Caffè della VerGOGNA – edizione del 12 Ottobre 2026
Alle prime luci dell’alba le linee di Wind Tre hanno cominciato a cadere, e con esse l’assistenza, i call center, le connessioni di milioni di utenti. Lo sciopero totale proclamato per la giornata di oggi ha paralizzato le telecomunicazioni, e insieme ai telefoni si sono fermati i bus locali di Bari e di altre città, la sanità, i servizi. Le opposizioni e i sindacati hanno scelto la piazza per dare il via alla protesta contro i tagli previsti dalla manovra, e la settimana che si apre si annuncia come la più calda dell’autunno. Il Paese che si ferma per un giorno, però, scopre ancora una volta che a pagare il prezzo più alto sono i cittadini che non hanno voce nelle trattative: chi deve andare a lavorare, chi ha bisogno di un medico, chi aspetta una chiamata che non arriverà.
Nelle edicole e nei corridoi parlamentari si è consumato lo scontro tra la presidenza della Camera e la Corte Costituzionale sul caso Delmastro. La gestione della vicenda è finita al centro di un duro confronto istituzionale, con la maggioranza e l’opposizione ai ferri corti su prerogative e giustizia. Il fatto che la più alta magistratura dello Stato venga tirata in ballo per la gestione di un caso politico la dice lunga su quanto sia fragile l’equilibrio tra i poteri, e su quanto poco, in questo Paese, si sia disposti a rispettare le regole quando si è in gioco la sopravvivenza politica.
Nel campo largo, Giuseppe Conte ha chiesto a Elly Schlein garanzie sull’esclusione di Matteo Renzi dalle alleanze, e il Nazareno ha frenato rispondendo che l’unica garanzia è non dividersi. I social si sono divisi tra chi parla di suicidio politico delle sinistre e chi accusa i leader di fare guerriglia sui personalismi, e la vicenda, che si ripete da mesi con le stesse parole, racconta un’opposizione che litiga su chi debba guidarla invece di costruire un’alternativa credibile. Il tempo passa, le elezioni si avvicinano, e il campo largo continua a discutere di nomi mentre il Paese aspetta risposte.
Un nuovo attacco missilistico condotto dagli Houthi si è abbattuto sull’aeroporto di Riad, e la Farnesina ha attivato l’unità di crisi mentre sui tabelloni di Fiumicino e Malpensa si accumulano cancellazioni e ritardi per i voli diretti verso il Golfo. Il Medio Oriente, che sembrava aver ritrovato una tregua precaria, è tornato a bruciare, e i passeggeri italiani, che avevano programmato un viaggio o un ritorno a casa, si ritrovano bloccati in aeroporto per una guerra che non hanno mai chiesto e che nessuno, a quanto pare, sta cercando di fermare.
Fabrizio Corona è stato aggredito e rapinato da sei persone, e agli inquirenti ha dichiarato di aver riconosciuto uno degli aggressori. La vicenda ha scatenato un’ondata di teorie sul web, tra chi parla di regolamento di conti e chi di trovata mediatica, e la domanda che nessuno pone mai con sufficiente chiarezza è semplice: perché un uomo che ha costruito la propria notorietà sull’eccesso continua a essere al centro dell’attenzione, e perché il pubblico, che dice di disprezzarlo, non riesce a smettere di guardarlo.
Infine, dal carcere è arrivata la lettera di Mario Roggero, l’ex gioielliere condannato per aver ucciso due rapinatori, e il testo ha riaperto violentemente la polemica sulla legittima difesa, sul ruolo della giustizia e sulla proporzionalità delle pene per i commercianti che reagiscono alle rapine. L’opinione pubblica si è divisa tra colpevolisti e giustizieri della rete, e la vicenda, che da mesi tiene banco, continua a raccontare un Paese dove la paura del crimine e la sfiducia nelle istituzioni producono una domanda di giustizia sommaria che nessuna legge potrà mai soddisfare. Roggero, dal carcere, ha scritto parole che molti hanno letto come un appello e altri come una rivendicazione, e la sua voce, per una volta, ha costretto tutti a guardare in faccia il nodo che nessuno vuole sciogliere.
Il caffè della vergogna, stamattina, sa di linee cadute e di aerei cancellati, di polemiche sui nomi e di lettere dal carcere. Il Paese si ferma per uno sciopero, la Corte Costituzionale entra nel caso Delmastro, Conte e Schlein litigano su Renzi, Riad brucia, Corona finisce in ospedale, e Roggero scrive dalla cella. La politica, in questo ottobre, ha smesso di governare e si limita a reagire, e mentre i telefoni restano muti, il silenzio, per una volta, non è un segno di pace ma di resa.
