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Ucraina, controproposta di Ue e Kiev. Meloni e i leader europei: “No modifica confini con la forza”

In attesa del vertice tra il tycoon e Putin, tracciata 'linea rossa': no a cessione terre senza garanzie per Ucraina. Zelensky: "Sosteniamo Trump ma serve pace vera". Nbc: "Casa Bianca valuta invito a leader Kiev in Alaska

Robert Von Sachsen Bellony by Robert Von Sachsen Bellony
10 Agosto 2025
in Esteri
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Ucraina, controproposta di Ue e Kiev. Meloni e i leader europei: “No modifica confini con la forza”
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In attesa dell’incontro di Ferragosto tra Trump e Putin, fissato in Alaska come annunciato venerdì notte dal tycoon e poi confermato dal Cremlino, Ucraina ed Europa si incontrano ancora una volta e rilanciano con una controproposta alle condizioni dello ‘zar’ per mettere fine alla guerra contro Kiev.

E i punti chiave sono chiari: no alla cessione di territori in cambio di un cessate il fuoco, sì alla tregua come base di partenza necessaria. Una vera e propria ‘linea rossa’ condivisa tra Kiev e Ue, spiega il Wsj, da far valere per qualsiasi possibile trattativa con la Russia.

Dopo la riunione fiume nel Regno Unito, in serata ecco quindi arrivare anche il messaggio di Volodymyr Zelensky al presidente Usa: “Non ho sentito alcun partner esprimere dubbi sulla capacità dell’America di garantire la fine della guerra. Il presidente degli Stati Uniti ha le leve e la determinazione necessarie. L’Ucraina ha sostenuto tutte le proposte del presidente Trump, a partire da febbraio”, le parole di Zelensky su X, secondo cui tuttavia “ciò di cui abbiamo bisogno ora non è una pausa nelle uccisioni, ma una pace vera e duratura. Non un cessate il fuoco in un futuro prossimo, tra qualche mese, ma immediatamente. Il presidente Trump me l’ha detto e io lo sostengo pienamente”.

Nella notte arriva poi il messaggio congiunto di Meloni e degli altri leader europei a Trump e Putin. “Restiamo fedeli al principio secondo cui i confini internazionali non devono essere modificati con la forza. L’attuale linea del fronte dovrebbe essere il punto di partenza dei negoziati”, dicono i leader, che tornano a ribadire l’appoggio a Kiev e la condanna alla Russia, responsabile dell’invasione.

Nbc: “Trump valuta invito a Zelensky in Alaska”

Intanto, se la pianificazione del vertice fra Putin e Trump “rimane fluida”, resta invece l’incognita su una eventuale partecipazione del leader di Kiev all’incontro. Tuttavia, ha spiegato una fonte della Casa Bianca alla Cbs, sarebbe ancora possibile che Zelensky venga “coinvolto in qualche modo” nel faccia a faccia. Quale sia, però, resta ancora un mistero.

Secondo Nbc, la Casa Bianca starebbe valutando la possibilità di invitare in leader ucraino al vertice, hanno detto un funzionario dell’amministrazione e tre persone al corrente delle discussioni, precisando che non c’è ancora alcuna decisione e che non è chiaro se il presidente ucraino deciderà alla fine di andare. “Tutti sperano che possa succedere”, ha detto il funzionario, secondo cui Trump “resta aperto a un summit trilaterale con entrambi i leader“, ma “al momento la Casa Bianca è concentrata sulla preparazione del vertice bilaterale chiesto da Putin”.

Cosa c’è nella controproposta, il piano Ucraina-Ue

Secondo quanto rivelato dal Wall Steet Journal, la “controproposta” al piano di Putin per un cessate il fuoco nelle intenzioni dovrebbe diventare il quadro di riferimento per andare avanti verso la fine del conflitto innescato dall’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina.

Stando al giornale, la “controproposta” sottoposta al vice presidente Usa Vance nel corso della riunione fiume di ieri nel Regno Unito, prevede la richiesta di un cessate il fuoco prima di tutto, oltre a indicare che qualsiasi scambio di territorio deve avvenire in modo reciproco. Ossia se l’Ucraina dovesse ritirarsi da alcune regioni, la Russia dovrebbe ritirarsi da altre.

