• PaeseRoma.it
  • ADV
  • Privacy
  • Disabilità
  • Collaborazioni
  • Contatti
venerdì 9 Ottobre 2026
No Result
View All Result
PaeseRoma
  • Politica
  • Cronaca
  • Attualità
  • Economia
  • Esteri
  • Intrattenimento
    • All
    • cinema
    • Cultura
    • Eventi
    • musica
    • Spettacoli
    • Sport

    La città diventa un libro: a Thiene debutta “Paesaggi Letterari”

    Wanda Fisher attacca Jonathan del GF Vip: «A Detto Fatto era felicissimo, poi a San Marino ha fatto finta di non conoscermi»

    Wanda Fisher attacca Jonathan del GF Vip: «A Detto Fatto era felicissimo, poi a San Marino ha fatto finta di non conoscermi»

    Medicina, prevenzione e ricerca: a Fiumicino una serata dedicata alla salute e alla speranza

    Medicina, prevenzione e ricerca: a Fiumicino una serata dedicata alla salute e alla speranza

    Piano City Roma prodotto da Cattleya Events porta 30.000 persone nelle strade della Capitale

    Piano City Roma prodotto da Cattleya Events porta 30.000 persone nelle strade della Capitale

    Finale nazionale del Concorso Nazionale di inclusione sociale, bellezza e talento “Una Ragazza, un Ragazzo e un Bambino per lo Spettacolo” 7° edizione 2026.

    Finale nazionale del Concorso Nazionale di inclusione sociale, bellezza e talento “Una Ragazza, un Ragazzo e un Bambino per lo Spettacolo” 7° edizione 2026.

    Eternal City Moto Show 2026, Roma celebra le due ruote al Gazometro

    Angelique pubblica il nuovo album “A New Life”

    Kali Yuga, donne e «inversione dei ruoli»: cosa dicono davvero i testi

    Kali Yuga, donne e «inversione dei ruoli»: cosa dicono davvero i testi

  • Lifestyle
    • All
    • Arte
    • Enogastronomia
    • Libri
    • Mondo Hi-tech
    • Motori
    • Personaggi
    • Salute
    • Tendenze
    • Turismo
    Medicina, prevenzione e ricerca: a Fiumicino una serata dedicata alla salute e alla speranza

    Medicina, prevenzione e ricerca: a Fiumicino una serata dedicata alla salute e alla speranza

    Milano Fashion Show 2026, sold out ad Areapergolesi: la moda conquista Milano tra couture, Made in Italy e creatività internazionale

    Milano Fashion Show 2026, sold out ad Areapergolesi: la moda conquista Milano tra couture, Made in Italy e creatività internazionale

    Elisa Vari, insegnante di danza

    Danza classica: quando iniziare, come scegliere la scuola e quando arrivano le punte

    Finale nazionale del Concorso Nazionale di inclusione sociale, bellezza e talento “Una Ragazza, un Ragazzo e un Bambino per lo Spettacolo” 7° edizione 2026.

    Finale nazionale del Concorso Nazionale di inclusione sociale, bellezza e talento “Una Ragazza, un Ragazzo e un Bambino per lo Spettacolo” 7° edizione 2026.

    Dalla scopa al sette e mezzo, come i giochi di carte italiani cambiano nell’era digitale

    Dalla scopa al sette e mezzo, come i giochi di carte italiani cambiano nell’era digitale

    Fiumicino dopo l’estate: organizzare i viaggi tra settembre e ottobre

    Fiumicino dopo l’estate: organizzare i viaggi tra settembre e ottobre

    Trending Tags

    • Moto Guzzi
    • Nissan
PaeseRoma
No Result
View All Result

AfD: più figli e meno mutuo, scuola meritocratica e più sport, meno immigrati e frontiere più rigide

Dal sostegno economico alla natalità alla centralità dell’insegnante, fino alla remigrazione: tre punti del programma con cui Ulrich Siegmund ha vinto in Sassonia-Anhalt che meriterebbero di essere discussi nel merito prima di essere sepolti sotto le solite etichette

Damiano Gasperini by Damiano Gasperini
9 Settembre 2026
in Politica
0
AfD: più figli e meno mutuo, scuola meritocratica e più sport, meno immigrati e frontiere più rigide
25
VIEWS
CondividiCondividiCondividi

Il 6 settembre scorso Ulrich Siegmund ha vinto le elezioni nel Land della Sassonia-Anhalt con il 43,8% dei voti, ottenendo per AfD ben 39 seggi sugli 83 disponibili. Un risultato storico, anche se insufficiente per raggiungere da solo la maggioranza assoluta.

