Fonte: AGI
Il governo rivendica i risultati ottenuti sul fronte dell’immigrazione e rilancia la propria agenda economica. A farlo è stato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, intervenuto a margine del Congresso regionale di Forza Italia in Sardegna.
Secondo il leader azzurro, l’Italia avrebbe registrato una significativa diminuzione degli ingressi irregolari. «L’Italia è riuscita a ridurre di oltre il 60% l’arrivo di migranti irregolari, che si sta fermando», ha dichiarato Tajani, sottolineando come le recenti scelte adottate a livello europeo abbiano confermato la linea sostenuta dal governo italiano in materia di gestione dei flussi migratori.
Il ministro ha espresso fiducia anche sul piano internazionale, richiamando i segnali positivi che arrivano dagli scenari di crisi in Medio Oriente. Pur invitando alla prudenza in attesa di sviluppi concreti, Tajani ha evidenziato come i mercati abbiano reagito favorevolmente alla prospettiva di un possibile cessate il fuoco.
«La Borsa ha reagito positivamente di fronte ai primi segnali di una concreta possibilità di arrivare a un cessate il fuoco», ha spiegato. Una tregua, secondo il titolare della Farnesina, potrebbe avere effetti rilevanti sull’economia globale, garantendo la libera circolazione nello Stretto di Hormuz e contribuendo a contenere eventuali rincari del petrolio e dei carburanti.
Tajani ha inoltre richiamato l’attenzione sulle conseguenze che le tensioni internazionali possono avere sulla produzione e sulla distribuzione dei fertilizzanti, considerati essenziali sia per l’agricoltura italiana sia per quella di numerosi Paesi africani. Una situazione che, a suo giudizio, potrebbe incidere indirettamente anche sui fenomeni migratori.
Sul fronte economico, il vicepremier ha ribadito la contrarietà del governo a qualsiasi ipotesi di patrimoniale. «Finché saremo noi al governo e in Parlamento non ci sarà mai la patrimoniale», ha assicurato.
Tra gli obiettivi indicati dall’esecutivo figura una nuova riduzione della pressione fiscale, con particolare attenzione al ceto medio. Tajani ha confermato la volontà di abbassare l’aliquota Irpef dal 35% al 33% per i redditi fino a 60 mila euro e di intervenire sulla tassazione delle tredicesime, partendo dagli importi più bassi.
Il ministro ha infine richiamato il tema dell’utilizzo del risparmio privato come leva per la crescita economica. Secondo Tajani, parte dei circa 1.750 miliardi di euro detenuti dalle famiglie italiane potrebbe essere indirizzata verso investimenti produttivi e infrastrutturali, coinvolgendo anche fondi pensione e casse professionali. Una strategia che, nelle intenzioni del governo, consentirebbe di sostenere lo sviluppo del Paese e, allo stesso tempo, liberare risorse per ulteriori interventi fiscali.
«Il tema economico è fondamentale, insieme a quello della sicurezza», ha concluso Tajani, indicando le due direttrici principali su cui l’esecutivo intende continuare a concentrare la propria azione politica.
















