Sabato 21 Febbraio presso l’ M9 – Museo del ‘900 a Venezia-Mestre, si è tenuta la conferenza stampa di “Ca’ Bimbo”, progetto che l’azienda sanitaria veneziana ULSS3 Serenissima, in collaborazione con Fondazione di Venezia e Clementoni, dedicato alla prevenzione degli incidenti domestici pediatrici. Come dichiarato da Alberto Stefani, Presidente della Regione Veneto: «Ca’ Bimbo rappresenta uno dei tanti strumenti con cui il Servizio sanitario regionale fa prevenzione. Questo gioco è un vero e proprio atto d’amore nei confronti dei nostri cittadini, in linea con la politica di valorizzazione delle famiglie e dei giovani. La prevenzione, ancora di più quando riguarda i più piccoli, deve essere un obiettivo comune. Sono grato all’Ulss 3 Serenissima per questo tentativo di rispondere, con grande concretezza, a un’esigenza presente nella nostra comunità. Questo è un modello che vogliamo esportare in tutto il Veneto, un dialogo genitori figli che vogliamo estendere a tutti i cittadini della nostra Regione». Ca’ Bimbo è prodotto educativo validato da un comitato scientifico di pediatri, rianimatori, medici dell’emergenza urgenza, ostetriche, neuropsichiatri infantili, igienisti, formatori ed esperti di comunicazione in sanità. Una scatola, un tabellone, 112 carte e un Vademecum con l’abc della prevenzione domestica come: bruciature in cucina, ruzzoloni per le scale, scivoloni in bagno, bernoccoli da spigoli, teste incastrate tra le inferriate del lettino, avvelenamenti da medicinali incustoditi, ingestioni accidentali di piccoli oggetti, schiacciamenti dovuti ai mobili ballerini, scosse elettriche per dita infilate nelle prese a muro, voli dalle finestre, colpi di calore e incidenti in auto, avvelenamenti da detersivi, annegamenti in vasca e fughe dai giardini, ustioni solari, cadute dal passeggino, dal triciclo, dalla bici, ma anche alcol e fumo passivo, sindrome da bambino scosso e dipendenza da smartphone. Come evidenziato da Edgardo Contato, direttore generale Ulss 3 Serenissima: «Un fatto grave, una tragedia, diventano ancora più gravi e tragici se non ci portano a una reazione, e alla costruzione di condizioni migliori in cui i drammi non si possano ripetere.Con questo spirito, a fronte di tanti casi di incidenti pediatrici domestici, alcuni anche con esiti fatali, l’azienda sanitaria veneziana con il progetto Ca’ Bimbo ha messo in campo tutto: la competenza scientifica, lo sforzo comunicativo e la formazione, la sinergia con la più importante istituzione culturale privata del territorio e il principale player nel campo dei giochi per famiglie. Al centro, sempre, la nostra amata Venezia». I numeri sono allarmanti, nel 2025 infatti, sono stati registrati 1.275 accessi ai Pronto soccorso pediatrici presso l’ azienda sanitaria veneziana per traumi casalinghi, in gran parte evitabili con la messa a norma degli spazi domestici. Altri 25 bimbi sono stati elitrasportati in codice rosso dal Suem 118 alle Rianimazioni pediatriche regionali competenti, mentre nel 2024 vi sono stati anche due decessi.
Ca’ Bimbo e’ un gioco educativo volto alla prevenzione, che verrà distribuito gratuitamente in 5 mila copie a tutte le mamme in attesa e alle famiglie che accedono ai servizi sociosanitari: si giocherà anche in consultori, reparti materno infantili, distretti, case della comunità, corsi di formazione e musei. Durante il suo intervento, Vincenzo Marinese, presidente Fondazione di Venezia ha ridadito : «La casa è il primo mondo che i nostri figli imparano ad abitare e a vivere. È un luogo di affetto, di calore domestico, di scoperte. Ma perché i nostri figli possano crescere sereni e protetti, è necessario che le case in cui abitiamo siano anche uno spazio sicuro. Con questa iniziativa abbiamo voluto essere al fianco dell’Ulss 3 proprio per trasformare la prevenzione dei rischi in un gesto condiviso, in un gioco che unisce genitori e figli e che nello stesso tempo educa, diverte e responsabilizza. Educare alla sicurezza significa infatti costruire consapevolezza. Ma significa anche rafforzare il senso di responsabilità che ci lega come comunità. Perché proteggere i più piccoli non è solo un atto d’amore privato: è una scelta collettiva che racconta chi siamo e che società vogliamo diventare». Per concludere Stefano Clementoni che ha concluso dicendo: «Siamo orgogliosi e profondamente onorati di aver affiancato l’Azienda sanitaria Ulss 3 Serenissima nella realizzazione di un progetto di così alta valenza sociale, un’iniziativa che mette al centro la tutela e la sicurezza dei bambini, valore imprescindibile per la nostra azienda. Per Clementoni, il gioco non è soltanto divertimento: è uno strumento educativo potente, capace di trasmettere contenuti significativi attraverso il linguaggio più naturale e immediato per il bambino. Da sempre crediamo che imparare giocando significhi crescere in modo consapevole e sereno…[..].. Come amava ricordare mio padre, Mario Clementoni, ‘Il gioco è una cosa seria’: un principio che continua a guidare la visione dell’azienda, portandoci a interpretare il gioco come un’attività dal forte impatto sociale e dalla concreta rilevanza positiva per la crescita delle nuove generazioni»”.
di Daniela Paties Montagner
immagine in evidenza: un momento della conferenza stampa all’ M9 – foto credit : Fondazione di Venezia