La manfrina denigratoria di una parte della sinistra europea si è subito scatenata: dal “pericolo nazismo” alla celebre “onda nera” pronta a dilagare nel continente, fino alla capigliatura rasata ai lati di Siegmund che rievocherebbe, secondo qualche fantasiosa interpretazione, certi gusti “nazi” degli anni Trenta.

Certo, non si può negare che le oltre 250 pagine del programma di AfD per il Land sassone contengano alcuni fra i più tipici stendardi della destra radicale europea: remigrazione degli irregolari, maggiore sicurezza, esaltazione dei simboli nazionali, valorizzazione della famiglia classica fondata sull’unione uomo-donna, contrasto all’ideologia gender e una concezione fortemente identitaria della comunità nazionale.

Molti punti del progetto di AfD rispecchiano alcuni concetti del Rassemblement National di Marine Le Pen, certe idee di Nigel Farage, così come alcuni aspetti del melonismo.

I tratti più in comune sono ovviamente riscontrabili con Roberto Vannacci. Nel programma del Generale è però possibile notare alcune differenze economiche, incentrate su un maggior interventismo statale rispetto alle idee dell’AfD, così come un approccio energetico decisamente più morbido nei confronti delle fonti rinnovabili.

Tralasciando però l’elencazione completa del programma di AfD e le varie divergenze e somiglianze con le altre destre europee, sarebbe interessante soffermarsi su tre concetti che, più che provocare scandalo, meriterebbero almeno una discussione seria.

Più figli, meno mutuo

Il primo è legato all’aumento demografico. Fare figli deve convenire economicamente, facilitare la possibilità di acquistare una casa e portare lo Stato a ridurre i costi ordinari necessari alla loro crescita.

Con il Kinderwillkommensgeld, l’“assegno di benvenuto al bambino”, AfD introdurrebbe 2.000 euro per il primo e per il secondo figlio e 4.000 euro per ogni figlio successivo. Metà della somma verrebbe erogata alla nascita e metà al compimento dei tre anni, subordinando la seconda tranche alle visite pediatriche preventive previste, ma senza far dipendere il pagamento dallo status vaccinale. Ad esso si aggiungerebbe il Familiengeld regionale: 50 euro al mese per il primo figlio, 150 per il secondo e 250 per ciascuno dei successivi. Con questo sistema una famiglia con tre bambini riceverebbe quindi 450 euro mensili regionali. Soldi che inevitabilmente aiuterebbero nella crescita della prole e potrebbero restituire a molti giovani quella fiducia economica che oggi manca nel momento in cui si pensa di mettere al mondo dei figli.

Inoltre l’AfD intende mettere a disposizione delle famiglie con almeno un figlio e con genitori sotto i quarant’anni un prestito agevolato fino a 300.000 euro per costruire o acquistare un’abitazione destinata alla famiglia. Qui arriva probabilmente l’aspetto più curioso: per il primo figlio nato dopo l’erogazione del credito verrebbero cancellati 10.000 euro del debito; per ogni figlio successivo altri 20.000 euro. Una coppia che avesse un bambino dopo aver ricevuto il prestito vedrebbe dunque il proprio debito diminuire di 10.000 euro; con un altro figlio, di ulteriori 20.000; con un terzo, ancora 20.000.

