Fonte: Adnkronos
Il ddl sull’antisemitismo arriverà alla Camera il prossimo 2 ottobre. Il provvedimento, già approvato dal Senato e a prima firma del senatore della Lega Massimiliano Romeo, torna così al centro dello scontro politico, e questa volta le distanze non sono soltanto tra maggioranza e opposizione.
M5S e Alleanza Verdi e Sinistra sono contrari al testo. Più complicata la situazione nel Pd, dove le posizioni restano diverse. Piero Fassino è favorevole, Laura Boldrini ha invece annunciato che non voterà il ddl. Secondo quanto riferisce Adnkronos, Elly Schlein potrebbe orientare il partito verso l’astensione.
Il punto più discusso riguarda il riferimento agli indicatori della definizione di antisemitismo dell’Ihra, l’Alleanza internazionale per la memoria dell’Olocausto, per gli oppositori del provvedimento c’è il rischio che il confine tra antisemitismo e critica alle politiche del governo israeliano diventi troppo sottile. Chi sostiene il ddl respinge questa interpretazione.
La discussione, intanto, è arrivata anche in piazza. Davanti a Montecitorio si è tenuto un presidio contro il provvedimento, al quale hanno preso parte esponenti del Movimento 5 Stelle e di Avs, i Giovani democratici di Roma e la stessa Boldrini.
A scatenare le polemiche è stata la comparsa di alcune bandiere di Hamas e Hezbollah, riferita da Adnkronos, dal centrodestra sono partite subito le accuse. Lucio Malan, presidente dei senatori di Fratelli d’Italia, ha chiesto a Schlein e Giuseppe Conte di condannare quanto accaduto. Critiche anche da Forza Italia, che ha ribadito il proprio sostegno al provvedimento.
Boldrini ha preso le distanze dall’episodio. Ha condannato quelle bandiere e ricordato che la stessa piazza si è dissociata dal gesto di pochi partecipanti. Sul ddl, però, non cambia idea. La deputata dem ritiene che il testo possa mettere a rischio la libertà di espressione e di stampa.
Fassino parte da una posizione opposta. Per il deputato del Pd il ddl non introduce norme penali, sanzioni o divieti alle critiche contro Israele, serve, sostiene, a rafforzare gli strumenti culturali ed educativi per contrastare l’antisemitismo. L’ex sindaco di Torino auspica per questo una convergenza più ampia quando il gruppo dem sarà chiamato a decidere.
Il no arriva anche da Riccardo Ricciardi del Movimento 5 Stelle e Angelo Bonelli di Avs. Entrambi contestano il rischio che il provvedimento finisca per limitare il diritto di critica nei confronti delle politiche del governo israeliano.
Riccardo Magi, segretario di +Europa, punta invece a modificare il testo. Considera necessario il contrasto all’antisemitismo, ma ha annunciato la presentazione di emendamenti per rendere il ddl più preciso e garantire maggiormente la libertà di espressione.
L’iter parlamentare, nel frattempo, ha subito uno slittamento l’esame in commissione Affari costituzionali avrebbe dovuto iniziare ieri, ma è stato rinviato. Prima sarà affrontata una proposta della Lega che interviene sulla normativa relativa all’acquisto e alla revoca della cittadinanza.
Se sul ddl antisemitismo le distanze restano, sulla Palestina Pd, M5S e Avs ritrovano invece una linea comune. I tre partiti hanno chiesto alla commissione Esteri della Camera di accelerare l’esame della proposta che punta a vietare importazione e pubblicità di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.
La data da segnare resta dunque quella del 2 ottobre. Prima di allora il Pd dovrà decidere quale posizione assumere alla Camera, mentre il confronto sul testo è destinato a proseguire sia nella maggioranza sia tra le opposizioni.


















