Fonte: Adnkronos
Matteo Renzi è pronto a sostenere Giuseppe Conte come candidato del centrosinistra. A una condizione, che sia lui a vincere le eventuali primarie della coalizione.
Il leader di Italia Viva lo ha detto a Milano, durante la presentazione del suo ultimo libro. Le distanze politiche con il presidente del Movimento 5 Stelle rimangono, e Renzi non prova a nasconderle. Ma se il centrosinistra sceglierà le primarie per decidere chi dovrà guidare la coalizione, per l’ex premier il risultato dovrà valere per tutti.
«Se ci sono le primarie, chi le vince rappresenta tutti», ha spiegato. Renzi ha anche precisato che farà il possibile perché non prevalga il candidato che considera più lontano dalle proprie posizioni. Se però a vincere fosse Conte, ne riconoscerebbe la leadership.
Prima il programma, poi il nome
La questione non riguarda soltanto chi guiderà il centrosinistra. Renzi insiste soprattutto sulla necessità di costruire un programma comune.
Scuola, sanità, sicurezza e politica estera sono alcuni dei terreni sui quali le diverse anime della coalizione dovranno trovare un punto d’incontro. Ed è proprio sulla politica estera che le distanze appaiono più evidenti.
Sull’Ucraina, ad esempio, Renzi continua a sostenere la necessità degli aiuti militari ed economici a Kiev. Conte ha invece espresso una linea diversa e nelle scorse settimane ha ribadito che il Movimento 5 Stelle non intende sottoscrivere un programma che preveda la prosecuzione dell’attuale politica italiana sulle forniture di armi.
Un nodo che, se il percorso comune andrà avanti, dovrà quindi essere affrontato prima delle elezioni.
Renzi torna sulla rottura con Calenda
Nel suo intervento c’è stato spazio anche per Carlo Calenda e per la fine del Terzo Polo.
Renzi è tornato a criticare la scelta che portò alla rottura del progetto centrista. Secondo il leader di Italia Viva, senza quella divisione oggi esisterebbe un’area di centro in grado di avere un peso maggiore all’interno del centrosinistra.
Il rapporto con Calenda resta dunque difficile. Renzi, però, prova a spostare il discorso dalla somma dei veti alla ricerca di un’intesa politica.
Lo stesso ragionamento vale per il rapporto con Conte. L’apertura sulle primarie non cancella anni di scontri e differenze, ma indica una possibile regola per stare nella stessa coalizione: prima si compete, poi chi perde riconosce il vincitore.
La partita del centrosinistra, in ogni caso, è ancora aperta. Le primarie non sono state ancora definite e resta da costruire un programma capace di tenere insieme forze che su diversi temi partono da posizioni differenti.
Alberto Acampora


