La misura è straordinariamente interessante perché congiunge alla proprietà immobiliare la natalità, con l’obiettivo finale di aumentare il numero dei figli e creare più famiglie proprietarie della propria abitazione, favorendo di conseguenza una futura stabilità economica e territoriale.
Il pacchetto AfD, che il partito stesso riassume nella formula “più famiglia, meno Stato”, comprende inoltre una serie di ulteriori aiuti: gratuità di nidi e scuole dell’infanzia, mensa scolastica gratuita, ingresso dei bambini nelle istituzioni culturali attraverso uno specifico pass ecc.
Quindi, secondo una certa narrazione mediatica, i “cattivissimi” emulatori dell’ex pittore austriaco sarebbero talmente crudeli da voler aiutare i propri concittadini ad avere figli e ad acquistare casa. Che corbelleria! Quanti finanziamenti potrebbero invece essere devoluti a qualche programma scolastico sull’influenza gender, a certi centri per l’uso libero di droghe leggere o divenire splendidi supporti ai migranti!

Eppure bollare come nazista quel particolare meccanismo finanziario non sarebbe neppure un’invenzione completa. Persino nella vituperata Germania nazionalsocialista esistevano infatti gli Ehestandsdarlehen: prestiti matrimoniali senza interessi fino a 1.000 Reichsmark per acquistare beni domestici, dai quali veniva cancellato un quarto del debito per ogni figlio nato. Dopo quattro figli il prestito poteva quindi essere interamente estinto. E se non volessimo far tornare indietro il nastro della storia a quelle orribili situazioni dittatoriali, basterebbe rimanere nella “intoccabile” Unione Europea.

In Polonia, il programma pubblico Rodzinny Kredyt Mieszkaniowy prevede che lo Stato paghi una parte del capitale residuo del mutuo se aumenta il numero dei figli: 20.000 złoty alla nascita del secondo figlio e 60.000 dal terzo in poi. La cifra viene sottratta direttamente dal capitale ancora da restituire.

Anche nella “terribile” e biasimata Ungheria il CSOK Plus rischia di turbare qualche anima progressista: alle coppie che assumono un impegno familiare viene concesso un finanziamento abitativo agevolato e, dopo il primo figlio, dal secondo in poi il debito viene ridotto di 10 milioni di fiorini per ogni nuovo bambino.

E se dovesse risultare troppo facile accostare nazioni cattoliche o “conservatrici”per giustificare la bontà del principio, basta tornare indietro di qualche anno. Nel 2007 la Spagna del socialista José Luis Rodríguez Zapatero introdusse 2.500 euro per ogni nuovo figlio. Fu lo stesso governo socialista a spiegare ufficialmente che l’obiettivo era “favorire la natalità”, per garantire la rinascita autoctona.

Del resto, quasi settant’anni prima, due colonne della cultura socialdemocratica svedese come Alva e Gunnar Myrdal avevano posto il crollo delle nascite al centro di Kris i befolkningsfrågan. Non proponevano certo il nazionalismo dell’AfD: chiedevano però che lo Stato intervenisse su abitazione, maternità, asili, scuola, assistenza sanitaria e costo dei figli affinché la scelta di diventare genitori non diventasse una penalizzazione economica. La stessa documentazione del Parlamento svedese ricorda che quelle idee contribuirono alla futura politica familiare del Paese.

Insomma, considerare la denatalità un problema e aiutare economicamente chi desidera figli non è un brevetto fascista. È una questione che ha attraversato socialdemocrazie, conservatorismi e modelli di welfare molto differenti.

Una scuola più dura, meritocratica e sportiva

Anche l’idea scolastica, che collima in diversi punti con la non ancora completamente definita programmazione vannacciana, meriterebbe per il bene della società di essere almeno discussa senza anatemi: la trasmissione del sapere deve tornare ad andare a braccetto con l’autorità del docente.

Nel programma si esplicita che l’insegnante non dovrebbe essere un semplice Lernbegleiter, un “accompagnatore dell’apprendimento”, ma tornare a essere Autorität und Vermittlungsinstanz: autorità e soggetto deputato alla trasmissione del sapere.

