Nel cuore dell’Alta Tuscia laziale, il minuscolo borgo di Trevinano, frazione del Comune di Acquapendente (VT), diventa protagonista di un innovativo progetto di rigenerazione culturale: Trevinano RI-WIND. Un’iniziativa che unisce arte contemporanea, musica e poesia, nata grazie ai finanziamenti del Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR Borghi – Attrattività dei borghi storici.
Con appena centoventi abitanti, Trevinano rappresenta un “luogo-soglia”, un crocevia geografico e simbolico tra Lazio, Umbria e Toscana. Il nome stesso – da Trivium – racconta di incroci, incontri e nuove possibilità. Proprio da qui prende vita un progetto che, nel biennio 2025–2026, animerà il borgo con eventi culturali, laboratori, performance e installazioni artistiche, costruendo un ponte tra tradizione e contemporaneità, tra memoria e visione.
Ad aprire il calendario degli eventi è stata la sezione dedicata alla parola poetica e musicale: “Quando la banda passò” un progetto a cura di Oscar Pizzo e Paolo Dalla Sega. Dopo il debutto a Roma (Villa Torlonia, 25 maggio 2025), il reading-concerto è proseguito a Trevinano con tre nuovi appuntamenti: il 6 e 7 luglio in occasione della Festa dell’Aia e la prima settimana di agosto.
L’evento ha trasformato i borghi in palcoscenici a cielo aperto, facendo incontrare bande tradizionali e suoni contemporanei, slam poetry e poesia rurale. Tra i protagonisti anche Massimo Sigillò Massara, Eleonora Fisco e Lorenzo Maragoni. Il progetto nasce da mesi di lavoro con le comunità locali, celebrando la banda come cerniera generazionale e custode di un patrimonio immateriale fatto di riti, racconti e tradizioni musicali.
Un altro asse portante del progetto è l’arte contemporanea, curata da Davide Sarchioni. Trevinano si trasforma in un museo a cielo aperto grazie a un itinerario di arte pubblica permanente. Nove artisti e artiste di fama internazionale sono stati invitati a creare opere site-specific, concepite dopo un dialogo approfondito con gli abitanti del borgo.
Artisti come Marco Eusepi, Flavio Favelli, Claire Fontaine Antonello Ghezzi, Mutsuo Hirano, Thomas Lange, Vincenzo Marsiglia e Valentina Palazzari realizzeranno installazioni che non solo valorizzano i luoghi, ma nascono dalla condivisione di storie, aneddoti e ricordi. Questo processo partecipativo fa dell’arte un atto generativo che connette passato, presente e futuro, un ponte tra le voci degli anziani e quelle dei giovani che scelgono di tornare, anche solo temporaneamente, alle proprie radici.
Eleonora Francescucci



















