In un momento di delicati equilibri globali, dove il dialogo sembra spesso un bene raro, un viaggio istituzionale assume i toni di una missione silenziosa eppure carica di significati stratificati.
È partita oggi, 24 gennaio, la visita ufficiale del cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, in Danimarca.
Non una semplice trasferta diplomatica, ma un pellegrinaggio nelle radici cristiane del Nord Europa, designato come legato pontificio per le celebrazioni del dodicesimo centenario dell’inizio dell’opera missionaria di sant’Ansgar, l’apostolo delle genti nordiche.
Un triennio di eventi che tocca Copenhagen, ma che idealmente abbraccia l’intera Scandinavia, ponendo una lente di ingrandimento su una storia millenaria di fede, cultura e incontro.
Il programma, denso e simbolico, disegna una traiettoria che intreccia senza soluzione di continuità la dimensione spirituale, ecumenica e diplomatica.
L’arrivo nella capitale danese è stato segnato da un gesto di alto valore simbolico: la partecipazione ai vespri ecumenici celebrati nella maestosa Vor Frue Domkirke, la cattedrale luterana di Copenhagen.
In quelle navate, la voce dei salmi si è levata non come monologo confessionale, ma come coro plurale, segnando un’importante tappa nel cammino di conoscenza e riconciliazione tra le Chiese.
Un incontro successivo con i diplomatici accreditati e i leader delle altre comunità cristiane ha ulteriormente sottolineato come il messaggio della Santa Sede vada ben oltre i confini cattolici, aspirando a costruire ponti in un panorama religioso complesso e variegato.
La giornata di domenica 25 gennaio si annuncia ancor più immersa nella contemplazione e nella memoria storica.
La visita al monastero di Sankt Josefs Karmel a Hillerød e l’incontro con le suore benedettine del Vor Frue Kloster a Birkerød rappresentano il cuore pulsante della vita consacrata, un omaggio a quella testimonianza silenziosa e perseverante che costituisce l’infrastruttura spirituale della Chiesa.
Il momento culminante sarà la solenne celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Parolin presso la cattedrale di Sankt Ansgar a Copenhagen. In quel luogo, intitolato al patrono della Danimarca, il ricordo del monaco benedettino che nell’826 d.C. si imbarcò per portare il Vangelo in terre lontane e difficili risuonerà con potente attualità.
La missione di Ansgar, caratterizzata da una tenace dolcezza e da un profondo rispetto per le culture locali, offre ancora oggi un modello di evangelizzazione non invasiva ma dialogante, un faro per una Chiesa chiamata ad annunciare senza imporre.
Ma la visita del porporato, uomo di fiducia del Santo Padre e fine conoscitore delle dinamiche internazionali, non trascura la dimensione propriamente politica e istituzionale.
Lunedì 26 gennaio, il calendario prevede incontri di altissimo profilo che testimoniano la qualità e la profondità delle relazioni bilaterali tra la Santa Sede e il Regno di Danimarca.
L’udienza con Sua Maestà il re Frederik X al Palazzo di Amalienborg è un segno di rispetto e di dialogo con la storica monarchia costituzionale danese.
A seguire, il colloquio con il ministro degli Affari esteri, Lars Løkke Rasmussen, presso l’Eigtveds Pakhus, sarà l’occasione per affrontare le urgenti questioni che stanno a cuore alla diplomazia pontificia: la promozione della pace nei teatri di conflitto, la difesa della dignità umana in ogni circostanza, la tutela dei cristiani e di tutte le minoranze religiose perseguitate, le sfide poste dalle migrazioni epocali e dalla crisi ecologica integrale.
Sono temi che la Santa Sede porta nei fori internazionali con una voce unica, basata su un’autorità morale più che su un potere temporale.
La visita si concluderà con un momento dedicato al futuro: la tappa al seminario Redemptoris Mater di Vedbæk.
Questo istituto, parte della rete dei seminari missionari legati al Cammino Neocatecumenale, rappresenta il volto di una Chiesa in uscita, che forma sacerdoti per una evangelizzazione ad gentes.
È un segnale di speranza e di prospettiva, che chiude idealmente il cerchio aperto dalla memoria di sant’Ansgar: dalla prima evangelizzazione del IX secolo alla formazione dei missionari del XXI secolo.
Questo viaggio del cardinale Parolin, nella sua articolata essenzialità, è dunque un mosaico di significati.
È un atto di memoria grata verso le origini cristiane dell’Europa.
È un passo avanti nel paziente cammino ecumenico.
È un capitolo di una diplomazia che parla di valori in un mondo spesso ridotto a calcoli di forza.
E, in ultima analisi, è una testimonianza di una Chiesa che, mentre guarda alle radici, non smette di camminare e di dialogare con il mondo contemporaneo, portando un messaggio che intreccia fede, ragione e una instancabile ricerca del bene comune.
Gesti come questi ricordano l’importanza delle relazioni autentiche, del dialogo rispettoso e della lunga memoria, ingredienti indispensabili per costruire non solo una politica migliore, ma un futuro più umano per tutti.
RVSCB




