Diviene quindi fondamentale giudicare i ragazzi attraverso strumenti che fino a pochi decenni fa nessuno avrebbe considerato strumenti di tortura: lezioni frontali, compiti a casa, esercizi regolari, ripetizione sistematica, verifiche del rendimento e lettura di testi estesi. Nessuna facilitazione generalizzata che, nel tentativo di far apparire tutti uguali, finisca per rendere più povera la crescita culturale e nozionistica.

L’AfD parla esplicitamente di una “inflazione dei voti”: secondo il programma, una valutazione alta deve tornare a significare una prestazione realmente alta. Per superare una prova dovrebbe essere necessario raggiungere almeno il 50% del punteggio disponibile e gli studenti migliori dovrebbero essere valorizzati pubblicamente attraverso Olimpiadi di matematica, competizioni linguistiche e scientifiche, premi e riconoscimenti. Il bravo studente, si legge in sostanza nel programma, dovrebbe tornare a rappresentare un esempio per i propri compagni e non qualcuno da deridere come “esecchione”.

E qui qualche compagno che passa le giornate a evocare il ritorno degli anni Trenta potrebbe rispolverare il tanto a lui caro Antonio Gramsci.

Il fondatore del Partito Comunista d’Italia non teorizzava certamente la scuola dell’AfD, ma già nel 1916 scriveva che lo Stato non dovesse mantenere agli studi superiori il mediocre. Secondo Gramsci, se da un lato la scuola doveva essere accessibile a chi avesse dimostrato di meritarla, indipendentemente dalla condizione economica, dall’altra attribuiva alla disciplina della scuola un ruolo decisivo nello sviluppo delle capacità dell’individuo.

In altre parole: il merito non nasce a destra. Semmai una parte della sinistra contemporanea ha progressivamente confuso l’eguaglianza delle opportunità con l’eguaglianza artificiale dei risultati.

Anche sul digitale il progetto riserva qualche sorpresa. AfD vuole evitare la digitalizzazione precoce nelle elementari e vietare l’uso degli smartphone fino alla decima classe, grosso modo fino alla nostra seconda superiore. Libro, quaderno e lavagna dovrebbero restare gli strumenti principali dell’insegnamento.

Contemporaneamente, però, propone di rendere informatica obbligatoria dall’ottava classe, circa la nostra terza media, insegnando non soltanto l’utilizzo passivo dei dispositivi, ma basi teoriche, programmazione e uso di software realmente necessari nel mondo del lavoro.

E anche qui i terribili estremisti tedeschi sono in curiosa compagnia: dalla rentrée 2026 la progressista Francia ha esteso il divieto di utilizzo dei telefoni cellulari anche ai licei. In pratica, dalla materna alle superiori gli studenti francesi dovrebbero trascorrere il tempo scolastico senza smartphone, salvo le eccezioni previste. Il Ministero dell’Istruzione francese motiva il provvedimento anche con attenzione, concentrazione e riduzione dell’eccessiva esposizione agli schermi. Qualcuno ha sentito gli scialbi echi della Sinistra per i poveri studenti privati del piccolo schermo? Se lo avesse fatto la Le Pen invece dell’esecutivo approvato dall’iper progressista Macron sarebbero rimaste sempre in silenzio le varie bocche socialiste?

Ma probabilmente il punto più interessante è quello sportivo. L’AfD vuole garantire almeno quattro ore settimanali di educazione fisica in ogni anno e in ogni tipo di scuola. Lo sport non viene considerato esclusivamente uno strumento di salute, bensì una scuola di carattere: imparare a superare sé stessi, accettare la competizione, misurarsi con gli altri, sviluppare coordinazione, resistenza, forza e spirito di squadra.

Il nuoto dovrebbe essere presente in ogni ciclo scolastico e avere un peso anche nella valutazione; nelle elementari l’obiettivo sarebbe insegnare a tutti almeno le competenze basilari, per arrivare successivamente anche ai brevetti di salvamento. Le Bundesjugendspiele, le tradizionali gare sportive scolastiche tedesche, dovrebbero inoltre tornare a essere esplicitamente competitive, perché secondo AfD competizione e valutazione non mortificano il bambino ma lo abituano all’impegno e al miglioramento.