Il piano stabilisce anche che qualsiasi concessione territoriale da parte di Kiev debba essere tutelata con garanzie di sicurezza solide, come la potenziale adesione alla Nato per l’Ucraina. “Non si può avviare un processo cedendo territorio nel mezzo dei combattimenti”, è l’osservazione di un negoziatore europeo.

La confusione sul piano di Putin, la bocciatura di Kiev

Secondo le fonti citate dal Wsj, Putin avrebbe inizialmente detto di accettare un cessate il fuoco in cambio della consegna da parte dell’Ucraina di circa un terzo del Donetsk sotto il controllo di Kiev. La linea del fronte verrebbe così congelata altrove, anche nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson che la Russia rivendica.

Funzionari europei informati sugli esiti dell’incontro di mercoledì con Witkoff hanno tuttavia osservato come Putin non abbia ribadito la posizione iniziale, più intransigente, sull’Ucraina smilitarizzata, sul cambio di governo e la cessioni di Zaporizhzhia e Kherson (i cui capoluoghi sono controllati da Kiev) alla Russia. Regioni annesse nel 2022 dalla Russia con il Donetsk e il Luhansk.

Lo stesso tycoon durante la call con alcuni leader europei e Zelensky, dopo l’incontro tra Putin e Witkoff, aveva lasciato intendere che Mosca sarebbe stata pronta a ritirarsi da Zaporizhzhia e Kherson in cambio del pieno controllo del Donetsk, ma era stato poi ‘corretto’ da Witkoff. Il giorno successivo l’inviato del presidente, in una call con gli interlocutori europei, sembrava quindi indicare che la Russia si sarebbe ritirata e avrebbe congelato la linea del fronte.

Così, ricostruisce ancora il Wsj, venerdì i funzionari europei avrebbero chiesto un terzo colloquio con Witkoff per chiarire la “confusione crescente” su ciò che Putin avesse realmente proposto. L’inviato di Trump avrebbe così chiarito l’unica offerta sul tavolo: il ritiro unilaterale dell’Ucraina dal Donetsk in cambio di un cessate il fuoco. Una volta che il piano di Putin è stato chiaro, sarebbe quindi stato subito bocciato dal leader ucraino e dai funzionari europei coinvolti nei colloqui.

Del resto la posizione dell’Ucraina, che “non cederà la sua terra” alla Russia, non è una novità che potrebbe stupire la controparte. E ancora una volta, subito dopo l’annuncio del faccia a faccia in Alaska, Zelensky era tornato a ribadire il concetto sui social.

“La risposta alla questione territoriale ucraina è già nella Costituzione ucraina, e non potrà discostarsi da essa. Gli ucraini non cederanno la loro terra all’occupante”, aveva detto Zelensky, ribadendo che “siamo pronti a collaborare con il presidente Trump, insieme a tutti i partner, per una pace reale e, soprattutto, duratura che non crolli a causa della volontà di Mosca. Questa è la nostra terra, noi siamo l’Ucraina”. Il presidente ucraino aveva poi sottolineato che “non ci potrà essere nessuna decisione di pace senza il coinvolgimento di Kiev”.

Usa, Europa e Kiev: “Costruire insieme percorso per negoziato”

Intanto, dalla lunga riunione di ieri nel Kent ospitata dal ministro degli Esteri britannico David Lammy e dal vice presidente degli Stati Uniti Jd Vance con funzionari europei e ucraini è emersa anzitutto “la volontà degli europei di costruire un percorso comune insieme agli Stati Uniti, forse più che in passato“, dicono all’Adnkronos fonti al corrente delle discussioni che si sono tenute nella residenza di Lammy, alle quali per l’Europa partecipavano i consiglieri per la sicurezza nazionale di Italia, Francia e Germania, e per Kiev il capo dell’ufficio della presidenza ucraina, Andriy Yermak, e il ministro della Difesa Denys Shmyhal.

Robert Von Sachsen Bellony

Robert Von Sachsen Bellony

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