In un post apparso sui social, lo storico Ariel Toaff ha lanciato un duro atto d’accusa contro la politica di Benjamin Netanyahu e le conseguenze che, a suo avviso, essa sta generando per Israele e il suo popolo.
Secondo Toaff, il Paese guidato dall’attuale premier starebbe imboccando “come un ciuco ubriaco” una strada senza ritorno: un declino economico di proporzioni inedite, accompagnato da un crescente isolamento internazionale. Anche qualora Israele riuscisse a uscire da questa spirale, sottolinea lo studioso, occorrerebbe molto tempo per ristabilire un equilibrio e rimettersi in sesto.
L’aspetto più drammatico, evidenzia Toaff, riguarda l’immagine morale di Israele, che – a suo giudizio – sarebbe stata persa da tempo. Gaza non rappresenterebbe soltanto la “tomba politica” di Netanyahu e dei suoi seguaci, ma rischierebbe di trascinare con sé l’intera nazione. La responsabilità, ammonisce Toaff, non è solo del governo: “Di fatto siamo suoi complici, ignobilmente complici. La giusta e crudele punizione non tarderà a raggiungerci”.
Parole durissime che ritraggono l’attuale fase come “uno dei capitoli più infami della storia del sionismo moderno”. Il pensiero corre alle vittime civili di Gaza – donne e bambini – che, nel giudizio dello storico, resteranno come una condanna eterna: “Ci inseguiranno con le loro torce fiammeggianti fino al fuoco dell’inferno”.
Concludendo il suo messaggio, Toaff sfida i possibili tentativi di censura, rivolgendo un’accusa diretta a chi definisce “ipocriti, pavidi e vigliacchi”: «Siete una vergogna nella storia del popolo di Israele».
Il post, che ha raccolto centinaia di reazioni e condivisioni, segna un intervento di forte rottura all’interno del dibattito israeliano e internazionale, ponendo con toni radicali la questione morale, politica e storica dell’attuale conflitto.



