Neppure questo principio è propriamente una creazione dell’estremismo germanico. Nel curriculum nazionale inglese l’educazione fisica comprende espressamente sport competitivi individuali e di squadra, miglioramento della prestazione personale e nuoto obbligatorio nella primaria, con l’obiettivo minimo di saper percorrere 25 metri e acquisire capacità di autosalvataggio.
Sarebbe anche ora che nel nostro Belpaese ritorni, come Valditara ha provato ad introdurre in questa legislatura, un ritorno alla meritocrazia e al consolidamento. Non solo chi merita ed è più bravo ha diritto di andare avanti e di non rimanere indietro o allo stesso passo di qualche suo compagno meno zelante, ma anche la fine del piagnisteo sulla fragilità individuale e della stancante facilitazione carrieristica per determinati tratti emotivi dovrebbe essere debellata dalla sana competitività dello sport. Come nessun’altra attività umana esso può infatti coniugare rispetto, miglioramento, competizione regolare, inclusività abbinata al plauso del migliore.

Meno immigrati, più rimpatri e frontiere che tornino a essere frontiere

Il terzo argomento è quello destinato a provocare più facilmente l’orticaria: immigrazione e remigrazione.

Il termine utilizzato da AfD viene ormai pronunciato in una parte del dibattito europeo come se fosse di per sé sinonimo di deportazione etnica. Eppure, leggendo il programma della Sassonia-Anhalt, la “remigrazione” viene concretamente scomposta in tre elementi: favorire il ritorno dei lavoratori tedeschi emigrati all’estero, rimpatriare gli stranieri che hanno già un obbligo giuridico di lasciare la Germania e incentivare programmi di ritorno volontario per immigrati irregolari.

AfD propone inoltre nuovi posti per il trattenimento amministrativo in vista dell’espulsione, più voli organizzati direttamente a livello regionale dall’aeroporto di Halle/Lipsia, cooperazione con gli altri Länder e una task force sulle espulsioni. Vuole inoltre creare una Stabsstelle für Remigration, cioè una struttura amministrativa specifica, nominare un responsabile della remigrazione e sostituire gli attuali Integrationslotsen, figure dedicate all’integrazione degli stranieri, con Remigrationslotsen destinati a facilitare il ritorno.
Va, ahimè, ricordato che rimpatriare chi non possiede un titolo legale per rimanere non è una pratica fascista. È una funzione ordinaria di qualsiasi Stato che possieda una legislazione sull’immigrazione.

Lo dimostra persino il Regno Unito governato dalla sinistra laburista. Dal luglio 2024 al luglio 2026 sono stati registrati 80.286 rimpatri, tra volontari e forzati; 19.622 sono stati ritorni coatti di persone prive del diritto legale a rimanere nel Paese. Nello stesso periodo sono stati effettuati 163 voli charter destinati ai rimpatri.

Dunque il volo di rimpatrio è corretto se viene organizzato dal Labour e nazista quando viene proposto dall’AfD? Barbara Jordan, democratica afroamericana, protagonista della stagione dei diritti civili e scelta durante la presidenza Clinton per guidare la Commissione statunitense sulla riforma dell’immigrazione, rappresenta il paradossale schiaffo alla sinistra sul tema in questione.Nel 1995 Jordan affermava che un sistema di immigrazione legale ben regolato fosse nell’interesse nazionale, ma che l’immigrazione illegale non servisse alcun interesse nazionale e dovesse essere contrastata con priorità. La Commissione proponeva un miglior controllo delle frontiere, maggiore uso della tecnologia e procedure più efficaci di espulsione, con priorità per gli stranieri criminali.

La sua Commissione arrivò a formulare un principio che oggi, attribuito senza firma, verrebbe probabilmente bollato da qualcuno come pericolosamente sovranista: controllare l’immigrazione non significa essere contro gli immigrati; una società democratica ha il diritto e la responsabilità di governarla affinché risponda all’interesse nazionale.

