non è legittima nel senso sostanziale del termine.
È la questione che il libro intende porre, e che Fancelli ha riassunto in una formula che merita di essere meditata: il voto può legittimare il potere, eppure non può fondare la verità.
Lluell, dal canto suo, ha portato nell’incontro la sua esperienza di uomo che ha attraversato l’amministrazione spagnola e il mondo dell’impresa, e che ha scelto di raccontare la realtà senza abbellirla.
La sua frase, «La memoria ci tradisce perché tendiamo, inevitabilmente, ad abbellire la realtà, e io non voglio farlo», è stata il filo conduttore del suo intervento.
Un atteggiamento che si ritrova in ogni pagina del libro, dove il dialogo tra i due autori non cerca mai la sintesi facile ma procede per scarti e per approfondimenti.
Il cuore della riflessione riguarda i presupposti normativi della convivenza democratica.
Populismi, intelligenza artificiale e crisi ecologica convergono nel porre la stessa domanda: su quale fondamento si reggono le decisioni collettive quando la verità è contendibile? Il diritto ha risposto costruendo istituti come il contraddittorio, l’onere della prova e il ragionevole dubbio. La sfera pubblica non ha ancora trovato i suoi equivalenti, e questa assenza è il vuoto che il libro cerca di illuminare.
Fancelli ha sottolineato un passaggio che riguarda direttamente il mestiere di chi scrive e di chi legge. Nel libro si legge che il grande problema è il lettore, e che occorre educarlo a distinguere ciò che è notizia da ciò che non lo è.
L’educazione all’informazione non è un tema culturale secondario: è una questione di partecipazione democratica sostanziale.
Un consenso formato su presupposti falsi non è consenso libero, e un ordinamento che non garantisce le condizioni per un’informazione verificabile tradisce le proprie stesse premesse costitutive.
Nel corso dell’incontro è emersa anche una considerazione sull’opinione pubblica che merita di essere riportata senza attenuazioni. La sua inaffidabilità non è una proprietà intrinseca dei cittadini: è un effetto strutturale delle condizioni in cui si forma il giudizio collettivo.
Elitismo sarebbe affermare che il popolo non è capace di giudizio critico. La posizione degli autori è che di fatto non gli sono garantite le condizioni per esercitarlo, e che la distinzione tra libertà formale e libertà sostanziale è giuridicamente rilevante.
Il libro, non offre soluzioni, e forse proprio per questo convince.
Il lettore che lo chiude si trova con più domande di quante ne avesse all’inizio, e con la sensazione che alcune di quelle domande riguardino la sua stessa vita quotidiana, il suo modo di informarsi, la sua capacità di distinguere. La presentazione all’Auditorium è stata un momento di arricchimento culturale, ma anche un promemoria: la verità rimane l’unica certezza possibile da difendere per la libertà e per l’umanità, e difenderla richiede un lavoro che nessuna votazione può sostituire.
RVSCB
Bibliografia
Fancelli, Emanuela, Lluell, Llorenç, La verità non si vota. Dialoghi sul bene comune e sull’opinione pubblica, Armando Editore, Roma 2026.
Palmieri, Vincenza, Prefazione a La verità non si vota, Armando Editore, Roma 2026.
Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone, Presentazione de La verità non si vota, Roma, 24 settembre 2026.
PaeseRoma, La verità non si vota: presentazione all’Auditorium con Fancelli e Lluell, 24 settembre 2026.
Radio Centro Musica, L’Opinione, puntata dedicata alla presentazione del libro, 24 settembre 2026.

