Luciano Gallino, Il lavoro non è una merce, Laterza, Roma-Bari, 2007
Marco Revelli, Poveri, noi, Einaudi, Torino, 2010
Wolfgang Streeck, Tempo guadagnato, Feltrinelli, Milano, 2013
Paolo Virno, Grammatica della moltitudine, DeriveApprodi, Roma, 2002
Maurizio Lazzarato, Il governo dell’uomo indebitato, DeriveApprodi, Roma, 2012
Franco Berardi, L’ora del lupo, Nero, Roma, 2020

The Network That Goes Dark Caffè della VerGOGNA — October 12, 2026 Edition
At first light Wind Tre lines began falling, and with them assistance, call centers, connections of millions of users. The total strike proclaimed for today paralyzed telecommunications, and together with phones local buses in Bari and other cities stopped, healthcare, services. Opposition and trade unions chose the square to launch the protest against cuts planned in the budget maneuver, and the week that opens announces itself as the hottest of autumn. The country that stops for one day, however, discovers once again that citizens who have no voice in negotiations pay the highest price: whoever must go to work, whoever needs a doctor, whoever waits for a call that won’t come.
In newsstands and parliamentary corridors unfolded the clash between the Chamber presidency and the Constitutional Court on the Delmastro case. Management of the affair ended at the center of a hard institutional confrontation, with majority and opposition at daggers drawn on prerogatives and justice. The fact that the highest magistracy of the state is dragged into managing a political case says much about how fragile the balance between powers is, and about how little, in this country, people are willing to respect rules when political survival is at stake.
In the broad field, Giuseppe Conte asked Elly Schlein guarantees on excluding Matteo Renzi from alliances, and the Nazareno slowed responding that the only guarantee is not dividing. Social media divided between those talking of political suicide of the left and those accusing leaders of guerrilla on personalism, and the affair, which has repeated for months with the same words, tells of an opposition fighting over who should lead it instead of building a credible alternative. Time passes, elections approach, and the broad field continues discussing names while the country awaits answers.
A new missile attack conducted by the Houthis struck Riyadh airport, and the Foreign Ministry activated the crisis unit while on boards at Fiumicino and Malpensa cancellations and delays accumulated for flights directed toward the Gulf. The Middle East, which seemed to have found precarious truce, burned again, and Italian passengers, who had planned a trip or return home, find themselves blocked in airports for a war they never asked and that no one, apparently, is trying to stop.
Fabrizio Corona was assaulted and robbed by six people, and investigators stated he recognized one of the attackers. The affair triggered a wave of theories on the web, between those talking of settling accounts and those of media stunt, and the question no one ever poses clearly enough is simple: why does a man who built his notoriety on excess continue being at the center of attention, and why does the public, which says to despise him, not manage to stop watching.
Finally, from prison came the letter of Mario Roggero, the former jeweler convicted for killing two robbers, and the text violently reopened the polemic on self-defense, the role of justice and proportionality of punishments for merchants who react to robberies. Public opinion divided between guilty-sayers and internet executioners, and the affair, which has held sway for months, continues telling of a country where fear of crime and distrust in institutions produce a demand for summary justice no law will ever satisfy. Roggero, from prison, wrote words many read as an appeal and others as a claim, and his voice, for once, forced everyone to look in the face the knot no one wants to untie.
This morning’s coffee of shame tastes of fallen lines and cancelled planes, controversies over names and letters from prison. The country stops for a strike, the Constitutional Court enters the Delmastro case, Conte and Schlein fight over Renzi, Riyadh burns, Corona ends up in hospital, and Roggero writes from his cell. Politics, in this October, stopped governing and merely reacts, and while phones remain mute, silence, for once, is not a sign of peace but surrender.
Luciano Gallino, Work Is Not a Commodity, Laterza, Rome-Bari, 2007 Marco Revelli, Poor Us, Einaudi, Turin, 2010 Wolfgang Streeck, Buying Time, Feltrinelli, Milan, 2013 Paolo Virno, Grammar of the Multitude, DeriveApprodi, Rome, 2002 Maurizio Lazzarato, The Government of Indebted Man, DeriveApprodi, Rome, 2012 Franco Berardi, Wolf Hour, Nero, Rome, 2020

















