Ricominciare non significa necessariamente dimenticare ciò che è stato. A volte vuol dire guardarsi dentro, fare i conti con le proprie fragilità e trovare nella scrittura una strada per andare avanti. È da questa consapevolezza che prende forma “Riparto da zero”, il nuovo album di Enrico Settimio, disponibile dal 7 novembre 2026 sulle principali piattaforme digitali e nei maggiori negozi di dischi per La Stanza Nascosta Records.
Secondo lavoro in studio per il cantautore, il disco arriva a quattro anni di distanza da “Libertà Creativa”, album d’esordio pubblicato nel 2022, e porta con sé un percorso compositivo maturato nell’arco di oltre dieci anni. Non si tratta, dunque, di una raccolta di canzoni nate da un’unica urgenza momentanea, ma di un progetto che mette insieme esperienze, riflessioni e cambiamenti, restituendo il ritratto di un uomo alle prese con la perdita, l’errore, la responsabilità e il desiderio di ricostruire.
Una delle caratteristiche più evidenti del nuovo album di Enrico Settimio è la sua varietà sonora. Il cantautore sceglie di non legarsi a una formula precisa e attraversa territori musicali differenti, passando dal pop-rock al punk-rock, con incursioni nella surf music, aperture blues, suggestioni country e sfumature funky. Non mancano le ballad d’autore e momenti più immediati, in cui il pop emerge con una maggiore leggerezza melodica. Il risultato è un lavoro difficilmente riconducibile a un’unica etichetta, nel quale ogni brano sembra avere una propria identità. Una scelta consapevole, come spiega lo stesso artista: «In continuità con Libertà creativa, il mio primo album, dove rivendicavo il diritto alla libertà espressiva, in “Riparto da zero” non ci sono due canzoni che suonino allo stesso modo; per me non è dispersione, è un voler cambiare vestito mantenendo intatta la propria voce». È proprio questa libertà a rappresentare il filo conduttore del progetto. Cambiano gli arrangiamenti, le atmosfere e le soluzioni espressive, ma resta riconoscibile la voce di un autore che non ha intenzione di rinchiudersi in un’identità musicale predefinita.
Se la varietà musicale è uno degli elementi distintivi del disco, il suo vero centro è la dimensione interiore. In “Riparto da zero” la scrittura non è soltanto il mezzo attraverso cui raccontare qualcosa: diventa essa stessa protagonista della narrazione. Le canzoni si soffermano sul proprio processo di nascita, riflettono sulle parole, sui dubbi e sulle emozioni che le hanno generate. Vita e composizione si intrecciano continuamente, dando vita a un racconto nel quale l’esperienza personale e la riflessione artistica procedono di pari passo. Per Settimio, ripartire significa innanzitutto ritrovare il rapporto con la propria scrittura. «Un cantautore non si rimette in piedi e poi scrive: scrive per rimettersi in piedi», racconta. Una frase che restituisce con immediatezza il senso dell’intero album.
Anche sul piano testuale, “Riparto da zero” si distingue per un approccio lontano dalla linearità. Frasi brevi, incalzanti, interrogativi che ritornano come ossessioni e certezze che si incrinano costruiscono un racconto fatto di contrasti. La scrittura di Settimio ha un carattere fortemente visivo e cinematografico. Le immagini si susseguono, le tensioni restano spesso irrisolte e le emozioni vengono affrontate senza cercare necessariamente una conclusione rassicurante.
Il secondo album di Enrico Settimio comprende dieci tracce, tutte firmate dall’artista per testi e musiche. Gli arrangiamenti vedono il coinvolgimento di Purple Drip, Giuseppe Loriga e Salvatore Papotto, che ha curato anche numerose fasi di registrazione, mix e mastering. Tra le collaborazioni presenti nel disco figurano Giuseppe Loriga alle chitarre, Marco De Rosas al violoncello e Salvatore Papotto, coinvolto anche negli arrangiamenti e nella produzione tecnica di diversi brani.
Con “Riparto da zero“, Enrico Settimio firma un lavoro che mette al centro la necessità di ripartire, senza nascondere le difficoltà che precedono ogni nuovo inizio. La libertà musicale diventa una scelta narrativa, mentre la scrittura assume il ruolo di compagna di viaggio, rifugio e strumento di consapevolezza. È un album che non cerca scorciatoie: attraversa generi, emozioni e contraddizioni, mantenendo sempre saldo il rapporto tra ciò che l’artista vive e ciò che decide di raccontare.
Eleonora Francescucci
Photo Credits: Green Grass Film

















