Fonte: Adnkronos
Il governo mette mano alle nuove regole per la scuola. Sul tavolo ci sono un limite del 30% nelle classi e lo stop a burqa e niqab negli istituti. Ma il testo non è ancora chiuso e resta da capire quale sarà la strada scelta per portarlo avanti, decreto legge oppure disegno di legge.
A indicare la direzione era stata Giorgia Meloni dal palco di Fenix, la festa giovanile di Fratelli d’Italia. Adesso tocca ai tecnici del ministero dell’Istruzione, guidato da Giuseppe Valditara, tradurre quelle indicazioni in norme.
C’è però una precisazione che cambia non poco la lettura del tetto del 30%. Secondo fonti governative citate da Adnkronos, il limite non dovrebbe riguardare tutti gli studenti con cittadinanza straniera. Il riferimento sarebbe invece agli alunni che non parlano italiano.
Mattarella da Amatrice: la scuola aiuta l’integrazione
Proprio mentre il governo lavora al provvedimento, Sergio Mattarella è intervenuto ad Amatrice per l’inaugurazione dell’anno scolastico.
Il presidente della Repubblica ha parlato della scuola come della «più efficace leva di integrazione» per chi arriva da altri Paesi e per i ragazzi nati in Italia da famiglie immigrate.
Un richiamo al valore dell’integrazione che si inserisce in una giornata in cui il tema della presenza degli studenti stranieri nelle classi è tornato al centro del confronto politico.
Burqa e niqab, c’è già una proposta alla Camera
Sul divieto di coprire integralmente il volto il Parlamento ha già un testo su cui lavorare. È la proposta di legge C.2562, presentata alla Camera il 5 agosto 2025 e dedicata al contrasto del fondamentalismo religioso.
Tra le disposizioni previste c’è il divieto di utilizzare indumenti che coprano interamente il volto in una serie di luoghi, comprese scuole e università.
Francesco Filini, deputato di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento Programma del partito, ha spiegato che il provvedimento al quale sta lavorando Valditara potrebbe essere accorpato ad altre iniziative parlamentari, compresa quella già depositata alla Camera.
La forma definitiva, però, non è stata ancora stabilita. Se inizialmente l’ipotesi del disegno di legge appariva la più accreditata, fonti governative interpellate da Adnkronos hanno indicato anche la possibilità di ricorrere a un decreto. La questione dovrebbe tornare sul tavolo del Consiglio dei ministri.
Il nodo del 30% nelle classi
È soprattutto il limite previsto nelle classi ad aver acceso il confronto tra maggioranza e opposizioni.
Sara Kelany, prima firmataria della proposta C.2562 e responsabile Immigrazione di Fratelli d’Italia, sostiene che concentrare nella stessa classe un numero molto elevato di bambini stranieri possa creare situazioni di isolamento e rendere più difficile l’apprendimento dell’italiano. Le opposizioni hanno contestato l’impostazione della misura.
Dal governo, intanto, viene ribadito un punto: il 30% non sarebbe calcolato sulla nazionalità. Il criterio riguarderebbe gli studenti che non parlano italiano.
È su questo aspetto, oltre che sulle disposizioni relative a burqa e niqab, che dovrà prendere forma il testo definitivo. Prima, però, servirà una scelta politica sullo strumento da utilizzare. Il prossimo passaggio in Consiglio dei ministri dovrebbe chiarire quale strada intende seguire il governo.


















