Il video di quella settimana alle Saline di Tarquinia non lo trovi più. Le immagini dei tuffi, delle risate, delle mani che si stringevano sono sparite. L’articolo è stato rimosso. Non una polemica, non una smentita: un silenzio chirurgico, come se quelle giornate di agosto non fossero mai esistite.
La casa Regina Pacis, che per sette giorni aveva ospitato la Tribù delle Saline, è tornata a essere quello che era prima: un edificio in un borgo fantasma, circondato da case recintate e tetti che crollano.
La vicenda è elementare nella sua brutalità. Un campo vacanze organizzato dalla Diocesi di Civitavecchia-Tarquinia aveva riunito intorno a sé alcune delle realtà più significative del mondo dell’associazionismo che si occupa di disabilità, insieme a decine di persone arrivate da ogni parte d’Italia.
In quella settimana, la fragilità aveva smesso di essere una parola da manuale per diventare un’esperienza vissuta, una quotidianità fatta di tuffi e di riflessioni, di serate sotto le stelle e di silenzi pieni di significato. Era la dimostrazione che un luogo come le Saline, da anni in stato di abbandono, poteva ancora vivere. E proprio per questo, forse, è stato cancellato.
Le voci che circolano, quelle che nessuno pronuncia ad alta voce, raccontano di pressioni ricevute, di enti che avrebbero preferito che quella storia non venisse raccontata.
Le associazioni coinvolte sarebbero state costrette a fare marcia indietro su un’iniziativa che fino a quel momento aveva rappresentato il meglio di ciò che il sociale italiano sa offrire.
Non c’è una dichiarazione ufficiale, non c’è un comunicato stampa.
C’è solo il silenzio di chi preferisce che il degrado resti degrado, che il borgo resti un fantasma di sé stesso, che le persone con disabilità restino invisibili.
Il contesto, del resto, è eloquente. Le Saline di Tarquinia, un tempo un insediamento vivo e operoso, giace oggi in uno stato di abbandono.
Case recintate, vie chiuse, aiuole sommerse da infestanti.
L’ecoalbergo, che avrebbe dovuto essere un simbolo del rilancio turistico, non è mai entrato in funzione.
La salina stessa ha chiuso i battenti nel 1997.
In un simile deserto di abbandono, un campo come quello della Tribù delle Saline non era solo un’eccezione: era una sfida.
Un atto di resistenza che diceva che quel luogo poteva ancora vivere, che quelle mura fatiscenti potevano ancora accogliere la vita.
E forse è proprio questa la ragione per cui hanno voluto cancellarlo.
Il video di quella settimana non lo trovi più, forse.
Le immagini dei tuffi, delle risate, delle mani che si stringevano sono sparite.
Il silenzio che lo ha sostituito è la scelta più calcolata, e la più sospetta.
Resta solo il ricordo di chi c’era.
E la domanda che nessuno ha il coraggio di fare.
RVSCB
Bibliografia
PaeseRoma, La tribù che il mare ha restituito al cuore, 8 settembre 2026.
Tusciaweb, L’ecoalbergo fantasma delle Saline di Tarquinia, 2026.
Tusciaweb, “Pessime condizioni al villaggio delle Saline”, 7 settembre 2026.
Viterbo News 24, Saline di Tarquinia in degrado, 2026.
EtruriaNews, Tarquinia – Sposetti si sbugiarda da solo: “Sulle Saline stiamo lavorando da mesi” ma il Comune non interviene dal 2021, 5 marzo 2026.
















