Il 12 aprile 2026, al trentanovesimo piano dell’edificio Downtown One di Tirana, si è tenuto il Fashion Future Forum organizzato da AIFF di Gentiana Dervishi. È stato un evento mirato a far incontrare e dialogare i professionisti che operano nel settore moda in Albania, in Europa e nel mondo.
A presentare il Forum e moderarlo è stato Alessio Marrari, co-fondatore dell’Albanian International Fashion Federation.
La piattaforma creata da Gentiana Dervishi ed Alessio Marrari mette insieme il talento locale e la scena globale, proponendo l’originalità delle creazioni artigianali ai conoscitori della moda internazionale. Il Forum nasce come un confronto strategico dei vari punti di vista sullo sviluppo della moda, sulle innovazioni e collaborazioni da avviare in questo settore.
Il primo relatore è stato il dottor Massimiliano Giornetti, direttore creativo di Polimoda, persona di riferimento nella moda mondiale. La presenza della direzione di Polimoda al Forum si spiega con il prestigio della moda italiana nel mondo e con l’assenza, fin qui, di un’istituzione albanese che operi nella moda e sia internazionalmente riconosciuta. Si tratta di creare una formazione solida che si possa concludere con il rilascio di un diploma di laurea. Università e Accademie di moda in Albania sono ancora da creare, ma un fashion hub esiste già: la Fashion Week e la Federazione della moda sono pensate proprio per poter connettere gli artigiani e i fashion designer locali al mercato globale e per formare nuovi stilisti non solo all’estero, ma anche in Albania.
Il dottor Giornetti ha sottolineato l’importanza del patrimonio culturale albanese per la creatività degli stilisti del paese. È proprio in un mondo globalizzato che l’originalità delle tradizioni locali può, una volta scoperta, diventare un trend mondiale. La moda è un’industria miliardaria, ed è, sicuramente un vantaggio, per le aziende locali, di beneficiarne.
Massimiliano Giornetti è un esperto nel settore che dirige Polimoda dopo lunghi anni di esperienza maturata ai vertici di “Ferragamo”. A suo parere, la moda oggi, a dir poco, non prospera, ma in ogni difficoltà si nasconde una grande opportunità. Fare moda oggi è sfidante, ma chi questa sfida la affronta, si impegna al massimo e lo fa con tanta passione capace di ispirare gli altri. In un contesto socioculturale e in quello economico, è stato riscontrato che il consumatore non reagisce più all’omologazione. L’antidoto sarebbe proprio un prodotto originale, artigianale, legato alla cultura tradizionale, ma sviluppato per l’epoca moderna. In quest’ottica, sostiene il dottor Giornetti, un vestito non è solo un capo di abbigliamento, ma anche un elemento per unire umani che possono avere anche background culturali diversi.
In un prodotto della fashion industry si cela il DNA creativo di una nazione, il suo collegamento con il resto del mondo, l’autenticità e l’interconnessione fra le varie culture nazionali. L”importante, nella moda odierna, non è seguire i trend, ma creare unicità e autenticità.
Il dualismo della moda sta nel fatto che essa nasce nell’atelier di un singolo stilista per diventare parte di una sconfinata industria della moda radicata nella cultura e tradizione locali. E, per diffonderla, non basta avere un canale digitale, bisogna attuare una rivoluzione culturale. Perché un abito non è solo una stoffa avvolta attorno a un corpo, ma anche un’espressione culturale di un’epoca, ed è in continuo movimento. Per veicolare il messaggio culturale della moda moderna, occorre sempre perfezionare il proprio linguaggio visivo.
L’Albania Fashion Week è una settimana della moda periferica, afferma il dottor Giornetti. Ma nel senso positivo del termine. Non facendo parte della Big Four delle fashion week mondiali (Milano, Londra, Parigi, New York), l’Albanian Fashion Week può svilupparsi nella direzione della individuazione e promozione degli stilisti locali che offrono unicità, autenticità e originalità al mercato della moda globale . L’Albania Fashion Week può diventare sempre di più una struttura volta a far crescere stilisti ed essere per loro una comunità perché il successo oggi non è l’approdo di un singolo, bensì il risultato degli sforzi di un collettivo.
La moda è la questione di identità rilevata nel passato per essere portata nel futuro. Il dottor Giornetti cita Salvatore Ferragamo: “La creatività non ha limiti”, suggerendo ai giovani stilisti di cercare soluzioni innovative in ogni situazione di sfida.
Nonostante l’infiltrazione (ormai innegabile) nell’industria fashion dell’intelligenza artificiale, il dottor Giornetti ha espresso il parere che la creatività autentica sopravviverà, in quanto la moda è la creazione offerta da umani ad altri umani.
Al Fashion Future Forum è intervenuto anche l’architetto Paolo Giachi (Giachi Design di Milano). Unisce nel suo lavoro l’arte, la moda e il design degli ambienti. L’architetto Giachi ha condiviso con i presenti la sua esperienza ispiratrice: facendo il modello per Jean Paul Gauthier e Gucci all’inizio del suo percorso, conosce Patrizio Bertelli, proprietario di Prada, che gli propone di allestire i suoi punti vendita. Poi sarà la volta di Diego Della Valle (Tod’s di Milano), Louis Vuitton e Jimmy Choo. Paolo Giachi ha confermato l’idea che l’esperienza all’interno di un brand importante può aprire le porte di altre aziende di moda e di altri brand di prestigio. Ed è anche grazie alla conoscenza e allo stretto contatto con clienti così diversi che Paolo Giachi ha costruito l’autenticità e l’originalità del suo inconfondibile stile. Ha suggerito ai designer albanesi di cercare un compromesso fra l’identità locale e quella globale nonché fra l’antico e il moderno. Dal pubblico gli viene rivolta la domanda sui tratti specifici e riconoscibili del suo design degli interni. Paolo Giachi risponde presentando un libro che mostra tutti i suoi lavori (opera che sarà a breve presentata al Salone del mobile di Milano) e sottolinea l’irripetibilità di ogni oggetto che crea su commissione di ogni singolo cliente.
Fra i relatori del Fashion Forum c’è stato anche Ardi Aslani, un artista poliedrico: costumista, stilista e scenografo con esperienze internazionali nel teatro, nell’opera lirica e in televisione. Unisce nelle sue creazioni moda, arte scenica e cultura contemporanea. È anche docente presso l’Albanian Design Academy. Ardi Aslani condivide con i presenti il suo percorso creativo che inizia con la moda e con una borsa di studio per stilisti che vince presentando una collezione radicata nelle tradizioni culturali albanesi. Studia moda in Italia, crea collezioni autentiche ed originali presentate, fra l’altro, a New York Fashion Week, per poi spostarsi su altre forme di espressione creativa: teatro di prosa, teatro lirico, televisione. Ardi Aslani ha ribadito l’importanza di studiare il costume nazionale ricordando che uno di questi – xhubleta – era stato riconosciuto patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO.
Il contributo conclusivo nel Forum è stato apportato dall’avvocato Nancy Seferi, un’importante professionista di Tirana specializzatasi sulla protezione dei marchi e sul sostegno ai brand di moda albanese e mondiale per uno sviluppo sicuro del mercato internazionale.
Conclusi tutti gli interventi, l’organizzatrice dell’evento Gentiana Dervishi ha ringraziato i relatori del loro appoggio e della fiducia che avevano accordato all’evento.
Olga Matsyna
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