Perché se togliamo per un istante l’etichetta dalla confezione, scopriamo che sostenere economicamente chi mette al mondo figli è stato fatto dai socialisti, che merito, disciplina e studio severo trovano difensori persino in Gramsci, che la Francia vieta gli smartphone a scuola, che l’Inghilterra considera normale lo sport competitivo, che un governo laburista rimpatria decine di migliaia di persone e che un’icona democratica dei diritti civili come Barbara Jordan considerava il controllo dell’immigrazione una responsabilità dello Stato.

Bisognerebbe quindi, prima di insultare e bollare come criminale un intero programma politico, pulirsi le lenti dall’ipocrisia, inforcare gli occhiali della logica e sedersi sulla poltrona della clemenza. Poi dopo la lettura, può comunque non essere condiviso. Ma per non condividere, bisognerebbe capire, ricordare e pensate un po’, persino leggere.

Tags: AfDeuropafamigliaGermaniaImmigrazionenatalitàremigrazioneSassonia-AnhaltScuolaUlrich Siegmund
Damiano Gasperini

Damiano Gasperini

Funzionario parastatale, scrive di identità, territorio e romanità, con attenzione alla conservazione delle tradizioni, occupandosi anche di attualità e temi sociali.

Related Posts

Germania-Russia, allarme dell’intelligence di Berlino: «Rischio di un conflitto violento»

Germania-Russia, allarme dell’intelligence di Berlino: «Rischio di un conflitto violento»

5 Ottobre 2026
Scuola, tetto agli alunni stranieri e stop al burqa: il piano verso il Cdm

Scuola, tetto agli alunni stranieri e stop al burqa: il piano verso il Cdm

22 Settembre 2026
Nato, Cavo Dragone: «Pronti a difendere il fianco orientale»

Nato, Cavo Dragone: «Pronti a difendere il fianco orientale»

20 Settembre 2026
Il patto dello scriba: quando il Diavolo incontrò la sua penna

Il patto dello scriba: quando il Diavolo incontrò la sua penna

19 Settembre 2026
Next Post
Il respiro che apre i mondi

Il respiro che apre i mondi

Articoli recenti

  • Haiducii, la star di Dragostea Din Tei rivela: “L’Italia per me è stata ed è la mia casa”
  • La libertà di stampa arrestata in Montenegro
  • La notte dei 227 sì
  • USA-Iran, Trump rinvia l’attacco ma aumenta la pressione: la speranza matematica dell’8 ottobre
  • La città diventa un libro: a Thiene debutta “Paesaggi Letterari”
  • Caro carburante e caro spesa, mobilitazione al Sud: nuovi presìdi, scioperi e proteste contro il Governo Meloni
Facebook Twitter LinkedIn Youtube Telegram RSS

PAESEROMA.IT

Giornale partecipativo fondato e diretto da Michelangelo Letizia
(C)GRUPPO PUBBLIESSE/ FEDER-MESTIERI
redazione@paeseroma.it - +3906-98358157

PAESEROMA.IT - Iscrizione n. 48/2010 del 09/11/2010, presso il Tribunale di Tivoli (RM)

No Result
View All Result
  • Politica
  • Cronaca
  • Attualità
  • Economia
  • Esteri
  • Intrattenimento
  • Lifestyle
  • Login

PAESEROMA.IT - Iscrizione n. 48/2010 del 09/11/2010, presso il Tribunale di Tivoli (RM)

Login to your account below

Forgotten Password?

Fill the forms bellow to register

All fields are required. Log In

Retrieve your password

Please enter your username or email address to reset your password.

Log In
Questo sito utilizza cookie di profilazione, anche di terze parti, per fornirti servizi e pubblicità in linea con le tue preferenze. Se chiudi questo banner o prosegui con la navigazione cliccando un elemento della pagina ne accetti l'utilizzo. Per maggiori informazioni su come modificare il consenso e le impostazioni dei browser supportati leggi l'informativa sulla privacy.