La devozione alla Madonna Annunziatella rappresenta uno dei tratti identitari più profondi della comunità di Squinzano, piccolo centro del Nord Salento dove spiritualità popolare, memoria storica e leggenda si intrecciano da oltre quattro secoli. Al cuore di questa tradizione vi è la vicenda di Maria Manca, la donna alla quale, secondo la tradizione, sarebbe apparsa la Vergine Maria, dando origine al culto che ancora oggi anima l’intero territorio.
L’apparizione e il “miracolo del garofano”
La storia affonda le sue radici nel 1618, anno in cui Maria Manca – una giovane donna squinzanese, dedita al lavoro e stimata dalla comunità – stava raccogliendo olive nei suoi campi. La tradizione racconta che, in un momento di sconforto personale e di profonda sofferenza, la donna ebbe un’apparizione della Vergine Maria.
La Madonna, rivolgendole parole di conforto, le consegnò un garofano rosso, chiedendole di offrirlo al Cristo venerato in un luogo sacro della zona. Quel gesto simbolico rappresentò un segno di protezione e guarigione: Maria Manca, infatti, secondo il racconto popolare, era oggetto di malefici e malattie causati da sotterfugi e gelosie. Dopo aver obbedito al comando della Vergine, ritrovò la salute e la serenità.
Il garofano rosso, divenuto simbolo del miracolo, rimane ancora oggi uno degli elementi iconografici più importanti della devozione.
La costruzione del Santuario dell’Annunziata
Colma di gratitudine per la grazia ricevuta, Maria Manca promosse la costruzione di un luogo di culto dedicato alla Madonna Annunziata. I lavori per il Santuario della Santissima Annunziata, noto anche come “Santuario della Madonna del Garofano”, iniziarono nello stesso 1618 e si conclusero nel 1627, sotto la guida dell’architetto Marcello Ricciardi.
Il santuario, situato nella periferia del paese, è oggi un luogo di grande valore storico e spirituale. Al suo interno: si conserva la memoria dell’apparizione; si trova la stanza in cui Maria Manca visse in umiltà i suoi ultimi anni; sono custodite testimonianze, ex voto e simboli della devozione secolare dei fedeli.
Maria Manca morì in fama di santità e venne sepolta proprio nel santuario, divenendo nel tempo figura cara e protetta dal popolo squinzanese.
La festa e la tradizione
Ogni anno, il 25 marzo, Squinzano celebra la Festa dell’Annunziata, giornata dedicata al ricordo dell’Annunciazione dell’Arcangelo Gabriele alla Vergine Maria. La festa religiosa, tra le più sentite della città, comprende: una novena di preparazione; la processione con la statua della Madonna Annunziata; celebrazioni liturgiche solenni; momenti di condivisione comunitaria.
Accanto alla festa religiosa, un tempo si svolgeva anche la tradizionale fiera dell’Annunziata, appuntamento che univa l’aspetto sacro a quello popolare e commerciale. La tradizione, pur trasformata nel tempo, continua a rappresentare un momento di identità e ritrovo per l’intera comunità.
Un patrimonio di fede e identità
La storia della Madonna Annunziatella non è soltanto un racconto di fede popolare, ma un vero e proprio patrimonio culturale per Squinzano. Il santuario, la figura di Maria Manca e il simbolo del garofano rosso hanno attraversato generazioni, divenendo parte della memoria collettiva e dell’immaginario spirituale locale.
Ancora oggi, molti fedeli affidano le proprie preghiere alla Madonna Annunziata, chiedendo protezione, guarigione e conforto. Non si tratta solo di un culto religioso, ma di un legame profondo tra una comunità e la propria storia, capace di rinnovarsi ogni anno attraverso la festa, le tradizioni e la narrazione condivisa.
Ubaldo Santoro e Anna Rita Santoro

























